grimaldi studio legale

Zambelli assiste il Gruppo Wittur nella riorganizzazione delle attività italiane

Il Gruppo Wittur, attivo nel settore della produzione di componenti, moduli e sistemi completi per l’industria degli ascensori, è stato assistito con successo da Angelo Zambelli, Barbara Grasselli e Vincenzo Di Gennaro di Grimaldi Studio Legale

Grimaldi e Clifford Chance per il finanziamento a Gas plus

Gas Plus, assistita da Grimaldi Studio Legale, ha concluso con Banca IMI e Banco BPM, in qualità di banche finanziatrici, assistite da Clifford Chance, il processo di revisione del proprio indebitamento finanziario a medio lungo termine in essere, modificandone l’ammontare, la durata ed il periodo di disponibilità alla luce soprattutto della mutata tempistica degli investimentidel Gruppo.

In particolare, è stata concessa una prima linea a medio lungo termine dell’importo di 52 milioni di euro a supporto, fra l’altro, del rifinanziamento di alcune linee di credito in essere e una seconda linea a medio lungo termine dell’importo di 55 milioni di euro destinata a finanziare gli investimenti del Gruppo.
Grimaldi Studio legale ha affiancato Gas Plus con il Partner Roberto de Nardis e l’associate Gian Filippo Bendandi.
Clifford Chance ha assistito le banche finanziatrici con un team guidato dal Partner Ferdinando Poscio coadiuvato dal senior associate Luca Maria Chieffo nonché da Giulia Petragnani Gelosi e Luca Gualtieri.

Grimaldi con Acea nell’acquisizione di Demap per il trattamento della plastica

Grimaldi Studio Legale, con un team coordinato dal managing partner Francesco Sciaudone e composto da Daniela Fioretti, Leonida Cagli e Clementina Bombacci ha assistito Acea S.p.A. nell’acquisizione del 90% del capitale sociale di Demap S.r.l., proprietaria di un impianto di trattamento plastiche (capacità autorizzata: 75.000 tonnellate annue).

L’accordo riconosce al venditore (DE.CO.RO. S.r.l.) un’opzione put per la quota residua del 10%, da esercitare al verificarsi di obiettivi legati alla performance dell’impianto.  Il valore economico dell’operazione, in termini di enterprise value per il 100% della società, è di circa 20 milioni di Euro.

I soci di DE.CO.RO. S.r.l. sono stati assistiti da Pirola Corporate Finance (con il partner Ludovico Mantovani ed il senior manager Marco Gregorini) che ha agito quale advisor finanziario e, per la parte legale, dagli avvocati di Pirola Pennuto Zei & Associati, Massimo Di Terlizzi (Partner) e Clarissa Galli.

[usr 2]

Grimaldi nei Big Data con la Commissione Europea

Grimaldi Studio Legale, con un team composto da Francesco Sciaudone e Simona Frazzani, si è aggiudicato, insieme a Wavestone e CEPS, un contratto biennale con l’Agenzia Europea delle Piccole e Medie Imprese (EASME) per uno studio sui big data nel settore automobilistico.

Il consorzio sta lavorando ad una soluzione che prevede un’architettura Shared Server Solution, per cui i dati relativi al veicolo vengono trasferiti ad un server esterno e resi disponibili ai fornitori di servizi. Saranno valutate le opzioni tecniche e legali con cui si potrà garantire l’accesso ai dati delle smart cars di proprietà dei costruttori per sviluppare un mercato di servizi secondario (WP1 EASME Big Data and B2B platforms).

In particolare, il team di Grimaldi analizzerà gli aspetti legali delle problematiche relative all’accesso ed all’utilizzo di dati proprietari da parte di terzi.

Grimaldi Studio Legale sta ultimando la selezione, tra i migliori esperti internazionali, per il gruppo di lavoro di questo progetto che partirà il prossimo 11 aprile a Brussels. ‘Siamo orgogliosi di questo nuovo importante incarico, in un settore di forte prospettiva e di particolare complessità giuridica’, afferma Francesco Sciaudone, Managing Partner di Grimaldi Studio Legale.

