TAR lazio

P&I – Guccione vince al TAR Lazio con GCF

Claudio Guccione, Maria Ferrante e Adriano Cavina hanno assistito con successo G.C.F. Generale Costruzioni Ferroviarie S.p.A. nel giudizio innanzi al TAR Lazio avente per oggetto la gara indetta da RFI

P&I – Guccione vince al TAR Lazio per Ferservizi

Claudio Guccione (partner) e Adriano Cavina (of counsel), in sinergia con il team legale interno composto dal Direttore Affari Legali e Societari Francesco Leggiadro e da Renata Cavallari, hanno assistito Ferservizi spa nella controversia relativa alla gara per l’affidamento dei servizi di somministrazione del personale

AG Studio legale vince al Tar Lazio per Acea

AG Studio legale, con il team guidato dall’Avv. Andrea Grazzini vince per Acea al Tar Lazio.

Vocati con Confcommercio Sicilia contro l’ordinanza del 4 novembre del Ministero della Salute

Confcommercio Imprese per l’Italia – Sicilia, unitamente a diverse imprese associate, operanti nel settore della ristorazione e dei bar, hanno conferito incarico a Vocati – Studio Legale, coordinato dagli avv.ti Giacomo Bellavia e Alberto Maria Fichera, di proporre un ricorso al TAR Lazio avverso l’ordinanza del 4 novembre 2020 del Ministro della Salute nella parte in cui dispone l’applicazione delle misure di contenimento del contagio di cui all’art. 2 del DPCM del 3 Novembre 2020 nei confronti della Sicilia, che colloca la Sicilia in uno scenario di tipo 3 con livello di rischio alto.

Il ricorso è stato curato dal team di professionisti del dipartimento appalti e diritto amministrativo dello studio, coordinato dall’avv. Martina Scaletta, supportati altresì dall’avv. Luigi Carbone, esperto in materie pubblicistiche.

Il ricorso è stato depositato nella giornata odierna, nell’interesse degli esercenti le attività dei servizi di ristorazione e di bar, in quanto direttamente colpiti dalle misure restrittive, avverso la suddetta ordinanza, ritenuta illegittima sotto diversi profili. L’impugnativa, in particolare, tende ad ottenere una pronuncia di illegittimità dell’ordinanza, in quanto, collocando la Sicilia nello scenario di tipo 3 ha posto in essere una decisione manifestamente ingiusta, irragionevole, basata su dati non resi pubblici e/o comunque su dati non correttamente interpretati e che, in definitiva, ha portato ad una ingiusta ed ingiustificata disparità di trattamento delle imprese siciliane rispetto a quelle delle altre regioni.

I ricorrenti, quindi, non contestano l’esigenza di introdurre misure di contenimento del rischio epidemico, né chiedono alcun risarcimento del danno, ma rivendicano la tutela del legittimo interesse a che l’azione del Ministero odierna parte resistente sia esercitata in maniera corretta, coerente e non discriminatoria, nonché la tutela del diritto costituzionale alla libertà di iniziativa economica, seppur sottoposto alle medesime restrizioni delle imprese degli altri territori in zona gialla.

Con il ricorso si è chiesto al TAR Lazio di emettere in via d’urgenza una misura cautelare monocratica che disponga l’inapplicabilità alla Regione Siciliana delle misure previste dall’art. 2 del DPCM del 3 Novembre 2020.

 

P&I – Guccione vince al Tar Lazio per Consip

Claudio Guccione e Maria Ferrante (partner di P&I – Guccione e Associati), con il supporto dell’ associate Margherita Scalise, hanno assistito con successo Consip S.p.A., in sinergia con il team legale interno guidato dal Direttore Affari Legali Martina Beneventi, nel giudizio innanzi al TAR Lazio avente per oggetto la gara per l’affidamento del servizio di conduzione e gestione di oltre cento mila interviste per la realizzazione dell’indagine sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC), svolto nell’interesse dell’ISTAT e dal valore di oltre otto milioni cinquecentomila euro.

