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Crisi di impresa e tutela del lavoro, sindacati decisivi

Quando un’azienda affronta una crisi, si aprono numerose questioni da risolvere che riguardano, in primis, i rapporti di lavoro.

Legislatore e sindacati per la flessibilità

Nel 2021, le risposte in termini di flessibilità aziendale, produttività e nuove figure professionali, dovranno arrivare soprattutto dalla contrattazione colletiva.

Smart working, il punto di non ritorno

Abbiamo superato il “giro di boa” dei sei mesi dall’inizio della pandemia. Che ha significato, per la quasi totalità dei lavoratori dipendenti, il semaforo verde per quello che potrebbe essere in molti casi un punto di non ritorno: lo smart working o lavoro agile.

Un modello organizzativo che da “emergenziale”, per molte imprese potrebbe trasformarsi in “strutturale”. E, in questo senso, siamo arrivati al momento clou. Dal 15 ottobre, infatti, il datore di lavoro non potrà più imporre lo smart working ma dovrà siglare specifici accordi come previsto dalla legge n. 81/2017 che disciplina, appunto, il lavoro agile. Il 15 ottobre è il giorno, infatti, in cui termina la normativa emergenziale che, per ragioni di necessità, consentiva di “bypassare” gli accordi previsti per legge, generando chiaramente tutta una serie di criticità dovute al mancato coordinamento tra l’avvio dello smart working e il mutamento dell’organizzazione aziendale nella direzione di una maggiore flessibilità.

Da più parti, infatti, si è parlato di “forma distorta di lavoro agile”, “home working” o “telelavoro”. Il 15 ottobre rappresenta quindi una data chiave per una serie di motivi: come emerso da una recente survey Aidp (Associazione italiana dei direttori del personale) due aziende su tre continueranno con lo smart working anche dopo l’emergenza. Perché hanno effettivamente riscontrato vantaggi in termini di tempo risparmiato, minori costi di spostamento, soddisfazione dei dipendenti e miglioramento del work-life balance. Ma la domanda è: posto il fatto che siamo di fronte a una “nuova normalità” anche per quanto riguarda il lavoro agile, la legge n. 81 del 2017 è ancora adeguata? Probabilmente no, dato che lo stesso governo sembra andare nella direzione di una nuova normativa “contestualizzata”.

Anche perché si aprirà la stagione degli accordi collettivi o individuali. Una rivoluzione che vede protagonisti gli avvocati giuslavoristi, in campo con i direttori del personale delle aziende per dare vita a modelli virtuosi di smart working, in grado di raggiungere quello che può essere considerato l’equilibrio “paretiano”: conciliare le esigenze dell’impresa con quelle dei lavoratori, che spesso vanno in direzione opposta. Come fare per raggiungerlo è raccontato nell’indagine che trovate in questo numero di Le Fonti Legal, dove abbiamo coinvolto i maggiori studi legali con dipartimenti labour strutturati e le cosiddette “boutique” di diritto del lavoro.

E quello che è emerge è che siamo di fronte a una sfida che riguarderà la quasi totalità di aziende e lavoratori: i datori di lavoro dovranno abbandonare il vecchio modello di controllo “fisico” dei dipendenti, dando loro la possibilità di lavorare davvero da ovunque e con orari flessibili, valutando la prestazione esclusivamente sulla base di obiettivi e risultati. I dipendenti, a loro volta, hanno sulle spalle la responsabilità di mantenere, o addirittura alzare, il livello di obiettivi e risultati da remoto.

Una rivoluzione, dunque, che sarà più strutturata se anche il legislatore saprà cogliere questa sfida.

I direttori del personale: la flessibilità del lavoro ora è imprescindibile

Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp (Associazione nazionale dei direttori del personale), illustra le misure necessarie a sostegno delle aziende per la gestione della fase post-covid, sulla base di un documento di proposte stilato dall’Associazione.

La flessibilità del lavoro è sempre indispensabile, ma in questo momento è ancora più importante: pensiamo alle causali, a contratti a termine, a come retribuire le piccole forme di lavoro magari con la reintroduzione dei voucher. Possiamo anche utilizzare la causale dell’emergenza Covid, l’importante è dare la possibilità alle aziende di confermare i dipendenti senza rischi, perché altrimenti non li confermano. Abbiamo bisogno che le istituzioni introducano una nuova forma di flessibilità, ovvero contratto fiduciario e sburocratizzazione, perché non si può perdere tempo”.

Salonia Associati conclude gli accordi tra Mercatone Uno e Sindacati

Gli avvocati dello studio romano e milanese hanno assistito i Commissari Straordinari delle Società in amministrazione straordinaria del Gruppo Mercatone Uno di Imola. Sarà garantita la continuità dell’attività e la salvaguardia dell’occupazione.

Gli Avvocati Rosario Salonia, Fabio Massimo Cozzolino e Jacopo Ierussi dello Studio Legale Salonia Associati, advisor nelle materie giuslavoristiche dei Commissari straordinari di Mercatone Uno, hanno gestito le procedure di consultazione sindacale che hanno portato alla sottoscrizione dell’accordo per la cessione a Shernon Holding di 55 punti vendita, marchio, logistica e sede di Imola e a COSMO di 13 punti vendita.

[auth href=”https://www.lefonti.legal/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
Clicca qui per registrarti gratis adesso o esegui il login per continuare.”]L’accordo, sottoscritto ieri a Bologna, con COSMO prevede, nell’immediatezza, la salvaguardia di 285 posti di lavoro sui 566 presenti nel perimetro di cessione e la prospettiva di altri 100 nei 24 mesi successivi alla cessione, oltre alle garanzie di legge.

Quello sottoscritto con Shernon Holding, il 29 giugno, prevede il trasferimento di 2.019 rapporti di lavoro e di ulteriori 300 nei prossimi 48 mesi.

Con i due accordi sono stati complessivamente tutelati, nell’immediato, 2.304 lavoratori sui 3.049 in forza e, in prospettiva 2.704 posti di lavoro, pari a circa il 90% degli occupati.

La prosecuzione dell’esercizio dell’impresa da parte dei Commissari Straordinari, autorizzata dal Mise fino al 13 gennaio 2019, consentirà di dar corso alle ulteriori dismissioni, volte anche a trovare una soluzione occupazionale per i lavoratori non ricompresi nei perimetri di cessione.

Sono già stati avviati contatti con l’Anpal, Agenzia nazionale per le politiche del lavoro, per favorire la ricollocazione di questi lavoratori, ed entro il mese di luglio è previsto al Mise (Ministero per lo Sviluppo economico) un incontro con tutte le Regioni interessate.

I Commissari Straordinari di Mercatone Uno (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato, Vincenzo Tassinari) hanno espresso la soddisfazione per l’avvenuta sottoscrizione di entrambi gli Accordi sindacali, e hanno ringraziato il team di Salonia Associati per il lavoro svolto sin dall’aprile 2015.

 

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