Di Tanno e Associati

Di Tanno Associati vince in Cassazione sull’abuso del diritto

Di Tanno Associati, con un team composto dal Partner Ottavia Alfano e dai Senior Associate Rosamaria Nicastro e Stefano Cacace, ha ottenuto un importante successo in un contenzioso dinanzi la Corte di Cassazione che ha riconosciuto con un’ordinanza esemplare il principio del legittimo risparmio di imposta nell’ambito di contestazioni in materia di abuso del diritto.

La contestazione riguardava un’operazione di cessione di partecipazioni, precedentemente rivalutate, da parte di persone fisiche residenti ad una società italiana che ha corrisposto il relativo prezzo con i mezzi ottenuti a seguito del pagamento di dividendi già deliberati ed eseguito pochi giorni dopo la cessione delle partecipazioni e per un importo equivalente al corrispettivo.

La Corte Suprema, accogliendo la tesi del contribuente, ha valorizzato gli elementi costitutivi dell’abuso del diritto affermando la insussistenza dello stesso in presenza del legittimo risparmio di imposta.

Con l’ordinanza n. 24839 del 6 novembre 2020 la Suprema Corte ha censurato la sentenza dei giudici di merito i quali avevano ritenuto sussistente l’abuso del diritto esclusivamente a motivo del conseguimento del risparmio di imposta da parte del contribuente senza minimamente valorizzare le finalità economiche che avevano determinato l’implementazione dell’operazione.

I Giudici di Legittimità, nel ribadire la libertà di scelta riservata al contribuente tra le diverse operazioni alternative per perseguire una determinata finalità, affermano che la sussistenza dell’abuso del diritto va ricercata in quelle fattispecie ove il risparmio di imposta rappresenta l’unico obiettivo dell’operazione posta in essere.

Con la menzionata pronuncia, la Corte di Cassazione fornisce un’interpretazione chiara e motivata del perimetro dell’abuso del diritto e dei principi sottostanti destinata a rappresentare un orientamento importante.

Di Tanno Associati vince in CTR per SEA contro l’Agenzia delle Entrate

Di Tanno Associati, con un team composto dal Partner Renzo Amadio e dal Senior Angelo Viti, ha difeso la SEA S.p.A. in un contenzioso sorto in materia di IVA con l’Agenzia delle Entrate della Lombardia.

Secondo quest’ultima, la Società avrebbe indebitamente omesso di riaddebitare ai sub-concessionari operanti negli scali aeroportuali di Linate e Malpensa l’accisa gravante sull’energia elettrica messa a loro disposizione e, conseguentemente, versato all’erario un importo a titolo di IVA inferiore a quello dovuto.

La Commissione Tributaria della Regione Lombardia (CTR), con la sentenza n. 2527/3/2020 del 3.11.2020, ribaltando così il giudizio di primo grado, ha pienamente accolto l’appello della Società riconoscendo che la ricomprensione dell’accisa sull’energia elettrica nella base imponibile IVA è legittima ai sensi dell’Art. 13 del DPR n. 633/72 e dell’Art. 56 del Testo Unico Accise di cui al D. Lgs. n. 504/95 solo ove la stessa sia stata effettivamente accollata agli acquirenti consumatori finali e non anche nei casi in cui la rivalsa del tributo doganale non abbia avuto luogo in ragione del mancato esercizio della relativa facoltà di rivalsa.

La CTR della Lombardia ha altresì rilevato l’illegittimità della pretesa erariale anche sul piano presuntivo riscontrando che la Società aveva nella specie pattuito con i sub-concessionari un compenso forfetario e onnicomprensivo per la totalità dei servizi forniti (regolarmente assoggettato ad IVA) e che pertanto la stessa non aveva neppure titolo ad addebitare specificamente l’accisa gravante sull’energia elettrica messa a loro disposizione per obbligo concessorio.

 

 

Di Tanno e Associati apre al finanziario con l’ingresso di Roberto Della Vecchia e del suo team

Di Tanno e Associati avvia la nuova area legale con l’ingresso di un team guidato da Roberto Della Vecchia – già Socio Fondatore dello Studio Legale Carbonetti – e composto da Emanuele Marrocco e da altri 5 professionisti.

