Cleary Gottlieb

Cleary Gottlieb vince per Vivendi contro il Gruppo Mediaset e Fininvest

Cleary Gottlieb vince per Vivendi contro il Gruppo Mediaset e Fininvest dinanzi al Tribunale di Milano.

Vivendi vince con Cleary Gottlieb e Araoz & Rueda in Spagna e sospende il processo di fusione transfrontaliera del gruppo Mediaset

Il Tribunale commerciale di Madrid ha integralmente accolto il ricorso urgente proposto da Vivendi contro Mediaset España al fine di sospendere la delibera di fusione di quest’ultima e Mediaset S.p.A. in un veicolo olandese. 


Il Tribunale ha ritenuto che la proposta fusione sia stata imposta abusivamente da Mediaset e Fininvest a svantaggio degli azionisti di minoranza e che non risponda ad una ragionevole esigenza di business.
Il team multi-giurisdizionale che sta affiancando Vivendi e i suoi legali interni (Frédéric Crépin e Caroline Le Masne De Chermont) nelle azioni promosse contro il progetto di fusione del gruppo Mediaset è coordinato, per l’Italia, da Giuseppe Scassellati di Cleary Gottlieb (che, assieme ai colleghi Ferdinando Emanuele, Francesca Gesualdi, Paolo Rainelli, Roberto Argeri e Federico Cenzi Venezze, difende Vivendi anche in Italia) e, per la Spagna, è costituito dallo studio Araoz & Rueda (con un team guidato da Alejandro Fernández de Araoz, che ha rappresentato Vivendi dinanzi al giudice spagnolo) e, per i Paesi Bassi, dallo studio De Brauw Blackstone Westbroek (con un team guidato da Sven Dumoulin, Edward van Geuns e Reinier Kleipool).

 

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Sky con Cleary contro DWT al Tribunale di Milano

Con sentenza pubblicata il 17 settembre 2019, il Tribunale di Milano ha integralmente rigettato le domande con cui Digital World Television (attiva nei programmi audiovisivi per adulti) aveva chiesto di condannare SKY Italia a risarcire asseriti danni milionari conseguenti a pretesi inadempimenti contrattuali nonché ad abusi di posizione dominante e di dipendenza economica.

SKY aveva interrotto la fornitura dei servizi tecnici erogati a DWT dopo la naturale scadenza del contratto in data 31 dicembre 2014.

Rigettando le argomentazioni di DWT, il Tribunale ha statuito che non vi fossero “mai stati elementi negoziali o fattuali idonei a fondare un ragionevole affidamento di DWT sulla prosecuzione del contratto del 2011”. Secondo il Tribunale, inoltre, la condotta di SKY è stata “improntata al pieno rispetto del principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto”.

SKY è stata assistita dai propri legali interni (Luca Sanfilippo, Liliana Ciliberti, Ludovica Marvasi e Oreste Pallotta), che hanno lavorato in team con gli avvocati di Cleary Gottlieb Ferdinando Emanuele, Marco D’Ostuni (in foto), Roberto Argeri e Alessandro Comino.

 

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Cleary Gottlieb con F2i nel riassetto dell’azionariato e della governance

Cleary Gottlieb ha assistito F2i in una operazione di riassetto dell’azionariato e della governance della società.

Cleary Gottlieb ha assistito F2i in una operazione di riassetto dell’azionariato e della governance della società, che ha visto l’ingresso tra i soci della SGR della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense e dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri.

F2i è stata assistita da un team di avvocati composto da Roberto Bonsignore, Lorenzo Freddi e Alessandro Airaghi, coadiuvati da Laura Prosperetti per i profili regolamentari dell’operazione.

Essilor-Luxottica: i team di BonelliErede e Cleary Gottlieb che hanno seguito l’operazione

Con il settlement del 5 dicembre dell’offerta pubblica di scambio obbligatoria lanciata da EssilorLuxottica sulle azioni di Luxottica si è ulteriormente perfezionata la combinazione che ha dato vita ad EssilorLuxottica.

Con il settlement del 5 dicembre dell’offerta pubblica di scambio obbligatoria lanciata da EssilorLuxottica sulle azioni di Luxottica, conclusasi con il raggiungimento del 93,3% del capitale della società target, si è ulteriormente perfezionata la combinazione che ha dato vita ad EssilorLuxottica, colosso da oltre 16 miliardi di fatturato, nato dalla fusione tra il gruppo dell’occhialeria fondato da Leonardo Del Vecchio e quello francese delle lenti.

