Competition/Antitrust

Chiomenti, Pierallini e Clarich con Alitalia LAI per il cartello nel settore delle Airport Fees

Chiomenti, Pierallini e Clarich ottengono oltre quattro milioni di euro in favore di Alitalia LAI per il cartello nel settore delle Airport Fees.

In data 27 febbraio 2020, la procedura di Amministrazione Straordinaria di Alitalia LAI S.p.A., assistita dagli Studi Chiomenti, Clarich e Pierallini, ha ottenuto la condanna di talune compagnie petrolifere al pagamento di un importo complessivo di euro 4.384.129,00 oltre interessi legali dalla domanda (per oltre 150.000,00 Euro) e spese legali, all’esito di tre giudizi follow-on radicati, a seguito di un provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per la ripetizione di quanto versato, nel decennio compreso tra il 1999 ed il 2009, alle medesime compagnie petrolifere a titolo di royalties sulla fornitura di carburante in ambito aeroportuale.

La procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia LAI S.p.A. è stata assistita da Chiomenti con un team composto da Stefania Bariatti e da Stefano Passeri, da Laura Pierallini (name partner dello Studio Pierallini), da Marcello Clarich (name partner dello Studio Clarich), da Lorenzo Sperati (partner dello Studio Pierallini) e da Giuliano Fonderico (partner dello Studio Clarich).

Sky Italia con Cleary Gottlieb nell’accoglimento del ricorso al Tar Lazio

Con sentenza n. 2932 dello scorso 5 marzo 2020, il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato da Sky Italia, annullando il provvedimento dell’AGCM n. 27784 del 20 maggio 2019, reso nel procedimento C12207 – Sky Italia/R2.

Sky Italia è stata assistita da un team di Cleary Gottlieb composto da Marco D’Ostuni, Matteo Beretta, Luciana Bellia, Marco Zotta e Jacopo Figus Diaz, nonché da Angelo Clarizia.
Il provvedimento impugnato ravvisava la ricorrenza di un’operazione di concentrazione che autorizzava condizionatamente, sebbene Sky Italia avesse medio tempore restituito la società R2 al gruppo Mediaset, imponendo delle misure ai sensi dell’articolo 18, comma 3, della legge n. 287/1990, tra cui il divieto, per il gruppo Sky, di stipulare nuovi contratti di acquisizione dei contenuti audiovisivi e di canali lineari di editori terzi per il territorio italiano con clausole di esclusiva per la piattaforma internet o con clausole aventi effetti equivalenti.
Il TAR Lazio ha ritenuto fondate sia le censure di natura procedurale sollevate da Sky Italia, data la significativa diversità tra l’operazione oggetto di notifica e quella residua e oggetto del provvedimento di autorizzazione condizionata dell’AGCM, sia quelle di natura sostanziale, per non avere l’AGCM correttamente accertato la natura concentrativa dell’operazione dopo l’abbandono del progetto originario.

Grimaldi, Clifford Chance, GOP e Legance nel procedimento AGCM per la gara gas del Comune di Genova

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento istruttorio A/527 senza accertare alcuna infrazione nei confronti di Ireti S.p.A., Italgas Reti S.p.A. e 2I Rete Gas S.p.A..

In sede di avvio istruttoria, nel marzo 2019, l’AGCM aveva ipotizzato che alcune condotte delle parti potessero configurare un abuso di posizione dominante diretto a rallentare l’avvio, da parte del Comune di Genova, della procedura di affidamento del servizio di distribuzione del gas nell’ATEM Genova 1.

Con delibera del 14 gennaio 2020, l’AGCM ha chiuso il caso senza accertare violazioni della normativa antitrust, rendendo vincolanti alcune misure spontaneamente assunte dalle parti.

Grimaldi Studio Legale ha assistito Ireti S.p.A. con un team composto dal managing partner Francesco Sciaudone, dal partner Daniela Fioretti e da Andrea Neri.

Clifford Chance e Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners hanno assistito Italgas Reti S.p.A., con due team costituiti rispettivamente dal socio Luciano Di Via e dal senior associate Pasquale Leone, nonché dal socio Piero Fattori e dal senior associate Andrea Pezza.

2I Rete Gas S.p.A. è stata assistita da Legance con un team composto dal partner Vito Auricchio e dalla senior associate Nicoletta De Mucci.

