francesco isolabella

Più che nuove norme serve un più corretto utilizzo degli strumenti già esistenti

Il codice di procedura penale già offre gli strumenti adatti per realizzare gli obiettivi che si pone la riforma Cartabia.

Il “consenso informato” nelle strutture ospedaliere

Il modello, imposto dalla normativa, si colloca all’interno di un percorso terapeutico che lo qualifica come strumento di compliance e gestione del rischio. Ecco perché.

La legge 219/2017 (“Norme in materia di consenso informato e di trattamento”) ha avuto, nel nostro ordinamento, un impatto certamente innovativo, soprattutto laddove ha previsto che “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte” può “esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”.

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