La combinazione in un unico gruppo da circa 140 mila dipendenti era stata annunciata nel gennaio 2017 e ha poi ricevuto i via libera necessari delle Commissioni antitrust di Stati Uniti, Unione Europea, Brasile, Canada e Cina.

BonelliErede ha affiancato Luxottica in questo percorso biennale con un team coordinato dal fondatore Sergio Erede e dal partner Stefano Cacchi Pessani, insieme a Elisabetta Bellini, managing associate; Claudio Tesauro, partner, e Leonardo Armati, managing associate, hanno curato i profili antitrust; i partner Andrea Manzitti e Stefano Brunello i profili fiscali.

Lo studio Best Friend di BonelliErede Bredin Prat ha agito al fianco di Luxottica per gli aspetti di diritto francese con i partner Sébastien Prat e Florence Haas. Lo studio Cravath Swayne & Moore, con il socio George Stephanakis, ha assistito Luxottica con riferimento alle attività negli Usa legate all’operazione.

Cleary Gottlieb, invece, ha assistito Essilor nell’intera operazione con un team multigiurisdizionale composto da Giuseppe Scassellati Sforzolini, Gerolamo da Passano, Nicole Puppieni, Gabriele Barbatelli e Roberto Storlazzi in Italia, Pierre-Yves Chabert ed Eole Rapone in Francia, e John Brinitzer e Fernando Martinez i profili di diritto statunitense. Mario Siragusa, François–Charles Laprevote, Saverio Valentino, Séverine Schrameck e, negli Stati Uniti, David Gelfand e Daniel Culley si sono occupati degli aspetti antitrust, mentre Vania Petrella, Anne-Sophie Coustel, Gianluca Russo e Cécile Mariotti hanno curato i profili fiscali dell’operazione. Carlo de Vito Piscicelli e Alessandro Gennarino hanno assistito Essilor nel finanziamento ponte di EUR 3.200.000.000 relativo alla componente in denaro della procedura di sell-out che farà seguito all’offerta di scambio.

Gli studi coinvolti nel Variable Forward Transaction di De Agostini su azioni IGT

De Agostini, azionista di maggioranza di International Game Technology PLC (IGT), ha concluso con Credit Suisse International un’operazione di Variable Forward avente ad oggetto fino a 18.000.000 di azioni ordinarie di IGT negoziate al NYSE.

Si tratta della prima operazione di questo tipo conclusa da società italiane e con pochi precedenti all’estero. De Agostini ha dichiarato che l’operazione è finalizzata a riequilibrare il suo portafoglio di investimenti e che nel prossimo futuro manterrà il controllo di IGT, continuando a sostenerne lo sviluppo di lungo periodo.

[auth href=”https://www.lefonti.legal/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
Clicca qui per registrarti gratis adesso o esegui il login per continuare.”]In relazione ai profili fiscali dell’operazione, il tax team di De Agostini, guidato dal Group Tax Director Claudio Feliziani, è stato assistito da L&P- Ludovici Piccone & Partners, con un team composto dai soci Paolo Ludovici e Andrea Prampolini, che nel 2015 avevano assistito il gruppo Gtech (ex Lottomatica) nell’acquisizione del gruppo IGT (quotato al NYSE) e nella contestuale fusione cross-border di Gtech SpA con IGT Plc, e dall’associate Sergio Merlino.
Per gli aspetti legali De Agostini è stata assistita da Shearman & Sterling, con un team coordinato dal partner Geoffrey Goldman e dall’associate Ganaraj Hegde per i profili di diritto statunitense e per i profili di diritto italiano dal partner Domenico Fanuele, il counsel Emanuele Trucco e l’associate Andrea Giaretta.
Cleary Gottlieb ha assistito Credit Suisse sui profili di diritto italiano, con un team composto dal socio Carlo de Vito Piscicelli e dall’associate Danilo Santoboni per gli aspetti corporate e bancario e con un team composto dal socio Vania Petrella e dall’associate Gianluca Russo per gli aspetti fiscali. I soci Michael Dayan e David Lopez, il senior attorney Marc Rotter e l’associate Clayton Simmons si sono occupati dei profili di diritto statunitense dell’operazione.
Il Variable Forward ha una struttura simile ad un collar, poiché combina l’acquisto di un’opzione put e la vendita di un’opzione call con prezzi di esercizio disallineati, definibili in più tranche mediante cash settlement o, a certe condizioni, physical settlement, assicurando a De Agostini sia il mantenimento di un valore minimo predefinito delle azioni di IGT sottostanti sia la possibilità di beneficiare di futuri apprezzamenti di valore delle azioni stesse.

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