Grimaldi Studio Legale apre una nuova sede a Parma

Grimaldi apre a Parma, con l’avv. Maria Francesca Albertini, socio responsabile della nuova sede, che potrà contare su un team locale di professionisti di comprovata esperienza.

Grimaldi apre a Parma, con l’avv. Maria Francesca Albertini, socio responsabile della nuova sede, che potrà contare su un team locale di professionisti di comprovata esperienza oltre che della capacità multidisciplinare di Grimaldi Studio Legale, una delle principali law firm indipendenti con propri uffici a Milano, Roma, Bari, Londra, Bruxelles, Lugano, New York.

La città emiliana, che nel 2020 sarà capitale italiana della Cultura, possiede un tessuto economico-industriale vario ed articolato. Si può considerare a buon diritto la capo fila dell’agro-industria italiana: è sede dell’Authority Europea per l’alimentazione (EFSA), ospita una delle più importanti fiere mondiali del settore (CIBUS), è città creativa UNESCO della gastronomia, è leader mondiale nella produzione di impiantistica alimentare, ospita multinazionali del cibo e una miriade di piccole-medie imprese della filiera agro-alimentare.

L’avv. Albertini che ha maturato una competenza multidisciplinare nelle varie branche del Diritto Civile, con una particolare specializzazione nel Diritto della Famiglia, delle Persone, dei Minori e delle Successioni, entrerà anche a far parte del dipartimento Family Governance e Private Clients coordinato dall’avvocato Davide Contini, co-Managing Partner dello Studio.

Continua con Parma lo sviluppo delle nostre competenze e del nostro network territoriale – afferma Francesco Sciaudone, Managing Partner di Grimaldi – che proseguirà nei prossimi mesi sia a livello nazionale sia internazionale. La sede di Parma ci consentirà di essere vicini alle numerosissime imprese presenti sul territorio che cercheremo di accompagnare nelle loro strategie di crescita, in Italia e all’estero, conclude Francesco Sciaudone.

Grimaldi Studio Legale nel lancio del fondo Progress Tech Transfer

Grimaldi Studio Legale, con un team guidato dal socio Luigi Baglivo ha assistito MITO Technology nel lancio di “Progress Tech Transfer”, un fondo alternativo di investimento, finalizzato al trasferimento e alla valorizzazione delle tecnologie generate dalla ricerca pubblica italiana nel campo della sostenibilità.

Nel dettaglio, Grimaldi ha assistito MITO Technology con un team composto dal socio Luigi Baglivo e dai senior associates Emanuele Pedilarco e Massimo Ritrovato, per la strutturazione dell’operazione e per gli aspetti di diritto finanziario relativi alla costituzione del fondo, e dal socio Carlo Cugnasca per gli aspetti fiscali dell’operazione.

MITO Technology è una società che si occupa dal 2009 di valorizzazione dei risultati della ricerca a supporto di università ed enti pubblici guidata da Francesco De Michelis e Massimiliano Granieri; il fondo ha una dotazione di 40 milioni di Euro, sottoscritti pariteticamente dal Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) e da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nell’ambito della piattaforma ITAtech e si propone di assicurare  il collegamento con il mondo della ricerca in Italia per loscouting di tecnologie.” 

Mattarella of counsel di Grimaldi Studio Legale

Grimaldi Studio Legale annuncia l’ingresso come of counsel del prof. Avv. Bernardo Giorgio Mattarella

Mattarella è professore ordinario di diritto amministrativo presso la Facolta di Giurisprudenza Luiss Guido Carli.

Siamo davvero molto contenti dell’arrivo di Bernardo e siamo convinti che la sua esperienza e competenza ci consentirà di continuare nel processo di crescita dello Studio”, afferma Francesco Sciaudone, Managing Partner di Grimaldi Studio Legale.