L’integrazione – che porta l’organico di Di Tanno e Associati a circa 40 professionisti – consentirà allo Studio di ampliare il supporto offerto ai propri clienti, offrendo una forte specializzazione legale e tributaria nell’ambito del settore Finanziario e degli Investimenti.

Roberto Della Vecchia, professionista di riconosciuta esperienza nel diritto e nella regolamentazione dei mercati finanziari, anche dal punto di vista del contenzioso e delle operazioni straordinarie, guiderà la nuova Area Legale con Emanuele Marrocco, specializzato in diritto dei mercati finanziari, con il quale ha condiviso oltre quindici anni di collaborazione. Insieme ai due Soci, provenienti dallo Studio Legale Carbonetti, entrerà a far parte di Di Tanno e Associati anche un Team composto dagli Associate Paolo Galdini, Mirko Lacchini, Evelina Nobile, Edoardo Pratesi e Paola Tumbarello.

All’interno della nuova Area Legale di Di Tanno e Associati, inoltre, ricoprirà un ruolo di primo piano anche Andrea Tonon, già Socio dello Studio, che apporterà la sua specializzazione in materia di gestione del risparmio e fondi di investimento alternativi.

“L’ingresso di Roberto Della Vecchia e del suo Team rappresenta una tappa molto importante per Di Tanno e Associati” – ha sottolineato Tommaso Di Tanno, Socio Fondatore di Di Tanno e Associati – “Grazie al connubio tra la nostra cultura tributaria e la focalizzazione nel diritto bancario, finanziario e assicurativo portata dal nuovo Team possiamo compiere un significativo passo in avanti nel nostro processo di sviluppo, ampliando ed integrando la nostra attività incentrata sul supporto al mondo finanziario in senso lato ed alle operazioni di finanza strutturata”.

 “Sono orgoglioso e molto motivato nell’assumere questa responsabilità” – ha commentato Roberto Della Vecchia “Posso contare su un Team coeso composto da Avvocati di grandissimo valore, a partire da Emanuele Marrocco al quale mi lega un sodalizio di vecchia data. Le sinergie con Di Tanno e Associati sono evidenti e credo che possiamo fare molto bene insieme”.

Di Tanno e Associati e Legance con Progressio Sgr nel closing di Progressio Investimenti III

Di Tanno e Associati e Legance – Avvocati Associati hanno assistito Progressio Sgr nel closing del suo terzo fondo, Progressio Investimenti III.

La raccolta del fondo ammonta complessivamente a 250 milioni di euro, superando così il target prefissato di 225 milioni. Per la maggior parte sottoscritto da nuovi investitori – soprattutto istituzionali – Progressio Investimenti III ha, inoltre, registrato un investimento pari al 5% del capitale da parte dello stesso Management Team di Progressio Sgr.

Nell’operazione, Di Tanno e Associati – con un team composto dal Partner Fabio Brunelli, coadiuvato dall’Associate Sabrina Tronci – ha curato gli aspetti fiscali e tributari del closing.

Legance ha assistito Progressio nella istituzione e commercializzazione del fondo, inclusa la fase di negoziazione del regolamento con gli investitori, con un team formato dal Senior Partner Enzo Schiavello e dal Senior Associate Riccardo Daguati.

L’operazione segue il quarto closing di Progressio Investimenti III, annunciato lo scorso febbraio per 185 milioni di euro. Il fondo ha già realizzato tre investimenti – rispettivamente in Gelit, Gampack e Save the Duck – e sta per finalizzare altre due operazioni, in seguito alle quali avrà già investito circa il 40% del suo capitale.

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F2i, Di Tanno e associati ottiene una nuova risposta dall’Agenzia delle entrate

Di Tanno e Associati consegue un nuovo, importante risultato a fianco di F2i sgr, il più grande Fondo Infrastrutturale operante in Italia e tra i maggiori in Europa.

Con un team composto dai partner Tommaso Di Tanno e Fabio Brunelli lo studio ha infatti assistito F2i SGR in tutte le fasi della procedura di Interpello Nuovi Investimenti che la società ha attivato nel 2017 contestualmente alla costituzione del Terzo Fondo per le Infrastrutture, veicolo con una dotazione di 3,6 miliardi di euro nato attraverso la fusione del Primo Fondo e nuove sottoscrizioni.

