La Corte costituzionale, con la sentenza n. 86 del 2026, ha messo in chiaro i limiti delle Regioni a statuto speciale nel modificare la normativa edilizia nazionale. La decisione, che riguarda la legge della Regione Sardegna n. 18/2025, sottolinea la necessità di rispettare le norme statali unitarie anche per le autonomie locali. Questo pronunciamento ha implicazioni significative per il sistema edilizio italiano, riaffermando che le semplificazioni non possono compromettere i principi fondamentali dell’ordinamento statale.
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La sentenza e le sue implicazioni principali
Uno dei punti critici della legge sarda era la ridefinizione della ristrutturazione edilizia, che considerava ogni aumento di volume “entro sagoma” come una semplice ristrutturazione, escludendo la necessità di un permesso di costruire. La Corte ha respinto questa impostazione, evidenziando che qualsiasi incremento volumetrico deve essere valutato per l’impatto sull’organismo edilizio, obbligando a seguire le procedure previste dal Testo unico dell’edilizia.
Abusi edilizi e sanatorie: la doppia conformità
La Corte ha anche affrontato il tema degli abusi edilizi, dichiarando illegittime le norme regionali che semplificavano l’accertamento di conformità. La Regione Sardegna aveva introdotto una valutazione quantitativa per definire difformità totale o parziale, ma la Consulta ha stabilito che la conformità deve essere rigorosa e non basata su semplici automatismi numerici. È stata riaffermata l’importanza dell’art. 36 del Testo unico edilizia, che prevede la doppia conformità per ottenere una sanatoria.
Requisiti igienico-sanitari e sicurezza
Infine, la Corte ha sottolineato che i requisiti igienico-sanitari, come quelli di aeroilluminazione, non possono essere derogati dalle Regioni, poiché collegati alla tutela della salute pubblica. Inoltre, le deroghe automatiche per interventi vicino ai binari ferroviari sono state ritenute inaccettabili senza una valutazione caso per caso. La sentenza rafforza dunque l’esigenza di un’unitarietà normativa in materia di sicurezza e salute.
Perché è importante
Questa decisione ha un impatto diretto su avvocati, imprese e professionisti del settore edilizio. Le Regioni dovranno adeguare le proprie normative, evitando di introdurre semplificazioni che potrebbero violare i principi nazionali. Per esempio, le imprese che operano in Sardegna dovranno rivedere i propri progetti per assicurarsi che rispettino i requisiti nazionali, evitando sanzioni o ritardi nei permessi edilizi.
I prossimi sviluppi
Nel breve termine, ci si aspetta che altre Regioni a statuto speciale esaminino le proprie leggi edilizie per evitare conflitti simili. Potrebbero emergere ulteriori chiarimenti interpretativi, specialmente in relazione all’applicazione dei principi stabiliti dal “Salva Casa”. Le imprese e i professionisti del settore dovranno monitorare attentamente le evoluzioni normative e giurisprudenziali per garantire la conformità alle nuove disposizioni.