Il labour fa ricchi gli studi

Boom di operazioni labour nel 2018: dalle riorganizzazioni aziendali, ai licenziamenti di top manager, fino ai progetti di welfare aziendale. In cima al ranking di Le Fonti Legal LabLaw, seguito da Toffoletto e soci e da Grimaldi studio legale.

Un 2018 da record per il mercato del lavoro. Gli studi legali specializzati hanno infatti seguito anche altre 50 operazioni nei primi dieci mesi dell’anno, tra consulenze per riorganizzazioni aziendali, trattative sindacali, ricorsi per licenziamenti di top manager, ridefinizione dei contratti integrativi aziendali, ma anche consulenza nell’adeguamento al nuovo regolamento privacy e nei progetti di welfare aziendale. E il futuro promette ancora più impegno per i giuslavoristi.

Le novità introdotte dal decreto Dignità in materia di lavoro, infatti, stanno occupando gli avvocati del settore nella risoluzione delle criticità aperte dalle nuove norme sui contratti di lavoro, con gli imprenditori che brancolano nel buio. Tra i principali nodi da sciogliere: l’applicabilità o meno ai rinnovi e alle proroghe dei contratti a termine della nuova disciplina, con il periodo transitorio che si è chiuso il 31 ottobre scorso, e il difficile utilizzo delle causali per i contratti a termine.

Tra gli studi legali più impegnati in questi primi 10 mesi troviamo al primo posto LabLaw, che ha chiuso 57 operazioni da gennaio a oggi, che rappresentano quasi il 30 per cento del mercato.

Tra i deal principali: la consulenza giudiziale a favore di Tecnologie Diesel, le riorganizzazioni di Sisecam Flat Glass South Italy e di CheBanca!, le relazioni industriali e sindacali di Capri Servizi, società controllata dal comune di Capri, ma anche Eos Investment Management nell’operazione straordinaria, le relazioni sindacali di Banca Popolare del Lazio per il contratto integrativo Cia, le consulenze giudiziali ad Adecco, Ikea e a Marco Fassone, ex ad Ac Milan. A seguire, Toffoletto e soci che, tra le numerose operazioni chiuse ha seguito Recordati nella realizzazione dei piani per consentire al top management di partecipare all’investimento del fondo di private equity Cvc che ha acquisito la società, avvalendosi della consulenza dello studio Gattai Minoli Agostinelli & partner. Ma anche Technogym nella definizione dei contenuti e nella negoziazione sindacale del rinnovo del contratto integrativo aziendale per ottenere il risultato migliore possibile per i suoi dipendenti, con particolare riferimento alla disciplina del premio di risultato e di altri aspetti rilevanti di disciplina delle relazioni industriali, Allianz in occasione del rinnovo del proprio Cia per la strutturazione di un premio di risultato variabile.

Chiude il podio Grimaldi studio legale, che, tra le principali operazioni, ha assistito l’ex amministratore delegato di British Telecom Italia, Gianluca Cimini, nella controversia conseguente al suo allontanamento dall’azienda nell’autunno del 2016 per motivi disciplinari. Il Tribunale di Milano ha condannato l’azienda a risarcire il suo ex numero uno per circa 1,8 milioni di euro. Lo studio Grimaldi ha seguito inoltre Vinyloop Ferrara dapprima nella procedura di licenziamento collettivo relativa all’intera popolazione aziendale avviata in ragione della cessazione dell’attività produttiva e successivamente, nel corso della stessa, nel perfezionamento del trasferimento dell’azienda ad un acquirente. Importanti anche le operazioni Stefanel (procedura sindacale di licenziamento collettivo) e Boglioli (procedura di licenziamento collettivo attivata nell’ambito di un piano di rilancio del Gruppo a seguito della sua acquisizione da parte del Fondo spagnolo Fund Phi Industrial).