La seconda classificata Mediatica S.p.A. aveva infatti impugnato l’aggiudicazione dell’appalto disposta in favore di un raggruppamento di imprese composto da alcuni player del settore tra cui Praxidia S.p.A. Centro Statistico Aziendale S.p.A. e Pricewaterhouse, denunziando una serie di presunte illegittimità nella gestione della procedura di gara, tra cui l’asserita erroneità nelle modalità di attribuzione dei punteggi alle offerte tecniche dei concorrenti.

Aderendo integralmente alle tesi difensive dei legali di Consip, il TAR Lazio (sentenza n. 11126/2020) ha invece rigettato il ricorso e confermato dunque la piena correttezza dell’operato della principale centrale di committenza nazionale.

Legance vince al Tar per il Comune di Grosseto

Legance, con un team composto dal Partner Alessandro Botto, dalla Counsel Raffaella Zagaria e dall’Associate Francesco Mataluni ha vinto al Tar Lazio per il Comune di Grosseto.

Il giudizio è stato promosso avverso il parere di precontenzioso ex art. 211 del D.Lgs. 50/2016 con il quale ANAC ha ritenuto illegittima l’aggiudicazione disposta dal Comune di Grosseto per l’affidamento della concessione di servizi relativi alla gestione della piscina comunale, non possedendo l’aggiudicatario i requisiti richiesti per la realizzazione di alcuni lavori strumentali. L’Autorità ha ritenuto che a tale concessione non potesse applicarsi la norma dettata per le concessioni di lavori (art. 95 del D.P.R. 207/2010) che riconosce al concessionario che non sia in possesso dei requisiti di qualificazione di poter appaltare a terzi la realizzazione dei lavori tramite gara ad evidenza pubblica.

Il TAR, con sentenza del 28 ottobre 2020, n. 10997, accogliendo le tesi interpretative del Comune di Grosseto, ha annullato il parere stabilendo che, anche con riferimento alle concessioni miste di servizi e di lavori, il concorrente che non sia in possesso dei requisiti per eseguire i lavori possa partecipare alla gara impegnandosi, in caso di aggiudicazione, ad affidare a terzi gli appalti dei lavori nel rispetto delle procedure previste dal D.Lgs. 50/2016.

Bonetti & Delia vincono al Tar Lazio sulla non ostensibilità di dati che rivelano segreti industriali

Bonetti & Delia, con un team guidato dal name founder Santi Delia, hanno assistito la vincitrice dell’appalto per l’aggiudicazione dei servizi in materia di sorveglianza sanitaria per tutti i dipendenti di Poste italiane.

Tonucci & Partners vince al Tar Lazio con SportPesa

Tonucci & Partners, con il team coordinato dal partner Quirino Mancini e con l’intervento dei partner di diritto amministrativo, Alberto Fantini e Luca Spaziani, ha assistito vittoriosamente SportPesa, operatore nel campo delle scommesse sportive, avanti al Tar Lazio.

Con il Decreto Presidenziale n. 6162/2020, il Tar Lazio ha sospeso il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) con il quale, il 30 settembre 2020, era stata comunicata alla società l’interruzione della raccolta del gioco online dal 4 ottobre, ritenendo decaduta la concessione.

SportPesa ha contestato integralmente l’impostazione assunta da ADM sulla durata della concessione, tuttora valida ed efficace ed ha lamentato il ristrettissimo tempo (72 ore) fornito all’operatore per la totale interruzione della propria attività.

Il Presidente del Tar Lazio, Roma ha ritenuto sussistere una situazione di eccezionale gravità ed urgenza, tale da consentire la concessione della sospensione del provvedimento dell’ADM. La decisione interinale segna uno dei primi provvedimenti di accoglimento ottenuti da un operatore del gioco avverso le scadenze delle concessioni di gioco a distanza da ultimo disposte da ADM per asserito decorso della durata novennale e si inserisce in un quadro complesso della vicenda in quanto sono diverse le concessioni che nelle settimane in corso giungono, ad avviso di ADM, a scadenza.

Sky Italia con Cleary Gottlieb nell’accoglimento del ricorso al Tar Lazio

Con sentenza n. 2932 dello scorso 5 marzo 2020, il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato da Sky Italia, annullando il provvedimento dell’AGCM n. 27784 del 20 maggio 2019, reso nel procedimento C12207 – Sky Italia/R2.

