Contenzioso/Arbitrati

Cleary Gottlieb vince per Vivendi contro il Gruppo Mediaset e Fininvest

Cleary Gottlieb vince per Vivendi contro il Gruppo Mediaset e Fininvest dinanzi al Tribunale di Milano.

Molinari e Associati vince al Consiglio di Stato per Microport CRM

Molinari e Associati, con il prof. Michele Giovannini e l’avv. Lorenzo Caruccio, ha assistito con successo Microport CRM nel giudizio al Consiglio di Stato.

Hogan Lovells vince per Hansard Europe DAC davanti al Tribunale di Pesaro

Hogan Lovells ha assistito la compagnia di assicurazioni irlandese, Hansard Europe DAC

Luca Ponti ottiene l’assoluzione del presidente della Sampdoria

Luca Ponti, founding partner dello studio Ponti & Partners di Udine, ha assistito il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma che un anno fa aveva chiesto il rinvio a giudizio per il presidente, accusato, assieme ad altri, di appropriazione indebita, autoriciclaggio, utilizzo di fatture false e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Secondo l’accusa Ferrero e la figlia si sarebbero appropriati “in particolare indebitamente delle somme accreditate con bonifico estero” per la vendita nel 2015 del calciatore Pedro Obiang, per un totale di 1.159.000 euro, “con le aggravanti di aver cagionato alla Uc Sampdoria spa un danno patrimoniale di rilevante entità e di aver commesso il fatto abusando di relazioni d’ufficio e di tutta una serie di altri reati collegati e connessi”.
L’indagine della Guardia di finanza aveva portato ad un sequestro di beni per circa 2,6 milioni di euro, poi parzialmente annullati dal Tribunale del Riesame.
Il tribunale di Roma, con il GUP Alessandro Arturi, ha invece accolto la tesi della difesa fatta valere in udienza dall’avv. Ponti e ha prosciolto in sede di udienza preliminare Ferrero da tutte le accuse e per tutti i reati “perché i fatti non sussistono”, revocando anche i residui sequestri.

Vittoria al TAR per Fastweb con lo studio Ristuccia Tufarelli & Partners

Lo studio legale Ristuccia Tufarelli & Partners ha vinto per il suo cliente Fastweb il contenzioso originato dal ricorso di una seconda impresa per una gara bandita dalla RAI.

Il team dello studio che ha lavorato sul caso era composto da un team composto dai soci Renzo RistucciaLuca Tufarelli e Mario Di Carlo e dal senior associate Giuseppe Lo Monaco mentre per RAI ha agito un team guidato dai soci Fabio Cintioli e Giuseppe Lo Pinto e dall’avv. David Astorre dello studio legale Cintioli e Associati.

Il giudizio trae origine dal ricorso dell’impresa seconda classificata avverso l’aggiudicazione a Fastweb della gara bandita da RAI per l’affidamento di un accordo quadro relativo ai servizi per la diffusione dei contenuti multimediali sulle piattaforme IP – CDN. Il servizio messo a gara è di natura informatica, finalizzato alla diffusione presso il pubblico dei telespettatori di determinati contenuti multimediali dell’offerta RAI, affinché essi possano essere fruiti tramite PC, tablet, smartphone, smart tv ed altri dispositivi connessi alla rete internet.

Tra le plurime censure sviluppate dal ricorrente, tutte respinte dal TAR, vi è quella relativa alle corrette modalità di verifica tecnica della piattaforma offerta da Fastweb, finalizzata a dimostrare che le performance non degradano ed il tempo di download dei contenuti rimane costante, simulando più tipi di connessione e dispositivi di fruizione.

Il TAR, dopo avere analizzato le memorie delle parti e le relazioni prodotte dai consulenti tecnici, ha concluso affermando che tutte le sessioni la verifica hanno avuto esito positivo, evidenziando un’erogazione dello streaming superiore al requisito minimo richiesto nel Capitolato e che il procedimento di verifica applicato e le valutazioni tecniche effettuate dalla stazione appaltante non manifestano profili di erroneità macroscopica e/o di illogicità.

