Organizzare la gestione dei rischi sanitari con il DM attuativo della legge Gelli

L’Avvocato Marco Ferraro, Founder e managing partner di FGA Ferraro Giove e Associati, commenta gli aspetti innovativi del decreto ministeriale di attuazione dell’articolo 10 della legge cosiddetta “Gelli”, legge che ha introdotto norme sulla sicurezza delle cure e le responsabilità sanitarie.

Oltre le luci e le ombre che la normativa di attuazione propone, l’Avv. Ferraro individua le opportunità che le strutture sanitarie potranno sfruttare per rafforzare la sostenibilità finanziaria e la sicurezza dell’assistenza medicale.

Recentemente è entrato in vigore il decreto di attuazione dell’articolo 10 della legge Gelli (legge n.24/2017). Cosa prevede nello specifico questa nuova normativa e quale impatto pensa ne deriverà per quanto riguarda il rischio sanitario?

Il recente decreto di attuazione (dm 232/2023) della legge Gelli ha regolamentato una questione fondamentale nel quadro normativo riformato: ossia l’obbligo delle strutture sanitarie di gestione dei fondi, rischi e sinistri, ogni qualvolta sia stato scelto di ritenere anche parzialmente il rischio sanitario, ad esempio con la stipula di polizze con SIR (self insurance retention) oppure con la previsione di una franchigia. Questo significa che le strutture sanitarie dovranno, in collaborazione con i comitati valutazione sinistri (CVS), organizzare una specifica procedura di bilancio. In particolare, il fondo rischi non potrà non essere determinato se non attraverso una attenta e storicizzata gestione di incident reporting degli eventi avversi.

Alla luce delle nuove disposizioni legislative, quali sono le implicazioni pratiche che le strutture sanitarie dovrebbero considerare nel loro piano di gestione del rischio e di responsabilità professionale, secondo la sua esperienza?

Ritengo che sia assolutamente indispensabile che le strutture sanitarie si dotino di una piattaforma integrata, che permetta di acquisire e di gestire informazioni provenienti dai diversi segmenti della organizzazione quali la gestione dei protocolli sanitari, i dati sugli eventi avversi, su quelli cosiddetti “sentinella”, gli incident reporting sui sinistri, extragiudiziari e giudiziari. Oltre a questo, dovranno studiare i criteri in base ai quali determinare le risorse da appostare nei due fondi previsti dall’articolo 10, il fondo rischi e il fondo sinistri, appunto. L’informatica, per fortuna, mette oggi a disposizione strumenti idonei; strumenti che tuttavia devono essere ben calibrati e adattati con l’apporto di professionisti specialisti che abbiamo competenze di project management, risk assesment, giuridiche e amministrativo-contabili e sempre nel rispetto della privacy (regolamento GDPR 2016/679). Al momento, per quanto ne sappiamo, nessuna realtà ha questa infrastruttura software e si avvale di tutte le competenze integrate necessarie. La sfida dunque sarà realizzare questo tipo di gestione, considerando che al momento poche strutture sanitarie posseggono questa capacità organizzativo-gestionale: parlare di architettura affidabile, strumenti integrati e circolarità di informazioni, significa far riferimento ad una struttura a matrice dei processi organizzativi.

Nella sua opinione, quali sono i vantaggi che gli enti sanitari possono ottenere dall’implementazione efficace dei sistemi di auto ritenzione del rischio sanitario?

Si prospettano senz’altro indubbi vantaggi per i rischi di minore entità economica, dal punto di vista del risparmio dei costi e anche, soprattutto, dalla possibilità di avere dei feedback per il miglioramento della organizzazione e quindi la futura diminuzione dell’impatto economico dei rischi sanitari. Tutto questo a condizione che il monitoraggio dei rischi sia continuo ed efficace.

Qual è l’approccio del suo studio nell’assistere i clienti nella gestione dei rischi sanitari e nell’ottimizzazione delle loro politiche di assicurazione?

Lo studio legale FGA- Ferraro Giove e Associati da oltre trent’anni si occupa di responsabilità sanitaria sotto tutti i profili, assistendo le strutture sanitarie e i loro assicuratori nella gestione dei rischi e dei sinistri. L’obiettivo del nostro servizio è quello di offrire ai clienti strumenti e procedure idonee alla corretta valutazione economica e della individuazione dei comportamenti necessari per la diminuzione dei sinistri stessi. In questo percorso, lo studio ha gestito oltre 5000 procedimenti giudiziari, partecipando a centinaia di CVS delle principali strutture sanitarie ospedaliere, pubbliche e private, e avvalendosi della collaborazione di qualificati loss adjuster indipendenti (TPA-Third part administrator), medici legali e informatici. Il nostro obiettivo finale è dare un contributo concreto alla migliore organizzazione della gestione e, in definitiva, alla sostenibilità dei rischi sanitari.

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