Dopo una prima risposta positiva in merito alla neutralità della fusione tra fondi e del relativo concambio quote, Di Tanno e Associati ottiene ora un altro riscontro favorevole, questa volta riguardo all’applicabilità del regime di esenzione previsto dai commi 88-94 dell’art. 1 della legge n. 232/2016, in relazione all’investimento – nel Terzo Fondo – di enti di previdenza già presenti nel Primo Fondo.

Accogliendo la tesi di F2i sgr e Di Tanno e Associati, l’Agenzia delle Entrate ha espresso l’importante principio secondo cui, al fine di verificare la spettanza dell’agevolazione, rileva il momento dell’effettivo esborso da parte dell’investitore e non il momento della sottoscrizione delle quote di origine.

Inoltre, è stata condivisa la proposta di adottare un criterio di determinazione forfettaria della quota esente dei proventi, a fronte di investimenti agevolabili solo in misura parziale in ragione del momento in cui sono stati effettuati.

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Di Tanno e Associati e Legance con Progressio SGR

Di Tanno e Associati e Legance hanno assistito Progressio Sgr nel quarto closing del Fondo Progressio Investimenti III

La raccolta – che ha coinvolto più di 50 sottoscrittori, per il 68% istituzionali – ha raggiunto un totale di 185 milioni di euro e ha visto un investimento complessivo pari al 5% circa del totale da parte del management.

Di Tanno e Associati ha curato gli aspetti fiscali della formazione del nuovo fondo, con un team composto dal Partner Fabio Brunelli coadiuvato dall’Associate Sabrina Tronci.

Legance ha assistito Progressio SGR nella istituzione e commercializzazione del Fondo, ivi inclusa la fase di negoziazione del regolamento con gli investitori, con un team formato dal Senior Partner Enzo Schiavello e dal Senior Associate Riccardo Daguati.

Di Tanno e Associati con IGI Investimenti Sei nell’acquisizione della maggioranza del capitale di Nuovaplast Srl

Di Tanno e Associati ha assistito IGI Investimenti Sei, il nuovo fondo gestito da IGI Private Equity Sgr, nell’acquisizione della maggioranza del capitale di Nuovaplast Srl, società leader nella trasformazione di PET per la produzione di preforme di alta qualità.

A seguito dell’operazione – la prima conclusa da IGI Investimenti Sei, eseguita tramite Clio Srl – il fondo ha acquisito la quota di maggioranza di Nuovaplast (pari al 74,7%) mentre l’imprenditore Roberto Tomasoni ha una partecipazione del 25,3% della Società.

Di Tanno e Associati ha curato tutti gli aspetti di strutturazione fiscale dell’operazione, nonché il versante fiscale del finanziamento, con un team composto dal Partner Ottavia Alfano coadiuvata dal Senior Associate Antonio Cuoco e dall’Associate Matteo Mairone.

Al fianco del fondo anche Chiomenti, che ha seguito l’attività legale dell’acquisizione con un team guidato dal Partner Luca Liistro e composto dal Senior Associate Arnaldo Cremona e dall’Associate Roberto Gava – per gli aspetti corporate – e con il Counsel Marco Paruzzolo e l’Associate Girolamo D’Anna per gli aspetti finance.

Le banche coinvolte nell’operazione (Banca IFIS S.p.A., Crédit Agricole Cariparma S.p.A. e BPER Banca S.p.A.) sono state affiancate da Dentons, nella persona del Partner Alessandro Fosco Fagotto, del Counsel Franco Gialloreti e dell’Associate Rosalba Pizzicato.

L’azionista venditore è stato assistito dallo Studio PwC TLS con un team composto dal Director Stefano Cancarini, dal Senior Associate Federico Magi e dall’Associate Giulio D’Argento per gli aspetti legali, nonché dal Partner Pasquale Salvatore e dal Senior Manager Alessandro Marzorati per gli aspetti fiscali. PwC Deals – con un team guidato dal Partner Marco Tanzi Marlotti, e composto da Niccolò Cavina, Giovanni Oleggini e Vito Daniello – ha assistito il venditore in qualità di advisor M&A.

