Restructuring: gli studi al top

Molinari e Associati ha seguito l’operazione più ricca degli ultimi 12 mesi: la ristrutturazione di Sorgenia. Giovanardi Pototschnig & Associati ha invece gestito il maggior numero di operazioni. Ecco chi ha lavorato di più nel fallimentare. Con le regole al restyling

Molinari e Associati, BonelliErede, Giovanardi Pototschnig & Associati, Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, Legance: sono gli studi legali che negli ultimi 12 mesi hanno fatto più affari nelle ristrutturazioni aziendali.
[auth href=”https://www.lefonti.legal/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
Clicca qui per registrarti gratis adesso o esegui il login per continuare.”]Seguendo, dal punto di vista legale, le operazioni più importanti: da Sorgenia, deal da 1,5 miliardi di euro dove lo studio Molinari ha assistito un pool di banche italiane e internazionali nella seconda fase di negoziazioni, alla ristrutturazione del debito di Cis (Centro Ingrosso Sviluppo Campania Gianni Nappi e Interporto Campano), pari a 630 milioni di euro, gestito a livello legale da Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, fino alla ristrutturazione dell’indebitamento delle società del gruppo Fenice, con il team di Giovanardi Pototschnig & Associati che ha seguito il pool di banche nel corso dell’operazione. Lo stesso studio guidato da Carlo Alberto Giovanardi è quello che, dal punto di vista quantitativo, dichiara di aver gestito più deal nell’ultimo anno, con oltre 100 operazioni. A seguire Legance con 40, BonelliErede e Latham & Watkins con 20 e Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners con 19.
È quanto emerge dalla ricognizione che abbiamo condotto sul settore del restructuring, individuando gli avvocati e gli studi legali protagonisti dell’ultimo anno, che hanno anche analizzato l’impatto della nuova legge fallimentare sui processi di ristrutturazione aziendale e come cambierà il ruolo dell’advisor legale. Già perché quello del fallimentare è  un settore che sta subendo l’ennesima rivoluzione, con la nuova riforma che il Governo ha messo in cantiere per incentivare il ricorso tempestivo a strumenti di ristrutturazione che diano continuità all’azienda, e norme che limitano le ipotesi di abusi dello strumento concorsuale.

BonelliErede, tra le operazioni più importanti degli ultimi 12 mesi, ha assistito Deutsche Bank e ad Attestor Capital in relazione alla ristrutturazione dell’indebitamento di Gestioni Armatoriali e in relazione alla opposizione a un sequestro conservativo di una nave di Gestioni Armatoriali ottenuto da Deutsche Bank e da Attestor Capital. Inoltre, lo studio ha prestato assistenza alle banche creditrici nell’operazione che prospetta il turnaround di Stefanel attraverso un’operazione di ristrutturazione che, al verificarsi di una serie di condizioni, tra cui l’omologazione di un accordo di ristrutturazione con le banche creditrici e il rilascio da parte della Consob dell’esenzione Opa, porterà Trinity, società parte del Gruppo Attestor, a detenere indirettamente il controllo di Stefanel. Secondo Marco Arato, «la nuova legge fallimentare incentiva ulteriormente il ricorso tempestivo a strumenti di composizione della crisi che consentano la ristrutturazione e il risanamento dell’impresa. In alcuni casi, sono stati introdotti istituti ad hoc o modificati quelli esistenti». A parere di Arato, però, nonostante gli aspetti positivi della riforma «occorre tuttavia prestare attenzione, sia in sede di redazione del decreto delegato, sia successivamente nella sua applicazione pratica, affinché alcuni dei limiti introdotti non rischino di ingessare troppo il sistema. In questo scenario, l’advisor legale è ulteriormente responsabilizzato rispetto al passato. In primo luogo, perché può svolgere un ruolo decisivo nell’indirizzare l’imprenditore verso l’avvio tempestivo del percorso di ristrutturazione più adeguato alla situazione dell’impresa. In secondo luogo, perché il generale potenziamento degli strumenti di ristrutturazione ad opera della nuova legge di riforma, che consente, da un lato, una più vasta gamma di soluzioni possibili, ma dall’altro lato sanziona anche più severamente rispetto al passato ipotesi di abuso che abbiano quali conseguenza l’inutile procrastinamento dello stato di crisi e la proliferazione dei costi connessi, impone all’imprenditore di fare una scelta tempestiva e responsabile, nella quale l’advisor legale può giocare un ruolo fondamentale».

