Dazn, team legale cruciale su contrattualistica e litigation

Uno dei settori economici maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica è stato quello sportivo.

Il lockdown e le successive misure restrittive anti assembramento hanno sospeso per mesi tutti i campionati, con ingenti conseguenze economiche per questo mercato. A farne le spese sono stati giocatori, allenatori, interi club, sponsor e tutti i fornitori di servizi di streaming online di eventi sportivi, come Dazn. Le Fonti Legal ha intervistato Ilaria Musco, head of legal affairs della società in Italia, per fare il punto sulle responsabilità e sul ruolo del team legale, divenuto, soprattutto nell’ultimo anno, particolarmente strategico sia per la gestione di possibili contenziosi che per l’interpretazione della normativa d’urgenza.

A un anno dallo scoppio della pandemia, come è cambiato il ruolo della sua funzione legale, di supporto ad un comparto attivo nell’offerta e fruizione dei servizi di streaming?
Sono convinta che il ruolo della funzione legale d’impresa sia assimilabile al ruolo che le “barriere coralline” svolgono in natura: valorizzazione e protezione dell’ecosistema interno (ossia il business aziendale, per uscir fuor di metafora). Tanto più il legale interno è elemento organico dell’ecosistema organizzativo-aziendale, in grado di lavorare in totale sintonia con tutte le altre funzioni, fungendo da collante, prevenendo e, all’occorrenza gestendo, situazioni di rischio, tanto più lo scopo della sua funzione è raggiunto. Quanto agli effetti della pandemia, i dati pubblici ci dicono che l’industria sportiva italiana ha registrato perdite rilevantissime a causa del primo lockdown e che l’improvvisa sospensione dei campionati sportivi, in Italia e nel resto del mondo, ha comportato pesanti conseguenze su tutto l’indotto; l’offerta di servizi streaming di contenuti sportivi live non ne è stata esente da ciò. Quanto successo al mondo dello sport è in generale accaduto in tutti i mercati o almeno in molti mercati. Le gestione degli effetti di tale crisi ha richiesto un coinvolgimento strategico della funzione legale. Una sfida molto complessa che penso abbia rafforzato, più che cambiato, la crucialità del ruolo.

Quali prospettive di ulteriore cambiamento vede per questo ruolo per i prossimi mesi?
Previsione difficile. Credo molto dipenderà dal tanto atteso ritorno alla normalità, anche in termini di ripresa dell’economia globale. Posso dire con più sicurezza quali aspetti del ruolo della funzione legale si sono oggi consolidati e difficilmente si tornerà indietro in tal senso. L’autorevolezza del ruolo e la sua capacità di costruire scenari, anche di liti giudiziarie e/o possibili contestazioni contrattuali, sono notevolmente cresciute ed apprezzate in ambito aziendale; la capacità di prevenire e gestire scenari contenziosi è in particolare divenuta essenziale nelle decisioni aziendali moderne.

Come ufficio legale, come state gestendo la ripartenza a livello organizzativo?
Il nostro ufficio legale in realtà non si è mai fermato, sì è piuttosto adattato. L’inizio della pandemia è per noi coinciso con l’adozione massiva dello smartworking, espressione per definire la modalità di lavoro da casa alla quale ci siamo dovuti giocoforza adeguare. A livello organizzativo, questo è stato un cambiamento importante che ha inevitabilmente inciso sul modo di lavorare e di comunicare con colleghi, consulenti esterni e controparti in genere. La gestione di questo cambiamento è stata accompagnata innanzitutto da una ridefinizione del linguaggio, divenuto più efficace e sintetico per via del moltiplicarsi di email, telefonate, chat e video call, e da una rivisitazione dell’uso della carta (i tradizionali fascicoli legali sono stati sostituiti da cartelle digitali, salvate e condivise in modo sicuro all’interno del team legale). Il nostro ufficio legale è andato avanti con il progetto già lanciato nel 2019 della “Legal Academy”, vale a dire la periodica formazione dei colleghi di altri dipartimenti sui temi legali di maggior impatto aziendale, organizzata in collaborazione con professionisti esterni, rigorosamente “pro bono”. È una iniziativa questa che di cui sono personalmente molto orgogliosa.

Quali sono state le maggiori criticità da un punto di vista legale che avete dovuto affrontare nell’ulti­mo anno?
Due le principali criticità a mio avviso. La prima, l’improvvisa diffusione della pandemia e la difficoltà ad inquadrarne, in modo univoco, la disciplina quanto all’esecuzione dei rapporti contrattuali in corso.
Le opzioni legali valutate a ridosso della pandemia sono state diverse, ognuna caratterizzata da specifici profili di rischio e ogni profilo di rischio a sua volta foriero di molteplici conseguenze per il business. Il tutto è stato altresì caratterizzato dall’incertezza sulla durata e sull’andamento della pandemia. Non è stato certamente agevole orientarsi per sentieri inesplorati da dottrina e giurisprudenza, con la pressione del tempo e la necessità di una risposta legale “just in time”. Penso che il mercato legale abbia saputo prontamente reagire a questa sfida, condividendo sin da subito know how e prime analisi. La seconda, è la proliferazione normativa d’urgenza e l’incertezza delle disposizioni attuative. È evidente come il susseguirsi di norme volte ad arginare il diffondersi della pandemia abbia inciso su diversi aspetti, come, ad esempio, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la gestione degli ingressi dei dipendenti, la sospensione (e poi ripresa) degli eventi sportivi, il Decreto Cura Italia e le norme a tutela dei rapporti commerciali, complicando l’attività dei legali di impresa. Nuovamente, ho trovato un valido supporto nelle relazioni fra colleghi avvocati, di impresa e non, con i quali si è condividiso con grandissima generosità sapere ed esperienza.

Quali sfide attenderanno a suo giudizio i legali di impresa nei prossimi mesi?
La sfida del digitale e delle nuove tecnologie sarà certamente confermata anche per il prossimo anno. Per il legale di impresa questo comporterà una flessibilità ancora maggiore nell’applicare norme statiche ad un contesto per sua natura in continua evoluzione. A livello organizzativo sarà fondamentale continuare con un’attività di programmazione ben strutturata, che includa un piano di sviluppo interno sostenibile unitamente ad un piano di esternalizzazione delle attività, ove possibile. È evidente che maggiore è la specificità del business in cui si opera, minore è la possibilità di esternalizzare in modo efficiente; ragion per cui è fondamentale la formazione non del legale di impresa, per sé stesso, che deve necessariamente rimanere aggiornato, ma anche della funzione legale a favore dei colleghi degli altri dipartimenti, per garantire compliance e armonia interna.

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