Secondo Francesco Rotondi, managing partner di LabLaw, con l’emanazione del decreto Dignità «occorre necessariamente un ripensamento delle organizzazioni aziendali e del lavoro che dovrà tenere conto dei vincoli diversi e stringenti posti al contratto a termine e alla somministrazione. Fino ad oggi si era pensato fossero strumenti di flessibilità in linea con il dettato normativo che offriva ampia possibilità di impiego con prospettiva di gestione del mercato senza particolari criticità». «Una delle principali richieste di chiarimento da parte delle imprese», continua Rotondi, «riguarda l’applicabilità o meno ai rinnovi e alle proroghe dei contratti a termine della nuova disciplina prevista dal decreto dignità. Infatti, la legge di conversione ha introdotto un regime transitorio delle nuove norme, disponendone l’applicazione “ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018”. Tale previsione, tuttavia, ha posto non pochi problemi interpretativi. Secondo la maggior parte dei commentatori infatti, ci troveremmo ora di fronte a quattro diversi regimi: ai contratti stipulati entro il 13 luglio 2018, prima dell’entrata in vigore del n. 87/2018, si applicherebbe il D.lgs. 81/2015 nella sua versione originaria; ai contratti stipulati tra il 14 luglio e l’11 agosto 2018 si applicherebbero le disposizioni contenute nel D.L. n. 87/2018, fatta eccezione di quelle che sono intervenute, a partire dal 12 agosto, con la legge n. 96/2018; ai contratti rinnovati o prorogati tra il 12 agosto ed il 31 ottobre 2018, si applicherebbe il regime transitorio, sulla base del quale i contratti già in corso alla data del 14 luglio possono essere prorogati o rinnovati, entro il 31 ottobre 2018, seguendo le vecchie regole, infine dal 1° novembre 2018, tutti i nuovi contratti, nonché le proroghe e ai rinnovi di quelli sorti in precedenza, saranno interamente soggetti alla disciplina del decreto».

Franco Toffoletto, managing partner di Toffoletto e soci sottolinea come le nuove norma pongano «innumerevoli dubbi interpretativi, creando notevoli difficoltà alle aziende. Ulteriore complicazione deriva dal fatto che le norme sono intervenute nel corso dell’anno. Molto confusa la norma transitoria che ne ha differito l’efficacia al 1° novembre». Per quanto riguarda invece gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il meccanismo di calcolo automatico dell’indennità spettante al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, previsto dal Jobs act, a parere di Toffoletto «determinerà la totale incertezza nella determinazione dell’indennità in caso di licenziamento illegittimo che invece, fino ad oggi, era agevolmente predeterminabile in base all’anzianità. Ciò disincentiva le nuove assunzioni, e rende difficile il raggiungimento di accordi transattivi, con un inevitabile e consistente incremento del contenzioso che, invece, ad oggi, era praticamente inesistente».

Angelo Zambelli e Alberto Testi di Grimaldi studio legale affermano invece che «l’aspetto più critico che caratterizza in generale la legislazione giuslavoristica, tanto più negli ultimi anni, è rappresentato dall’eccessiva frammentarietà degli interventi. La tecnica legislativa maggiormente utilizzata, infatti, è quella di apportare continue modifiche e interpolazioni alle norme esistenti, determinando problemi interpretativi e applicativi nella materia del diritto del lavoro. I clienti hanno chiesto chiarimenti e pareri soprattutto con riferimento alla nuova disciplina del contratto a termine e, in particolare, al regime transitorio relativo alle proroghe e ai rinnovi conseguito alla promulgazione dapprima del decreto Dignità e, successivamente, della legge di conversione 96/2018».