Lo studio Pavia e Ansaldo è quello che conta più partner dedicati al restructuring: ben 11. Tra le principali operazioni seguite negli ultimi 12 mesi, Pavia e Asnaldo ha assistito le banche nella riorganizzazione dell’esposizione debitoria di medio-lungo termine del Gruppo Saviola, volta alla ridefinizione dell’assetto finanziario in virtù dell’anticipato raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio economico-finanziario previsti dal piano di risanamento aziendale adottato nel 2013 (con orizzonte temporale 2018). Secondo Alberto Bianco, partner dello studio, «gli effetti principali della riforma dovrebbero essere da un lato quello di puntare alla sopravvivenza solo delle imprese che hanno una reale possibilità di continuità evitando inutili accanimenti che hanno, quale unico effetto, quello di incrementare le perdite in danno ai creditori e, dall’altro lato, quello di anticipare, proprio in quest’ottica, l’emersione della crisi al fine di garantire una effettiva possibilità di ripresa e di continuità». «Senza dubbio», continua Bianco, «le procedure di allerta costituiscono la novità più interessante dal momento che il fattore tempo, nell’ambito delle ristrutturazioni aziendali, è spesso determinante. Tuttavia, l’effettiva utilità dello strumento dipende molto da quali saranno, in concreto, le norme di attuazione nonché, soprattutto, dalle qualità tecniche degli organismi istituiti presso le Camere di Commercio posto che saranno chiamati ad una attività estremamente delicata. In linea teorica, ma anche in questo caso molto dipende dalle norme di attuazione, il ruolo del legale sarà ovviamente molto più incentrato sulla continuità aziendale, quindi, oltre alle competenze legate alle ristrutturazioni aziendali, saranno probabilmente necessarie anche competenze legate ai processi di M&A dal momento che, come la pratica ha insegnato, una vera ristrutturazione aziendale dovrebbe passare, prima di tutto, per un cambio di governance/compagine sociale».

Molinari e associati, come detto, ha seguito il pool di banche italiane e internazionali nella seconda fase di negoziazioni con Sorgenia in relazione alla ristrutturazione dell’indebitamento finanziario. Inoltre, lo studio ha assistito le banche nella ristrutturazione dell’indebitamento finanziario del Gruppo Scarpellini, ai sensi dell’art. 67, comma (iii), lettera D) della Legge Fallimentare. Secondo Ugo Molinari, «teoricamente l’anticipazione della gestione delle crisi di impresa dovrebbe premiare le soluzioni non concorsuali e più in generale le soluzioni in continuità. Inoltre, dovrebbe avere l’effetto di ridurre la durata di tali processi e contenerne i costi. Per quanto riguarda le crisi di rilevanti dimensioni, mi sembra molto delicata l’attribuzione al Tribunale del potere di verificare la fattibilità economica del piano concordatario specie se accompagnato ad un significativo contenimento dei costi dei consulenti, anche di natura finanziaria e aziendalistica, coinvolti in questo genere di verifiche e di valutazioni». «Inoltre», continua Molinari, «mi sembra delicato far decorrere il periodo sospetto per le azioni di inefficacia e di revocatoria del deposito della domanda cui sia seguita l’apertura della liquidazione giudiziale». Per quanto riguarda invece le competenze che deve possedere l’avvocato che si occupa di ristrutturazioni, secondo Molinari sono: «strutture societarie e trattamento degli strumenti di patrimonio in ogni forma, conoscenza del debito in tutte le sue forme tecniche, responsabilità degli amministratori, aspetti concorsuali e, non da ultimo, una sensibilità spiccata per le questioni economico finanziarie. Per questo motivo, lo studio, che ha seguito alcune tra le principali operazioni di ristrutturazione di rilevanza nazionale in questi anni, non ha formalmente istituito un dipartimento dedicato, ma ha un numeroso gruppo di lavoro composto da professionisti versatili che non si occupano solo di restructuring».

Giovanardi Pototschnig & Associati Secondo la partner Linda Morellini, tra gli aspetti positivi della riforma, ci sono «la procedura unitaria per la trattazione della crisi e dell’insolvenza di gruppo, l’introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale, finalizzate a incentivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, l’unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, con caratteristiche di particolare celerità, anche in fase di reclamo». Tra gli aspetti negativi, invece, «l’assenza di meccanismi che assicurino l’uniformità delle decisioni dei giudici in materia concorsuale e i criteri di specializzazione dei Tribunali», il fatto che, con l’aumento delle responsabilità i costi dei professionisti siano «destinati ad aumentare, l’eccessiva istituzionalizzazione sia in termini di composizione della crisi, sia in termini di controllo con il rischio di penalizzare le professionalità migliori».

