Semplificazione, una sfida che non può più essere rimandata

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Chiarezza normativa e semplificazione. Sono i capisaldi da cui ripartire per immaginare una ripresa che somiglia molto alla scalata di una montagna.

Ne sono consapevoli tutti gli attori del sistema economico italiano: imprenditori, uomini della finanza, professionisti, avvocati d’affari. Lo è meno la politica. Se è vero che tutti i provvedimenti emergenziali hanno presentato evidenti criticità di applicazione. Da ultimo, il decreto Agosto che ha prorogato gli ammortizzatori sociali Covid e il divieto di licenziamento per chi ne usufruisce fino al 31 dicembre 2020. Una proroga scritta male, però. Come denunciato dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro in uno dei suoi ultimi approfondimenti, dove sono state analizzate criticità interpretative e difficoltà applicative: senza voler entrare nei dettagli dei tecnicismi, dalla formulazione della norma (art. 3 del decreto Agosto) emergerebbe la “definitività” del divieto di licenziamento per il datore di lavoro che opta per l’esonero contributivo, anziché il vincolo alla durata delle misure straordinarie previsto al contrario dall’art. 14. Un pasticcio, insomma.

Per non parlare dell’eccessivo ricorso ai decreti attuativi: per il decreto Agosto se ne contano 70, per il decreto Rilancio ne mancano all’appello ben 100 sui 137 previsti. Direzione opposta rispetto alla chiarezza e snellimento richiesti invece da più parti. Da ultimo, dal mondo legale all’unisono: avvocati d’affari, giuslavoristi, penalisti, general counsel, chiamati in causa da Le Fonti Legal per fare il punto sull’impatto dell’emergenza sanitaria sul mercato legale e sulle prospettive per la ripartenza, dove settembre sarà un mese decisivo. Chiaramente, a decollare nel corso dell’emergenza sanitaria sono stati i settori cosiddetti anticiclici: contenzioso, restructuring, lavoro. Mentre m&a, real estate, trasporti, infrastrutture hanno pagato maggiore dazio.

La ricetta per dare nuova linfa all’economia, secondo i professionisti sentiti da Le Fonti Legal, non può non passare dall’iniezione di liquidità, dallo snellimento della macchina burocratica e dalla chiarezza normativa. In un contesto dove per le imprese diventa sempre più cruciale il ruolo del consulente, per ridefinire obiettivi e strategie aziendali sulla base della cosiddetta “nuova normalità”, che tradotto significa nuovi rischi e modalità e organizzazione del lavoro. In più, la scarsa chiarezza e l’iper produzione normativa di questi ultimi mesi hanno reso sempre più centrale il legame e il coordinamento tra il legale inhouse e lo studio esterno all’impresa.

Riuscire a interpretare i rischi del business in questo momento è infatti di cruciale importanza per l’azienda. Un compito in più, a gravare sulle spalle dei professionisti, che se fossero ascoltati dal legislatore, cosa mai avvenuta in questi ultimi sei mesi, potrebbero dare un contributo importante sulla via della semplificazione. Una sfida che non può più essere rimandata.

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