Olimpio Stucchi di Uniolex ritiene che, rispetto al decreto Dignità, «gli aspetti critici per le imprese concernono soprattutto l’ennesima riforma del contratto di lavoro a tempo determinato, che segna un arretramento di oltre 20 anni. Su tutti direi che i maggiori problemi sono due e riguardano: la riduzione da 36 a 12 mesi della durata massima del contratto di lavoro a termine acausale e la re-introduzione dell’obbligo della sussistenza di specifiche e limitate causali, soggette a contrastanti interpretazioni in sede di applicazione pratica, per poter estendere l’impiego a termine del medesimo lavoratore fino ad un periodo complessivo di 24 mesi. A parte la causale correlata alla sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è del tutto prevedibile che, salvo casi eccezionali, risulterà piuttosto aleatoria la identificazione dei confini e ambiti applicativi delle altre ipotesi in cui si potrà ricorrere al contratto di lavoro a tempo determinato. E ciò non potrà che generare tutto quel contenzioso che, con le ultime riforme del contratto di lavoro a termine, era sostanzialmente sparito dalle aule dei tribunali».

Enrico Del Guerra di Pavia e Ansaldo, afferma che «le imprese si erano abituate a programmare l’inserimento di nuove risorse utilizzando il contratto a tempo determinato pur affrontando un costo maggiore ma usufruendo della massima elasticità. Ciò permetteva, in un periodo piuttosto lungo, di verificare non solo le capacità del neoassunto ma anche la possibilità di un suo stabile inserimento nella organizzazione aziendale. Il periodo di un anno è ritenuto troppo breve dall’imprenditore. Pochi saranno i contratti che, al termine del primo periodo di un anno, sottoscritti senza indicare una causale, dopo il 31 ottobre 2018, una volta trascorso il periodo transitorio, verranno trasformati a tempo indeterminato».

Massimo Dramis, di Dramis Ammirati, sottolinea invece come «gli aspetti di maggiore criticità attengono principalmente alla reintroduzione delle causali nei contratti a tempo determinato e nei contratti di somministrazione a tempo determinato, soprattutto nei casi in cui il precedente rapporto oggetto di proroga o di rinnovo è acausale».

Giovanni De Donno, dello studio De Donno Avvocati Giuslavoristi, osserva che «le imprese hanno incentrato le loro richieste sulle modifiche apportate all’istituto del contratto a termine, ed in particolare sono state avanzate richieste di chiarimenti su proroghe e rinnovi, stop & go e rapporti tra somministrazione e contratti a termine». Riguardo gli effetti della sentenza della Consulta, per De Donno comporterà «l’impossibilità di determinare i “costi” di una eventuale dichiarazione di illegittimità del licenziamento intimato. Tralasciando ipotesi residuali legate a motivi discriminatori o di insussistenza del fatto, fino a ieri, era sufficiente considerare due mensilità per ogni anno di anzianità con un minimo di sei mensilità. Oggi invece, il rischio di causa dell’azienda va da un minimo di sei ad un massimo di 36 mensilità per un lavoratore che ha iniziato a lavorare da poco».

Gianluca Crespi di Elexia afferma che «l’entrata in vigore del decreto Dignità e le modifiche apportate alla normativa in materia di contratto a termine e somministrazione, purtroppo, hanno ridotto sensibilmente la flessibilità organizzativa delle aziende e hanno reintrodotto ragioni di contenzioso ormai superate da anni. Ritengo che quanto sopra non soltanto non sarà compensato da una maggiore stabilità dei rapporti di lavoro ma, anzi, rischia di produrre l’effetto esattamente contrario, poiché le aziende potrebbero essere più portate a ricorrere ad un turn over di lavoratori a termine piuttosto che definire causali di rinnovo o proroga per i lavoratori già in servizio che potrebbero essere poi contestate in giudizio».

Secondo Francesco Amendolito di Amendolito & associati «il metodo legislativo di modificare a colpi di accetta la precedente e recente riforma giuslavoristica non serve a molto. Rischia, invece, di danneggiare una promettente ripresa dei livelli di occupazione e dell’attività economica conseguenti alle precedenti riforme del lavoro. È proprio questo che spaventa le imprese».