Lipani Catricalà con ACIS vince al Tar Lazio per multe AGCM

Accogliendo le argomentazioni formulate dalla segnalante Associazione CIS (ACIS), il TAR Lazio ha ritenuto insussistenti i presupposti prospettati dalle imprese ricorrenti al fine di ottenere la sospensione della efficacia del provvedimento adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nell’agosto scorso a valle del Procedimento I805.

Il Giudice amministrativo ha fatto salvo l’accertamento posto in essere dall’Autorità e i suo effetti, subordinando la sospensione del solo pagamento delle multe imposte a una cauzione di importo pari a quello delle sanzioni amministrative pecuniarie comminate dall’AGCM. Anche nel caso in cui le cauzioni venissero prestate nel termine concesso, l’accertamento dei due illeciti, funzionale alle possibili azioni risarcitorie, rimarrà pertanto pienamente efficace.

Con il provvedimento impugnato avanti al giudice amministrativo l’Autorità ha accertato l’esistenza di due gravi violazioni del diritto antitrust, consistenti in altrettante intese segrete restrittive della concorrenza, realizzate per quasi quindici anni ciascuna rispettivamente sul mercato dei fogli in cartone ondulato e in quello degli imballaggi in cartone ondulato, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

ACIS, che ha rivestito il ruolo di segnalante nel procedimento, è stata assistita sia nel procedimento avanti all’AGCM che avanti al TAR Lazio dallo Studio Lipani Catricalà & Partners e in particolare dal team composto da Damiano Lipani, Antonio Catricalà, Francesca Sbrana, Carlo Edoardo Cazzato, Luca Baccaro ed Enrico Spagnolello.

Legance con Gewiss nella lotta contro il parallelo extra See

Legance – Avvocati Associati ha assistito con successo Gewiss S.p.A., nota società italiana del settore elettrotecnico, nel tentativo di sventare l’importazione di alcuni prodotti da Paesi esterni al SEE anche grazie alla collaborazione delle dogane italiane, ottenendo l’impegno degli importatori a cessare il comportamento illecito.

Il team di Legance è stato guidato dal managing associate Jacopo Graffer e dalla senior counsel Monica Riva.
“Il fenomeno delle importazioni parallele da spazi extra SEE – commentano gli avvocati di Legance – è insidioso perché la merce è originale, ma i diritti di marchio, contrariamente a quanto accade nel SEE, non si sono esauriti”.

BonelliErede con Adecco Formazione nel procedimento Antitrust relativo alla Gara Consip salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento istruttorio I/822, accertando l’esistenza di un’intesa illecita posta in essere da alcuni dei maggiori player attivi nel settore della fornitura dei servizi integrati di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro volta ad alterare gli esiti di aggiudicazione della Gara SIC 4 indetta da Consip spa nel dicembre 2015. 


Alla luce di una complessa attività istruttoria, durata oltre un anno e mezzo, l’AGCM ha escluso dall’illecito Adecco Formazione che, nella sua veste di società mandante di uno dei tre raggruppamenti temporanei di impresa (“RTI”) che risultano aver presentato offerte a scacchiera, non era nemmeno a conoscenza delle condotte anticoncorrenziali ascritte alla società mandataria del RTI.
BonelliErede ha affiancato Adecco Formazione nell’ambito del procedimento dinanzi all’AGCM, con un team coordinato da Maurizio Pappalardo e composto dall’associate Jacopo De Luca e dal trainee Tommaso Olivieri.
Il provvedimento finale ha invece sanzionato le società mandatarie dei tre raggruppamenti temporanei di impresa che risultano aver presentato offerte a scacchiera per un totale di oltre 3 milioni di Euro.

De Berti Jacchia per Stanleybet ottiene dal Consiglio di Stato un nuovo rinvio alla Corte di Giustizia dell’Ue

De Berti Jacchia, con un team composto dai partner Roberto A. Jacchia, Antonella Terranova e Fabio Ferraro ha ottenuto dal Consiglio di Stato per conto del bookmaker europeo Stanleybet un nuovo rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia in una causa relativa alla concessione delle lotterie istantanee, il c.d. “Gratta e Vinci”, rinnovata senza gara a favore di Lottomatica.

La questione riguardava la concessione affidata in esclusiva nel 2010 dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) alla società Lotterie Nazionali del gruppo Lottomatica, con scadenza nel 2019. Grazie a una norma di legge del 2017 (DL n° 148/2017) l’ADM veniva però autorizzata a disporre anticipatamente la “prosecuzione” senza gara della stessa concessione sino al 2028, a condizioni economiche diverse, cosa in effetti avvenuta. 