Di Tanno e Associati e Pedersoli Studio Legale con Comelz

Di Tanno e Associati e Pedersoli Studio Legale hanno assistito Comelz S.p.A., azienda leader a livello mondiale nella produzione di macchine da taglio per l’industria calzaturiera e della pelletteria, nel nuovo piano di incentivazione riservato al management team

Nello specifico, Di Tanno e Associati – con i Partner Fabio Brunelli e Marco Sandoli – ha curato tutti i profili fiscali e di struttura del nuovo piano, relativi ai meccanismi statutari che attribuiscono l’incentivo e le conseguenti implicazioni fiscali.

A Pedersoli Studio Legale, invece, la gestione degli aspetti corporate attinenti alla predisposizione del regolamento, e delle varie delibere societarie, nonché dei rapporti con le banche finanziatrici della società, con un team composto dai Partner Luca Saraceni e Consuelo Citterio coadiuvati dagli Associate Giulia Lucchini e Gregorio Lamberti.

Con sede a Vigevano, uno dei più rinomati distretti calzaturieri in Europa, Comelz S.p.A. è riconosciuta a livello mondiale per i suoi prodotti ad alto livello tecnologico e la sua capacità di innovare e ripensare le tecniche di taglio e di lavorazione della pelle e dei tessuti. Fondata nel 1943 e con oltre 75 anni di storia, Comelz è controllata da Settembre 2017da NB Renaissance Partners, attività di Neuberger Berman dedicata agli investimenti di private equity in Italia.

Gli studi legali più attivi nel tax

Di Tanno e associati, Dentons e Pavia e Ansaldo in cima alla classifica Le Fonti Legal sul settore fiscale. Dall’m&a, all’immobiliare, al contenzioso tributario, all’assistenza alle imprese nei rapporti con l’Amministrazione Finanziaria: crescono gli affari dei fiscalisti.  Con l’incognita della digital tax italiana recentemente bocciata dall’Ocse

Di Tanno e associati in cima alla classifica degli studi legali più attivi nel tax. Un settore in continua crescita, con il fiscalista che risulta decisivo in operazioni che vanno dall’m&a, al transfer pricing, all’analisi delle stabili organizzazioni italiane di gruppi internazionali, ai piani di Industria 4.0 sulla massimizzazione degli incentivi fiscali, fino al patent box, ai crediti per spese in ricerca e sviluppo e al contenzioso tributario. Sono le principali attività che svolgono gli studi legali più attivi nell’area tax, che Le Fonti Legal ha fotografato mettendo in evidenza l’attività svolta nei primi nove mesi del 2018. Tra le maggiori operazioni, la costituzione del terzo fondo infrastrutture da parte di F2i sgr, assistita dallo studio Di Tanno con Tommaso Di Tanno e Fabio Brunelli. Il deal è stato da 3,1 miliardi di euro. Sempre lo studio Di Tanno, che nel 2018 ha gestito 11 operazioni fiscali, ha seguito NB Aurora curando gli aspetti fiscali e regolamentari per il fondo di permanent capital nel closing e nella quotazione sul Miv di Borsa italiana e nell’acquisizione di FII. Lo studio ha seguito inoltre Alitalia Cai negli interpelli sul regime delle rinunce a crediti in pendenza di piani attestati ex art. 67 della legge fallimentare. A seguire, nel ranking di Le Fonti Legal, si posiziona Dentons, che ha seguito dieci operazioni nel 2018 e che si è rafforzato in maniera decisiva nel tax, ormai un anno e mezzo fa, con l’ingresso di Giulio Andreani. Lo studio, tra l’altro, ha seguito Engineering – Ingegneria informatica nella presentazione di un interpello alla direzione centrale dell’Agenzia delle entrate per la disapplicazione della normativa antielusiva speciale prevista ai fini Ace. Completa il podio Pavia e Ansaldo, con 13 operazioni chiuse, tra cui l’assistenza prestata a Tui group per gli aspetti tax e tax insurance nell’ambito dell’acquisizione dell’intero capitale sociale di Musement di Milano.