A parere di Massimo Waschke di Fdl studio legale e tributario «le aziende chiedono chiarimenti riguardo al rinnovo o alla proroga del contratto. Con il Decreto Dignità, il rinnovo non può mai essere acausale, anche se previsto per un periodo inferiore a 12 mesi; la proroga, invece, può essere acausale nei primi 12 mesi di rapporto. Occorre particolare attenzione, poi, riguardo ai rinnovi ed alle proroghe, in quanto il Decreto dignità si applica non solo ai contratti di nuova stipulazione, ma anche ai contratti già in essere».

Paola Mariani di DWF ritiene che le imprese siano «particolarmente interessate, ora come in passato, alla “flessibilità in uscita” e la principale richiesta è quello di fornire supporto professionale nella valutazione dei rischi e nella stima dei costi che il datore di lavoro deve tenere in considerazione in caso di necessaria uscita di una risorsa, così da poter valutare se ed entro che termini intraprendere un percorso conciliativo. Questa la principale richiesta di chiarimento, unitamente al supporto in fase di assunzione di risorse a tempo determinato, con contratto a termine o in somministrazione».

Lorenzo Cairo di Gattai Minoli Agostinelli & partner afferma che «le maggiori richieste di chiarimento sono relative ai nuovi contratti a termine. In primo luogo sulla disciplina transitoria: i contratti a termine in scadenza a cavallo tra la vecchia disciplina e l’entrata in vigore della nuova vengono percepiti come l’ultima opportunità di usufruire di una normativa più flessibile. Sono diverse le richieste di parere finalizzate a capire fino a che punto i contratti nati nella disciplina previgente possano essere prorogati o rinnovati».

A cura di Gabriele Ventura

 

 

Lombardi Segni e Associati, Grimaldi Studio Legale, LabLaw e Giovannelli e Associati per un asset deal nella chimica

Benvic Europe ha acquistato dalla Vinyloop Ferrara in liquidazione un ramo d’azienda funzionale all’espansione della propria attività

Benvic Europe, società di Ferrara appartenente all’omonimo gruppo multinazionale attivo nella produzione di materie plastiche, ha acquistato dalla Vinyloop Ferrara in liquidazione, del medesimo settore, un ramo d’azienda funzionale all’espansione della propria attività, grazie alla contiguità del proprio sito ferrarese rispetto a quello acquisito.

L’acquirente è stato assistito, per gli aspetti contrattuali, da Lombardi Segni e Associati con i partner Stefano Nanni Costa e Daniele Colicchio e l’associate Elena Guizzetti; gli aspetti fiscali sono stati seguiti da Giovannelli e Associati con il partner Eugenio Romita e l’associate Antonello Lops; gli aspetti giuslavoristici sono stati seguiti da LabLaw con la partner Michela Bani e l’associate Simone Carrà.

Il venditore, facente parte del gruppo Inovyn è stato assistito da Grimaldi Studio Legale con un team guidato dal partner Davide D’Angelo per gli aspetti contrattuali, dal partner Alberto Testi per le tematiche giuslavoristiche e dalla senior associate Laura Bernardi, mentre per gli aspetti fiscali sono intervenuti Morri Rossetti con il partner Davide Rossetti.

Zambelli vince per l’AD Giacomo Catano contro RCS

La Corte di Appello di Milano dichiara l’assenza di giusta causa.

Angelo Zambelli, socio responsabile del dipartimento Labour di Grimaldi Studio Legale e co-managing partner dello Studio, con il socio Alberto Testi, hanno assistito vittoriosamente Giacomo Catano, responsabile della Divisione Gazzetta dello Sport sotto la gestione dell’AD Vittorio Colao, contro RCS Media Group assistita dallo Studio Trifirò and Partners.

La vittoria per Catano è arrivata in Corte di Appello di Milano con una importante sentenza che, ribaltando la decisione di primo grado, ha dichiarato illegittimo il licenziamento risalente al 2013, quando il manager fu accusato ingiustamente di non aver impedito la truffa di ingenti risorse economiche alla società RCS Sport di cui era Amministratore Delegato.
Ora RCS dovrà non solo risarcire l’ex manager con le indennità all’epoca non versate, ma dovrà anche farsi carico delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.