Kocca, con lo studio legale Spheriens, vince in appello contro Max Mara

Kocca, nota azienda napoletana di abbigliamento casual  – assistita dagli avvocati Pier Luigi Roncaglia, Francesco Rossi, Noemi Parrotta e Michela Zavanella dello studio legale Spheriens – ha recentemente conseguito una significativa vittoria davanti alla Corte di Appello di Milano in un’aspra controversia di contraffazione brevettuale promossa nei suoi confronti da Max Mara.

Nel 2016, il Tribunale di Milano aveva accertato che Kocca, con la commercializzazione del modello di jeans a effetto push-up denominato “Back Up”, aveva contraffatto un brevetto di Max Mara avente a oggetto una tasca configurata in modo da assumere una forma tridimensionale. Sulla scorta di quest’accertamento, il Tribunale aveva quindi condannato Kocca a pagare a Max Mara un salatissimo conto di quasi due milioni di euro a titolo di retroversione degli utili, oltre alle spese. Si era trattato di una vera doccia fredda per Kocca, fermamente convinta che il suo modello di jeans “Back Up”, creato in via del tutto autonoma, non potesse in alcun modo violare il brevetto di Max Mara.

Contro la decisione del Tribunale – che aveva avuto una certa eco sulla stampa – Kocca, affidata la difesa allo studio Spheriens, ha proposto appello facendo valere vari motivi, tra i quali l’invalidità del brevetto di Max Mara perché anticipato da una privativa giapponese non emersa nel giudizio di primo grado, riguardante una tasca con le stesse caratteristiche rivendicate da Max Mara.

In appello Kocca ha anzitutto ottenuto l’adozione di alcuni provvedimenti disposti raramente nella prassi, come la sospensione della condanna alla restituzione degli utili e la rinnovazione della consulenza tecnica d’Ufficio espletata in primo grado.

Una volta tornata in istruttoria la causa, Max Mara – per cercare di salvare in extremis la validità del suo brevetto a fronte dell’anteriorità giapponese oppostale da Kocca – ha presentato un’istanza di limitazione del brevetto stesso.

A esito di una consulenza tecnica d’Ufficio favorevole a Kocca, la Corte d’Appello – con la sentenza del 20 ottobre 2020 (estensore la Presidente dottoressa Carla R. Raineri) – ha da un lato dichiarato “la parziale nullità del brevetto IT1401348 di titolarità di Max Mara … nella sua formulazione originaria”, alla quale ha sostituito il testo limitato; e dall’altro ha accertato che il jeans di Kocca non interferisce con il brevetto Max Mara (come limitato) per mancanza degli elementi che lo stesso “rivendica come essenziali al fine di accrescere la convessità della regione gluteo del pantalone”, revocando conseguentemente le pesanti condanne pronunciate dal Tribunale a carico dell’impresa napoletana.

La decisione è ancora soggetta a impugnazione in Cassazione.

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