Fabio Brunelli, partner di Di Tanno e associati, afferma che «le attività più significative su cui si è concentrato lo studio si riferiscono ai settori degli intermediari finanziari e degli investimenti in capitale di rischio, del merger & acquisition, del contenzioso tributario e dell’assistenza in procedure di interpello presso l’Agenzia delle entrate. È crescente la sensibilità delle imprese verso le esigenze di gestione preventiva del rischio fiscale nelle sue diverse forme e la necessità di una rappresentanza autorevole nelle interlocuzioni con l’Amministrazione finanziaria e le Corti tributarie su questioni complesse». Altro tema caldo è la digital tax, con l’Ocse che di recente ha giudicato non credibile la normativa italiana. Secondo Tommaso Di Tanno, «la norma italiana si inserisce nel filone di una proposta di Direttiva comunitaria e può semplicemente essere resa coerente con essa. Le valutazioni espresse dall’Ocse rispondono palesemente alla tutela di interessi americani ed alla volontà di questi ultimi di sottrarsi alla necessaria modifica del concetto di stabile organizzazione in un contesto di crescente economia digitale».

Secondo Andrea Fiorelli, partner di Dentons, «il focus principale dell’attività del nostro studio legale è sulle operazioni di m&a, nelle diverse e possibili declinazioni, nonché sulle ristrutturazioni di gruppi prevalentemente in ambito internazionale. Sul primo ambito, l’area di maggiore attività in termini assoluti permane quella immobiliare in funzione di un interesse degli investitori istituzionali per il mercato italiano connotato a tutt’oggi, nonostante le incertezze del quadro macroeconomico e politico, da ritorni economici di assoluto interesse anche comparativamente ad altre realtà geografiche in ambito europeo. Per quanto concerne invece le ristrutturazioni transnazionali di gruppi societari, le stesse si connotano prevalentemente come operazioni finalizzate al legittimo efficientamento finanziario e fiscale delle realtà societarie internazionali ovvero come rimodulazione funzionale a successive operazioni straordinarie di acquisizione/dismissione di asset societari». Riguardo le principali problematiche di natura fiscale su cui le imprese chiedono consulenza, Fiorelli afferma che, «oltre alle tematiche tributarie incardinate nei citati contesti di operazioni societarie straordinarie, oggi le istanze più pressanti che arrivano al nostro dipartimento tributario dal mondo delle imprese sono sempre più quelle legate ad un accompagnamento professionale delle realtà aziendali, ancor più laddove strutturate e complesse, nei rapporti con l’amministrazione finanziaria. Ciò non tanto e non solo nella fase patologica dell’interazione con l’amministrazione finanziaria, ma piuttosto in una fase preventiva che ricerca un rapporto costruttivo e virtuoso del mondo aziendale con compliance fiscale e con gli interlocutori pubblici incaricati della relativa gestione ordinaria e di controllo». Riguardo la digital tax italiana, Fabrizio Capponi, partner e membro della global tax practice di Dentons, ritiene «il giudizio dell’Ocse basato prevalentemente su due aspetti: la mancata inclusione di diverse tipologie di piattaforme digitali e le problematiche connesse alla doppia imposizione. Una nuova formulazione della norma sulla digital tax, a rigore, dovrebbe prevedere una revisione dell’attuale nozione di permanent establishment in modo da ricomprendere il concetto di presenza economica significativa. In realtà, nel breve periodo, la soluzione ricadrà probabilmente sulla tassazione del reddito o, più probabilmente, del volume d’affari. La percezione generale è che, a prescindere dalle novità che interesseranno la normativa, le soluzioni prospettate rimarranno sulla carta. La norma porterà, infatti, alla emersione di stabili organizzazioni nel territorio italiano dei soggetti web».

Claudio Grisanti, partner di Pavia e Ansaldo, sottolinea, riguardo l’attività prevalente dello studio, la richiesta da parte dei clienti «di rendere pareri in merito alle norme antielusive introdotte in materia di Ace. Abbiamo seguito alcune procedure in tema di bilaterali in tema di transfer pricing con la Germania. Tenuto conto delle recenti novità legislative molte imprese chiedono di essere supportate in merito alla verifica preliminare dei requisiti per poter accedere ai crediti di imposta per le spese di ricerca e sviluppo ovvero di formazione del personale. Continua poi l’interesse per il regime del patent box che ancorché ridotto garantisce interessanti risparmi d’imposta. Dall’altra parte il principio di derivazione rafforzato introdotto di recente richiede approfondimenti da parte delle imprese per prendere le decisioni più appropriate che quindi devono essere approfondite in via preventiva». Riguardo la digital tax italiana, Grisanti ritiene che «un intervento riguardante la tassazione della digital economy per essere efficace non può essere regolato dalla legislazione di un singolo stato ma necessita di una iniziativa transnazionale. in altri termini data la natura intrinseca del commercio on line ogni forma di limitazione solo parziale non riesce a sortire i propri effetti perchè il fenomeno si riorganizzerà velocemente per schivare l’ostacolo. Di contro, laddove la regolamentazione venga adottata uniformemente su scala transazionale sarà possibile prevedere delle effettive misure contenitive. Ne consegue che l’Ue è di certo il contesto più adatto per prevedere una normativa sulla digital economy».