Sky Italia è stata assistita da un team di Cleary Gottlieb composto da Marco D’Ostuni, Matteo Beretta, Luciana Bellia, Marco Zotta e Jacopo Figus Diaz, nonché da Angelo Clarizia.
Il provvedimento impugnato ravvisava la ricorrenza di un’operazione di concentrazione che autorizzava condizionatamente, sebbene Sky Italia avesse medio tempore restituito la società R2 al gruppo Mediaset, imponendo delle misure ai sensi dell’articolo 18, comma 3, della legge n. 287/1990, tra cui il divieto, per il gruppo Sky, di stipulare nuovi contratti di acquisizione dei contenuti audiovisivi e di canali lineari di editori terzi per il territorio italiano con clausole di esclusiva per la piattaforma internet o con clausole aventi effetti equivalenti.
Il TAR Lazio ha ritenuto fondate sia le censure di natura procedurale sollevate da Sky Italia, data la significativa diversità tra l’operazione oggetto di notifica e quella residua e oggetto del provvedimento di autorizzazione condizionata dell’AGCM, sia quelle di natura sostanziale, per non avere l’AGCM correttamente accertato la natura concentrativa dell’operazione dopo l’abbandono del progetto originario.

Bando tesoreria di Cassa forense, avvocati dietro la lavagna

Se nemmeno gli avvocati sanno scrivere un bando di gara. È la conclusione, paradossale, che si può trarre leggendo la sentenza del Consiglio di stato che ha confermato l’annullamento dell’aggiudicazione della gara per il servizio di tesoreria di Cassa forense.

Motivo? Il bando era scritto male, lasciando troppo spazio all’arbitrarietà della commissione giudicatrice.

Ma andiamo con ordine. Palazzo Spada, con sentenza n. 8248/2019 del 2 dicembre, ha respinto il ricorso presentato da Banca Popolare di Sondrio contro la decisione del Tar Lazio (n. 2405/2019) di annullare la gara europea indetta dalla Cassa di previdenza forense, guidata da Nunzio Luciano, per l’affidamento del servizio di tesoreria a partire dal 1° gennaio 2019 e per i successivi 60 mesi, del valore di 7,5 milioni di euro. Ad aggiudicarsi la gara era stata proprio la Banca Popolare di Sondrio, prima in graduatoria a discapito di Banco Bpm, l’altro operatore partecipante al contest che ha presentato ricorso al Tar (assistito dallo studio Rodl & partner con un team composto dagli avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato). Risultato, secondo i giudici amministrativi il bando, così com’era scritto, lasciava troppo spazio all’arbitrarietà nell’attribuzione dei punteggi, vista “l’estrema genericità ed indeterminatezza dei criteri discrezionali per la valutazione delle offerte, unitamente alla mancata predeterminazione di sub-criteri e sub-punteggi”.

Oltretutto, Banca Popolare di Sondrio era l’operatore che già in precedenza gestiva il servizio. E due commissari facevano parte, rispettivamente, del settore di Tesoreria e dell’unità organizzativa “Sistemi informativi e tecnologie”, “entrambi operanti a stretto contatto con l’attuale fornitore dei servizi di tesoreria”, con uno di essi che “era intervenuto nella procedura di gara nella triplice veste di team leader del settore tesoreria, Rup della procedura di gara per cui è causa, nonché presidente della Commissione giudicatrice”.

Un po’ troppo. E il fatto che la commissione non fosse imparziale, secondo il Consiglio di stato, si deduce proprio dallo “squilibrio delle valutazioni delle offerte tecniche”, con l’enfatizzazione delle carenze dell’offerta tecnica di Banco Bpm, e la mancata attribuzione di “rilevanza alle carenze dell’offerta tecnica dell’aggiudicatoria”, con l’attribuzione di rilevanza “ad elementi non espressamente indicati negli atti di gara”.

Risultato: bando annullato e tutto da rifare. Questa volta a norma di legge, si spera.

 

 

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