Il Ministero della Giustizia prepara la riforma dell’esame di avvocato per il 2026

Il Ministero della Giustizia prepara la riforma dell’esame di avvocato per garantire regole chiare e un accesso stabile alla professione.
esame avvocato 2024

Il Ministero della Giustizia sta lavorando a un intervento normativo per riorganizzare l’esame di abilitazione alla professione di avvocato. L’annuncio è stato fatto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio il 13 marzo 2026, durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario dell’Avvocatura italiana presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

L’obiettivo principale è definire un quadro normativo stabile e chiaro, superando gli interventi transitori che negli ultimi anni hanno modificato ripetutamente la struttura delle prove di abilitazione. La proposta potrebbe essere introdotta tramite decreto-legge, così da garantire l’entrata in vigore prima della prossima sessione d’esame.

Confronto istituzionale tra Ministero e avvocatura

Il progetto di riforma si inserisce in un più ampio confronto istituzionale avviato nelle settimane precedenti tra il Ministero della Giustizia e le principali rappresentanze della categoria forense.

Un incontro presso il Ministero ha visto la partecipazione del Consiglio Nazionale Forense (CNF) e dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA). Durante il tavolo tecnico dedicato alla revisione dell’esame di Stato, sono state discusse le modalità di accesso alla professione a partire dalla sessione 2026.

L’iniziativa nasce dalla necessità di superare l’incertezza normativa creata dalla mancata proroga della disciplina transitoria. Tra le soluzioni più concrete vi è una selezione strutturata in due prove scritte e una prova orale, schema già previsto nella proposta di riforma della legge professionale forense attualmente all’esame del Parlamento.

Anticipazione della riforma della legge professionale forense

La revisione dell’esame di abilitazione si colloca all’interno di un percorso di aggiornamento della legge professionale forense.

Il CNF ha chiesto di anticipare alcune disposizioni relative all’accesso alla professione, oggi incluse nella proposta di riforma in discussione alla Camera dei deputati. Lo scopo è garantire regole chiare e tempestive ai praticanti avvocati e alle scuole forensi, consentendo loro di conoscere in anticipo modalità e struttura dell’esame.

Un intervento normativo limitato alla disciplina dell’abilitazione permetterebbe di offrire certezza regolatoria senza attendere l’approvazione completa della riforma, agevolando la programmazione dei percorsi formativi e la preparazione dei candidati.

Altri temi discussi durante l’Anno giudiziario

Oltre all’esame di abilitazione, l’inaugurazione dell’Anno giudiziario dell’Avvocatura ha affrontato altre questioni legate al funzionamento del sistema giustizia.

Tra i temi principali:

  • Processo scritto e contraddittorio: l’avvocatura ha evidenziato criticità nella trattazione scritta, ritenuta poco efficace per garantire un adeguato contraddittorio tra le parti.
  • Processo amministrativo digitale: i sistemi informatici attuali creano problemi nel deposito degli atti in caso di errori formali, rallentando l’iter processuale.
  • Riforma della magistratura tributaria: sono emerse anomalie da correggere per garantire maggiore efficienza e uniformità nell’accesso alla giustizia tributaria.
  • Innovazione tecnologica nella professione legale: il CNF ha illustrato progetti per lo sviluppo di strumenti basati su intelligenza artificiale destinati a supportare l’attività quotidiana degli avvocati.

L’importanza di regole chiare per l’esame di avvocato

In questo contesto, definire una disciplina chiara dell’esame di abilitazione è fondamentale per garantire:

  • Qualità della formazione professionale
  • Stabilità del sistema di accesso all’avvocatura
  • Trasparenza e sicurezza per i praticanti e le scuole forensi

La riforma dell’esame rappresenta quindi un passaggio cruciale per modernizzare l’accesso alla professione, ridurre l’incertezza normativa e accompagnare l’avvocatura italiana verso un quadro regolatorio più stabile e coerente.

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