L’impresa ricorrente ha anche chiesto l’annullamento della gara, rilevando che RAI avrebbe dovuto bandire una gara con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa anziché quello del minor prezzo.

Il TAR, respingendo il motivo di ricorso, ha osservato che la Stazione appaltante, nell’esercizio della propria discrezionalità, ha dichiaratamente prescelto il criterio di aggiudicazione del minor prezzo in quanto trattasi di servizio recante caratteristiche standardizzate ed ha fortemente dettagliato e puntualizzato le caratteristiche del servizio nel Capitolato tecnico, dove sono analiticamente fissati i requisiti prestazionali richiesti.

In base a quanto previsto dall’art. 95 co. 4 lett. b) d.lgs. 50 del 2016, è lo stesso Codice dei contratti pubblici a consentire l’utilizzo del “criterio del minor prezzo: […] per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato […]”.

Il TAR ha concluso che la scelta discrezionale del criterio del minor prezzo da parte della RAI non appare illogica e risulta in linea con le caratteristiche standardizzate del servizio oggetto della gara.

AG Studio Legale vince al Consiglio di Stato per Coopculture

Andrea Grazzini, fondatore di AG Studio Legale, ha assistito Coopculture, risultata aggiudicataria della procedura di gara indetta da Consip per l’affidamento, in concessione, dei servizi museali della Regione Marche.

Un concorrente (Gebart) ha impugnato l’aggiudicazione, contestando l’illegittimità delle regole di gara, ed in particolare il fatto che Consip avesse richiesto ai concorrenti di elaborare un piano economico finanziario della concessione, senza poter modificare il numero dei visitatori annuali, stimato dal Ministero dei beni culturali.

Con sentenza 26 agosto 2020, n. 5214, la V Sezione del Consiglio di Stato ha confermato la sentenza di primo grado, e rigettato l’appello di Gebart. La sentenza recepisce integralmente le difese di Grazzini, soprattutto sui motivi sulla strutturazione della gara e del PEF, precisando che la previsione che vincolava i concorrenti a un numero predeterminato di visitatori era razionale, e anzi necessaria per garantire una comparazione realistica tra offerte omogenee.

 

ArcelorMittal, con Cleary e GOP, vince a Milano

Rigettato il reclamo proposto dal Codacons contro ArcelorMittal.

Il Tribunale di Milano ha infatti integralmente rigettato il reclamo proposto dal Codacons avverso l’ordinanza con cui, lo scorso 6 marzo, era stato dichiarato estinto il giudizio cautelare promosso da Ilva in Amministrazione Straordinaria (e altre società del gruppo ammesse alla stessa procedura) nel contesto della controversia con AM InvestCo Italy, ArcelorMittal Italy e altre società del gruppo ArcelorMittal relativa al contratto di affitto di rami d’azienda comprendenti lo stabilimento Ilva di Taranto.

Accogliendo le argomentazioni di ArcelorMittal e Ilva, il Tribunale di Milano ha respinto il reclamo del Codacons, ritenendolo un mero interveniente adesivo privo di un “potere autonomo di impugnazione”. Il Tribunale ha anche statuito che la controversia ha “natura contrattuale” e, dunque, è estranea agli interessi che il Codacons è legittimato a tutelare in base alle applicabili disposizioni. Il Tribunale di Milano ha altresì condannato il Codacons a rifondere le spese di lite alle parti reclamate.

Nel procedimento di reclamo, le società del gruppo ArcelorMittal sono state assistite da Cleary Gottlieb, con un team composto dagli avvocati Giuseppe Scassellati Sforzolini, Ferdinando Emanuele, Francesca Gesualdi e Andrea Mantovani, che hanno lavorato in coordinamento con i Colleghi di Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, avvocati Francesco Gianni, Elisabetta Gardini e Raffaele Tronci, anche per gli aspetti di diritto amministrativo.