Stanleybet aveva contestato il rinnovo della concessione per violazione delle norme europee in materia di concessioni, diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi, e dei principi di proporzionalità, trasparenza e imparzialità della Pubblica Amministrazione, oltre che per diversi profili costituzionali. Nel 2018, il TAR del Lazio aveva rigettato il ricorso di Stanleybet, che aveva appellato la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato. ADM e Lotterie Nazionali avevano resistito all’impugnazione, anche con appello incidentale in relazione all’ammissibilità dell’appello.

L’appello di Stanleybet è stato parzialmente accolto dalla Quarta Sezione del Consiglio di Stato con sentenza del 3 settembre 2019, che ha rigettato gli appelli incidentali di ADM e Lotterie Nazionali. Con separata ordinanza del 5 settembre 2019 la stessa Sezione del CdS ha sospeso il giudizio di merito, con rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di una serie di quesiti pregiudiziali, esprimendo “seri dubbi in ordine alla compatibilità” delle norme rilevanti del DL no. 148/2017 e delle misure attuative del rinnovo senza gara della concessione con il diritto dell’Unione.

Dopo la decisione della Corte di Giustizia, il Consiglio di Stato sarà chiamato a pronunciarsi nuovamente nel merito. Il Consiglio di Stato si è riservato, all’esito del giudizio pregiudiziale, di sollevare anche le questioni di costituzionalità proposte da Stanleybet, fornendo indicazioni sul tema della c.d. doppia pregiudizialità.

LS Lexjus Sinacta con Rete Irene dinnanzi alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

LS Lexjus Sinacta – con un team guidato dai partner Gabriele Baldi e Vincenzo Timpano – ha assistito Rete Irene, rete di imprese attive nel settore della riqualificazione energetica degli edifici, nel procedimento innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in relazione agli effetti distorsivi della concorrenza causati da una norma del Decreto Crescita in materia di Ecobonus e Sismabonus.

Più in particolare la norma nel disciplinare le agevolazioni fiscali consistenti nel riconoscimento di uno sconto corrispondente alla detrazione fiscale e rimborsato all’impresa sotto forma di credito di imposta, non prevedeva la possibilità di successiva cessione a terzi di detto credito, penalizzando di fatto le PMI operanti nella filiera della riqualificazione ed introducendo una discriminazione tra operatori concorrenti di vantaggio solo per quelli di maggiori dimensioni e capacità finanziaria, distorcendo le dinamiche di mercato e pregiudicando in ultima battuta anche i consumatori finali.

L’Antitrust ha concluso l’istruttoria con una Segnalazione rivolta al Governo ed al Presidente di Camera e Senato affinchè in sede di conversione in legge del Decreto Crescita venissero adottate le opportune modifiche per eliminare le distorsioni della concorrenza evidenziate. La legge che ha convertito il Decreto Crescita ha poi modificato la norma aggiungendo espressamente la facoltà per il fornitore che ha effettuato gli interventi di cedere il credito d’imposta.

LS Lexjus Sinacta – con un team guidato dai partner Gabriele Baldi e Vincenzo Timpano – ha assistito Rete Irene, rete di imprese attive nel settore della riqualificazione energetica degli edifici, nel procedimento innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in relazione agli effetti distorsivi della concorrenza causati da una norma del Decreto Crescita in materia di Ecobonus e Sismabonus; più in particolare la norma nel disciplinare le agevolazioni fiscali consistenti nel riconoscimento di uno sconto corrispondente alla detrazione fiscale e rimborsato all’impresa sotto forma di credito di imposta, non prevedeva la possibilità di successiva cessione a terzi di detto credito, penalizzando di fatto le PMI operanti nella filiera della riqualificazione ed introducendo una discriminazione tra operatori concorrenti di vantaggio solo per quelli di maggiori dimensioni e capacità finanziaria, distorcendo le dinamiche di mercato e pregiudicando in ultima battuta anche i consumatori finali.

L’Antitrust ha concluso l’istruttoria con una Segnalazione rivolta al Governo ed ai Presidenti di Camera e Senato affinchè in sede di conversione in legge del Decreto Crescita venissero adottate le opportune modifiche per eliminare le distorsioni della concorrenza evidenziate. La legge che ha convertito il Decreto Crescita ha poi modificato la norma aggiungendo espressamente la facoltà per il fornitore che ha effettuato gli interventi di cedere il credito d’imposta.