Legance, tra le operazioni degli ultimi 12 mesi, ha seguito Castello sgr, gestore di fondi immobiliari italiani, in relazione alla ristrutturazione del debito finanziario dei fondi immobiliari chiusi Whitestone e Miruna.
Secondo Luca Autuori, partner, la riforma fallimentare può essere accolta positivamente «in quanto i principi e le direttive dettati al governo sono potenzialmente idonei a porre rimedio alle principali lacune, dubbi interpretativi e macchinosità procedurali riscontrati negli ultimi anni. Alcune criticità potrebbero, tuttavia, emergere in sede attuativa soprattutto nell’ipotesi in cui il governo decidesse di adottare più decreti legislativi. Il rischio è quindi di assistere all’ennesimo intervento legislativo frammentato con imposizione agli operatori di nuovi sforzi di coordinamento e di interpretazione normativa».

Lombardi Segni sta assistendo i commissari straordinari di Alitalia, su base continuativa, su diverse problematiche in materia di diritto fallimentare, incluse petizioni per l’autorizzazione al pagamento di debiti insorti prima dell’apertura della procedura di Amministrazione Straordinaria.  Ha assistito inoltre il commissario straordinario di Ilva, Piero Gnudi, sia nella richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico di ammissione alla procedura di Amministrazione Straordinaria per la società, regolata dalla Legge Marzano, sia nella richiesta alla Corte d’Appello di Milano di dichiarazione di insolvenza della stessa ILVA. Secondo PierDanilo Beltrami, partner dello studio, «l’obiettivo della riforma è quello di ridurre tempi e costi delle procedure, incentivando e favorendo, là dove possibile, il risanamento delle aziende e lasciando al fallimento la funzione liquidatoria. L’introduzione delle procedure di allerta dovrebbe, a sua volta, contribuire a favorire la emersione tempestiva delle situazioni di crisi e, in questo senso, concorrere al raggiungimento dell’obiettivo legislativo». Tra le criticità, sottolinea Beltrami, «si potrebbe segnalare la scelta di mantenere l’istituto due piani attestati di risanamento all’interno della legge fallimentare: come noto, infatti, pur non trattandosi di una procedura concorsuale, il fatto di essere previsto è regolato all’interno della “bankruptcy law” ha fatto sì che, soprattutto gli operatori stranieri, considerassero l’impresa italiana che avesse fatto ricorso a questo istituto come una impresa “fallita”, con tutte le conseguenze del caso. Altra potenziale criticità, il non avere previsto espressamente il mutamento di collocazione toponomastica del corpus normativo dedicato agli accordi di ristrutturazione dei debiti, così da fugare ogni ulteriore dubbio circa la sua qualificabilità in termini di mini-concordato».
«Tra gli aspetti positivi», continua Beltrami, «sicuramente da apprezzare è stata la scelta di introdurre finalmente una disciplina dell’insolvenza dei gruppi, così come la specializzazione dei giudici che si dovranno occupare di una materia altamente tecnica e sofisticata come quella fallimentare. Di conseguenza è destinato a mutare anche il ruolo dell’advisor legale, sempre più richiesto di competenze non esclusivamente legali, ma anche economico-aziendalistiche, oltre che di capacità persuasive a convincere il proprio cliente a fare “outing” alle prime avvisaglie della situazione di crisi».

Clifford Chance sta assistendo Citibank in svariate cause legate al crack Parmalat. Nell’ambito del caso, lo studio ha ottenuto nel 2014 la condanna, da parte della Corte d’Appello di Bologna, di Parmalat a risarcire Citibank con 431 milioni di dollari, riconoscendo in Italia la sentenza della Superior Court of New Jersey del 2008. Al momento, lo studio assiste Citibank di fronte alla Suprema Corte di Cassazione. Secondo Fabio Guastadisegni, partner dello studio, tra gli aspetti positivi della riforma «è da evidenziare la concreta distinzione tra i concetti di stato di crisi e stato di insolvenza e, soprattutto, l’introduzione della auspicata disciplina della crisi e dell’insolvenza dei gruppi di imprese, disciplina quest’ultima di cui si sentiva l’esigenza e l’importanza allorché si tratti di grandi imprese facenti parte di un gruppo e che, sino ad oggi, con rare eccezioni, sono  gestite singolarmente». «Un ulteriore aspetto positivo della riforma», continua Guastadisegni, «consiste nella introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, procedure finalizzate ad incentivare l’emersione anticipata della crisi con un percorso non giudiziale e confidenziale, agevolando le trattative tra debitore e creditori. La possibile criticità della riforma sta proprio nel suo obiettivo, sicuramente ambizioso e perciò pregevole, di modificare in modo organico le procedure concorsuali, e nel riuscire effettivamente a semplificare e creare uniformità tra i vari riti speciali, il tutto armonizzando il sistema fallimentare italiano con la normativa dell’Unione europea e con i principi in materia di insolvenza della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale». «Soprattutto nell’ambito delle procedure di risanamento», continua Guastadisegni, «il ruolo dell’advisor legale sarà sempre più importante, vista l’alta tecnicità degli istituti e la competenza specifica richiesta per l’assistenza delle società in crisi».