Seat Pagine Gialle, Majocchi assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta

Luca Majocchi, ex amministratore delegato di Seat Pagine Gialle, è stato assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta.

Nel dettaglio, Majocchi è stato oggi assolto perché “il fatto non sussiste” all’esito del processo penale pendente dinnanzi al Tribunale di Torino con l’imputazione di “bancarotta fraudolenta per operazioni dolose” connessa al leveraged buy out strutturato nel biennio 2003-2004 mediante cui Seat Pagine Gialle era stata acquisita da un consorzio di noti Fondi di Private Equity.

L’ex amministratore delegato di Seat Pagine Gialle, rappresentato in giudizio dall’avvocato Giuseppe Fornari ed imputato unitamente ai restanti membri del C.d.A. e del Collegio Sindacale, rappresentati tra gli altri dagli Avvocati Francesco Mucciarelli e Giuseppe Iannaccone, aveva a suo tempo rinunciato alla carica di amministratore delegato di Unicredit per sposare il percorso di potenziamento industriale di Seat Pagine Gialle strutturato dai Fondi di Private Equity per il tramite dell’utilizzo della leva finanziaria scaturente dal leveraged buy-out. L’operazione – un archetipo di leveraged buy-out culminato con la distribuzione agli azionisti di un dividendo pari a € 3,578 miliardi – è stata oggi riconosciuta come lecita da parte del Tribunale di Torino.

Cleary Gottlieb vince anche per Hewlett Packard Enterprise davanti al Tribunale di Milano

Con sentenza pubblicata la scorsa settimana, il Tribunale di Milano ha rigettato tutte le domande, anche risarcitorie, promosse da un distributore contro Hewlett Packard Enterprise e ha confermato la piena validità delle condizioni contrattuali di canale utilizzate da quest’ultima.

Il Tribunale di Milano ha altresì accolto le domande svolte in via riconvenzionale da Hewlett Packard Enterprise, condannando conseguentemente il distributore a pagarle un risarcimento multimilionario in aggiunta alle penali contrattuali.
Nell’accogliere le difese di Hewlett Packard Enterprise, il Tribunale di Milano ha reso un rilevante precedente sia in tema di sottoscrizione digitale di clausole asseritamente vessatorie sia in tema di sistemi di distribuzione verticale, concludendo che tutte le clausole predisposte da Hewlett Patckard Enterprise fossero pienamente valide e conformi alla normativa comunitaria in tema di concorrenza.
Hewlett Packard Enterprise è stata assistita dai suoi legali interni (la responsabile del contenzioso Laura Pavese e il responsabile Investigations/Enforcement Bastian Moritz), che hanno lavorato in team con i professionisti di Cleary Gottlieb: Francesca Gesualdi (in foto), Ferdinando Emanuele, Carlotta Bonanomi e Alice Setari.

Legance vince al Tar per Pernigotti

Legance – Avvocati Associati con un team composto dal partner Alessandro Botto, dal senior associate Giacomo Testa e dall’associate Fabiana Ciavarella ha difeso con successo Pernigotti S.p.A. dinnanzi al TAR Piemonte.

Il contenzioso era in merito all’annullamento della deliberazione del Consiglio Comunale di Novi Ligure n. 20 del 20 aprile 2019, di approvazione della variante parziale al P.R.G., con la quale l’amministrazione comunale introduceva una condizione che subordinava l’attuazione della destinazione prevista dal P.R.G. per l’area di proprietà Pernigotti, alla avvenuta ricollocazione dell’impianto produttivo di quest’ultima esclusivamente all’interno del territorio comunale di Novi Ligure.

Il TAR, con sentenza del 19 maggio 2020, n. 298, ritenendo fondate le tesi di Pernigotti, ha accolto il ricorso e annullato la deliberazione del Comune di Novi Ligure.