Attivo nel tax anche lo studio Gattai Minoli Agostinelli & partner, che ha seguito, tra l’altro, Sintonia spa per i profili fiscali dell’operazione di finanziamento da un miliardo di euro ottenuto da un pool di dieci banche. Il team è stato guidato dal partner Cristiano Garbarini, secondo il quale le principali problematiche su cui le imprese chiedono consulenza sono «le tematiche inerenti la strutturazione delle operazioni e l’assistenza nella redazione e nella negoziazione degli accordi con le controparti e con i soggetti finanziatori». Sulla digital tax, invece, Garbarini sottolinea come sia «poco probabile ipotizzare l’introduzione di una “digital tax” nella forma approvata dalla Legge Finanziaria per il 2018. Si tratta infatti di un’imposta che ha una struttura molto diversa rispetto all’analoga “web tax” proposta dalla Commissione Europea nel marzo del 2018. L’iniziativa della Commissione europea, oggetto di notevoli dibattiti per la sua complessità e la difficile compatibilità con i trattati fiscali internazionali, è nata proprio con l’intenzione di porre un freno alle varie “web tax” introdotte, in ordine sparso, dai legislatori nazionali e di prevedere l’introduzione di un’unica forma di “digital tax” a livello comunitario. Anche l’introduzione di una “web tax” comunitaria, come soluzione temporanea, così come ipotizzato dalla Commissione Ue, presenta molte difficoltà; ciò è dovuto in primo luogo alle forti divisioni ancora esistenti tra i Paesi dell’Ue e tra questi e gli Stati Uniti. L’introduzione di una nuova imposta “temporanea” non sembra in effetti una soluzione ideale; riteniamo d’altra parte opportuno proseguire negli sforzi per la definizione di nuove modalità di ripartizione del gettito erariale tra gli Stati, eventualmente adottando una nuova nozione di “stabile organizzazione virtuale”, nella forma della cosiddetta “presenza economica significativa”».

A parere di Massimiliano Gazzo, partner di De Berti Jacchia, negli ultimi mesi lo studio ha assistito «in particolare Gruppi internazionali, nell’implementazione e definizione delle politiche e della documentazione di transfer pricing; attribuzione di utili alle stabili organizzazioni italiane di Gruppi internazionali; strutturazione di riorganizzazioni e pianificazione fiscale di Gruppi internazionali; piani governativi Industry 4.0 con riguardo alla massimizzazione degli incentivi fiscali garantiti per investimenti in beni materiali e immateriali, Patent Box, crediti per spese R&D». «Di recente le maggiori richieste di consulenza rivolte ai nostri esperti riguardano tematiche relative al transfer pricing e attribuzione di utili alle stabili organizzazioni», continua Gazzo, «la  strutturazione delle riorganizzazioni e pianificazione fiscale di Gruppi internazionali conformemente ai nuovi principi fiscali internazionali e comunitari, la negoziazione e potenziali esiti in sede pre-contenziosa, in corso od a seguito di verifiche fiscali e i potenziali impatti del contenzioso e possibili esiti dello stesso». Secondo Gazzo, inoltre, «ad un preliminare esame la web tax proposta dalla Commissione europea pare avere ben pochi punti di contatto con l’imposta sulle transazioni digitali istituita nel nostro paese con la legge di Bilancio per il 2018. Va detto, a fini esemplificativi, che sotto il profilo soggettivo non sono, infatti, previste soglie dimensionali per la sua applicazione, mentre sotto il profilo oggettivo si tratta di una imposta che colpisce, diversamente dalla digital tax contenuta nella proposta europea, unicamente le attività B2B includendo le transazioni digitali, specificamente escluse dalla digital tax europea. Inoltre, nel caso della web tax nostrana nessuna deducibilità dell’imposta è accordata all’impresa incisa. Anche in relazione alle modalità di prelievo dell’imposta si rileva che mentre la web tax italiana colpisce i servizi digitali transazione per transazione, attraverso una ritenuta d’imposta effettuata dagli acquirenti che operano come sostituti, la digital tax europea prevedrebbe una tassazione su base annuale dei ricavi rilevanti realizzati. Tenuto conto del fatto che la web tax italiana dovrebbe trovare applicazione solo a decorrere dal 1° gennaio 2019 non si può escludere che un’eventuale entrata in vigora della digital tax europea prima di detta data potrebbe sancirne anzitempo qualsiasi operatività rendendo così vani, ancora una volta, gli sforzi profusi dal legislatore fin dal lontano 2013».

