Crisi d’impresa, serve un nuovo assetto organizzativo

Se, per chi si occupa di Crisi d’impresa, il 2022 è stato l’anno del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, il 2023 sarà l’anno in cui le imprese dovranno iniziare a dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alle nuove regole.
A sottolinearlo è Massimo Restivo, professionista di Studio BNC, che sulle pagine di Le Fonti Legal sottolinea anche l’importanza per i consulenti di dotarsi di strutture che riescano ad accompagnare al meglio queste sfide imposte alle aziende. Quale sarà la ricetta di Studio BNC? Avere una interdisciplinarità sempre più articolata e specializzata che possa accompagnare il cliente a 360 gradi.

Quali sono le principali novità normative emerse nel corso degli ultimi mesi nel vostro settore di riferimento?
Il 15 luglio 2022 è entrato in vigore il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) che di fatto sostituisce la Legge Fallimentare, nonché la Legge di Sovraindebitamento, unificando così, in un unico codice, la disciplina della crisi di ogni tipologia di debitore.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo impianto normativo si annoverano sicuramente l’introduzione degli obblighi di salvaguardia volti a rilevare le crisi aziendali e a promuovere l’adozione di strumenti a sostegno dei processi di ristrutturazione in una fase iniziale; un approccio maggiormente favorevole a procedure che consentono la prosecuzione delle attività nel presupposto della continuità aziendale, rispetto a quelle che conducono alla liquidazione dell’impresa e disposizioni specifiche in materia di insolvenza o ristrutturazione di gruppi di imprese.

Quali sono le prospettive di sviluppo per il 2023 in riferimento al vostro core business?
Alla luce di tale normativa l’attività del consulente aziendale dovrà, nei prossimi anni, essere rivolta anche a supportare la clientela nel dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato al fine di rilevare eventuali segnali di crisi e assumere idonee iniziative.
Il ruolo del commercialista non potrà concentrarsi solamente sull’aspetto prettamente fiscale, bensì dovrà essere focalizzato su tutte le fasi di gestione aziendale, andando a prevedere le evoluzioni di business, e i relativi scenari reddituali e finanziari. A tal proposito, la nuova norma prevede che, nel caso in cui si dovesse sfociare nella liquidazione giudiziale, l’aver posto in essere le azioni di allerta preventiva consentirebbe all’azienda di ottenere “premialità” durante la procedura concorsuale. Pertanto, è estremamente importante che i professionisti inizino immediatamente ad affiancare le aziende clienti nell’introduzione dei nuovi strumenti e nella formazione circa i contenuti, gli obblighi e le procedure previste dalla nuova normativa.
Sicuramente, nel prossimo futuro l’attività di Studio BNC sarà rivolta ad implementare i sistemi di monitoraggio e di controllo delle performance all’interno delle strutture aziendali e assisterli nell’effettuare eventuali “diagnosi” precoci al manifestarsi dei primi indicatori negativi.

Quali, invece, le prospettive per il vostro studio per i prossimi mesi? Si sente di anticipare qualche novità?
Già da tempo Studio BNC, realtà specializzata nella consulenza societaria, fiscale e del lavoro, si è organizzato per assistere la propria clientela in questo tipo di attività, avendo al suo interno competenze specializzate in ambito prettamente aziendalistico capaci di implementare sistemi aziendali idonei a rilevare i primi segnali di squilibro, nonché esperti in tema di crisi aziendale. Lo Studio, inoltre, ha unito le forze con due realtà del territorio: 4ward Consulting, società di consulenza strategica in ambito aziendale/industriale per entrare più nel dettaglio non solo negli assetti organizzativi e amministrativi, ma anche in tutto ciò che concerne la struttura organizzativa delle imprese, e Conlabora Srl, società di consulenza specializzata nel sostegno dell’innovazione d’impresa. Sono certo che questo settore rivestirà, nel prossimo futuro, un’importanza sempre più rilevante a supporto delle imprese nel loro percorso di vita ed è fondamentale inserire anche tali competenze all’interno di uno studio commerciale, con l’obiettivo di avere una interdisciplinarità sempre più articolata e specializzata che possa accompagnare il cliente a 360 gradi.

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