Freshfields A parere dei partner Emiliano Conio e Chiara Anceschi, «alla luce della “ratio” della riforma, è probabile che venga valorizzato il ruolo dell’advisor legale della società quale consulente legale anticipatamente coinvolto al fine di supportare la società nell’identificazione e realizzazione di misure volte alla prevenzione di situazioni di potenziale crisi finanziaria. I principi e la normativa di “risanamento” applicabili alle ristrutturazioni di banche o gruppi bancari differiscono rispetto a quelli applicabili a società o gruppi di società di diversa natura».

Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners Il partner Riccardo Agostinelli afferma invece che la riforma avrà un impatto importante perché «si tratta di una profonda rivisitazione di tutti gli strumenti per reagire alla crisi, nell’ottica di “prevenire” la stessa e di preservare la continuità aziendale. Prevenzione, continuità e cancellazione del concetto di fallimento sono gli aspetti positivi. Non si ravvisa ancora il principio che il rilancio aziendale debba essere guidato dai creditori “in-the-money”, come invece accade in talune giurisdizioni a matrice culturale anglosassone. Il ruolo dell’advisor sarà centrale nella fase di studio, analisi e interpretazioni delle nuove regole del gioco».

Hogan Lovells, tra le maggiori operazioni dell’anno, ha assistito Etihad nel tentato processo di ristrutturazione dell’indebitamento di Alitalia nell’ambito di un piano attestato di risanamento ai sensi dell’art. 67, comma III, lett. d) della Legge Fallimentare e nella gestione dei rapporti con l’Amministrazione Straordinaria di Alitalia a seguito dell’ammissione di Alitalia alla suddetta procedura. Inoltre, lo studio ha seguito la società che gestisce il programma frequent flyers di Alitalia, nell’ambito della amministrazione straordinaria di quest’ultima. Secondo Ernesto Apuzzo, partner dello studio, «la nuova legge dovrebbe facilitare il risanamento attraverso un sistema di “allerta” che anticipi la crisi. Tuttavia le procedure di allerta potrebbero facilitare strette creditizie su tali società con possibili conseguenze finanziarie ed economiche». «Il ruolo dell’advisor legale delle banche», continua Apuzzo, «non dovrebbe modificarsi più di tanto. Il ruolo del legale del debitore, invece, potrebbe modificarsi significativamente per effetto della naturale anticipazione delle operazioni di ristrutturazione che la procedura di “allerta” provocherà».

La Scala Studio Legale Secondo la partner Luciana Cipolla «il mercato del restructuring continuerà una importante evoluzione interessando non solo imprese di medio-grandi dimensioni, ma soprattutto aziende del comparto pmi. Sopravvissute alla fase acuta della crisi, molte società italiane hanno bisogno di alleggerire il peso del debito per preservare la propria capacità di essere competitivi e, dall’altro lato, per poter trovare le risorse atte a finanziare gli investimenti».

Bird & Bird A parere del partner Alberto Salvadè, «una prima analisi ci porta a dire che, per effetto dell’introduzione della nuova procedura di allerta e della conseguente procedura di composizione assistita della crisi tramite l’intervento dei nuovi organismi preposti, la cui durata massima è prevista in sei mesi, le tempistiche delle operazioni di ristrutturazione dovrebbero tendere a ridursi, anche significativamente».

Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher Il partner Stanislao Chimenti sottolinea invece come «le prerogative del progetto di riforma, se confermate dal legislatore, consentiranno di recepire strumenti di gestione della crisi suscettibili di definire in tempi rapidi un percorso di ristrutturazione aziendale che valorizzi soprattutto il recupero dell’impresa e dei suoi asset».

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