Pavia e Ansaldo con Dea Capital Alternative Fund s.g.r

Pavia e Ansaldo ha assistito Dea Capital Alternative Fund s.g.r per gli aspetti antitrust dell’ingresso del fondo Idea Taste of Italy in Abaco s.p.a.

Pavia e Ansaldo, con un team coordinato dal socio Filippo Fioretti, responsabile del dipartimento Antitrust di Pavia e Ansaldo, e dall’associate Maria Rosaria Raspanti ha assistito Dea Capital Alternative Fund s.g.r. negli aspetti antitrust legati all’ingresso del fondo Idea Taste of Italy nella compagine azionaria di Abaco s.p.a., azienda attiva nella fornitura di servizi IT e specializzata nei servizi informatici per la gestione dei pagamenti pubblici al settore agricolo, che fornisce anche al governo maltese. Il team, in particolare, ha assistito Dea Capital nella notifica dell’operazione presso l’autorità della concorrenza maltese (MCCAA) che nei gironi scorsi ha dato il suo benestare.

Osborne Clarke con Pometon davanti al Tribunale Ue

Pometon S.p.A. ha ottenuto l’annullamento da parte del Tribunale dell’Unione Europea della sanzione comminata dalla Commissione Europea

Pometon S.p.A., assistita da Osborne Clarke, con un team guidato dal partner Enrico Fabrizi coadiuvato dai senior associate Valeria Veneziano e Angelo Molinaro, ha ottenuto l’annullamento da parte del Tribunale dell’Unione Europea della sanzione comminata dalla Commissione Europea e la sua rideterminazione in un importo inferiore di circa il 40% rispetto a quello originariamente stabilito dalla stessa Commissione.

Pometon è un’impresa con sede operativa a Maerne che produce e vende in tutto il mondo polveri ferrose e non ferrose e graniglie di acciaio inox e speciali.

Il giudizio ha avuto ad oggetto un caso di c.d. settlement “ibrido”, ovvero una fattispecie in cui una parte (o più parti) accusata di un presunto cartello conclude una transazione con la Commissione (riconoscendo la propria responsabilità e ottenendo, in cambio, una riduzione del 10% dell’ammontare della sanzione altrimenti applicabile), mentre un’altra parte (o un numero maggiore di altre parti), decidendo di non transigere, rimane sottoposta alla procedura ordinaria.

Nel caso di specie, all’accertamento di un’intesa tra quattro parti – che, nel contesto appunto di un procedimento di settlement, avevano ammesso di aver preso parte a un cartello – ha fatto seguito un procedimento ordinario, nei confronti della sola Pometon, conclusosi con l’adozione della decisione impugnata.

Nel calcolare la sanzione applicabile alle settling parties e a Pometon, la Commissione aveva fatto uso dell’art. 37 degli Orientamenti per il calcolo delle ammende (che le consente di allontanarsi dalla metodologia generale per la fissazione delle sanzioni), e aveva ridotto gli importi di base di percentuali di diversa entità.

Il Tribunale, all’esito di un giudizio durato quasi tre anni, ha accolto il motivo di ricorso di Pometon diretto ad ottenere l’annullamento della sanzione per violazione dell’obbligo di motivazione, rilevando come la decisione impugnata non fornisse “alcuna indicazione sufficientemente precisa sul metodo di calcolo utilizzato e sugli elementi di valutazione presi in considerazione per differenziare la percentuale di riduzione concessa alla ricorrente rispetto a quelli applicati agli altri partecipanti all’intesa in funzione della responsabilità propria di ciascuna impresa”.

Il Tribunale ha, poi, sostanzialmente aderito alla tesi di Pometon secondo cui il criterio applicato per la riduzione delle sanzioni – reso noto dalla Commissione solo in udienza – risultava privo di ogni fondamento logico.

In particolare, il Tribunale ha rilevato come il fattore centrale utilizzato dalla Commissione – ovvero, il valore delle vendite specifiche globali (anziché quelle nello Spazio Economico Europeo) e il rapporto tra tali vendite e il fatturato totale dell’impresa – non costituisse un elemento pertinente e ha provveduto a rideterminare la sanzione sulla base di criteri diversi, concedendo a Pometon “una percentuale di riduzione eccezionale del 75% sull’importo di base dell’ammenda” e fissando, così, il livello della sanzione ad un importo inferiore di circa il 40% rispetto a quello originariamente irrogato dalla Commissione.

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