Berardo Lanci, partner di Cms, afferma che «le operazioni più frequenti seguite negli ultimi mesi dal dipartimento Tax dello studio hanno riguardato l’analisi e la gestione di specifiche questioni di natura fiscale sorte nell’ambito di operazioni straordinarie e di ristrutturazione. Peraltro, abbiamo ricevuto da parte dei nostri clienti molti incarichi nell’assistenza su tematiche di fiscalità internazionale e, in particolare, attinenti il transfer pricing. Da non tralasciare peraltro gli incarichi ricevuti nell’ambito del contenzioso fiscale, che rappresentano una quota importante dell’attività del dipartimento Tax dello studio, che con riguardo a questa specializzazione è uno dei principali riferimenti per la clientela italiana ed internazionale. Tale attività è costituita sia dall’assistenza dei clienti davanti alla Corte di Cassazione ed alle Commissioni tributarie sia dalla rappresentanza dei clienti medesimi innanzi ai rappresentanti dell’Agenzia delle entrate nell’ambito di procedure deflattive del contenzioso, tese a chiudere in via bonaria le vicende sottese». «Stiamo vivendo un periodo di grande rinnovamento delle politiche fiscali internazionali volte alla individuazione di nuovi principi e nuove regole di tassazione da applicare ad una economia che ha sempre più le caratteristiche di internazionalizzazione e globalizzazione», continua Lanci, «in questo ambito, gran parte dell’attività di consulenza è volta a comprendere gli effetti derivanti in capo ai gruppi, soprattutto con riferimento alle novità normative connesse con il progetto Beps ovvero con il recepimento dell’Atad».

Luca Damiani, of counsel dello studio CT&P Caramanti Ticozzi & partners, che nel 2018 ha chiuso tra le dieci e le 15 operazioni, afferma che «le imprese chiedono sempre più di essere affiancate nell’attività di valutazione del carico fiscale reale al fine di conoscere mensilmente/trimestralmente l’accantonamento imposte; nelle tematiche di transfer pricing con relativa analisi nel settore di riferimento; nell’assistenza nei ruling fiscali; nella organizzazione e gestione degli aspetti fiscali in ambito digitale. Infine non mancano le richieste di assistenza fiscale nelle sempre maggiori attività di compliance richieste dall’Amministrazione Finanziaria». Riguardo la digital tax italiana, Damiani ritiene che «nasce come provvedimento per sterilizzare alcuni player esteri del digitale che tramite le transazioni b2b e b2c su piattaforma digitale non rendono trasparenti e tassabile il reddito prodotto in Italia. Purtroppo, per come è stata concepita, la digital tax domestica dovrebbe ampliare la sua portata a tutte le transazioni e quindi anche ai fornitori di servizi online nazionali ed esteri, indipendentemente dal loro livello di presenza fisica in Italia. Solo in questa maniera, mettendo una norma ad ombrello, è possibile avere un controllo. Il punto è che tale tassa andrebbe comunque a infierire sul carico fiscale delle società con riflessi sulla filiera… chissà se nell’era della blockchain questo strumento non possa aiutare le amministrazioni fiscali a scovare i furbetti ed a riportare il reddito e quindi la tassazione ove è stato effettivamente prodotto».

Piero Pagani, partner dello studio Caravati Pagani, «le principali problematiche su cui le aziende chiedono consulenza sono, oltre alle crescenti richieste in tema di tax compliance e transfer pricing, le operazioni straordinarie di ottimizzazione gestionale/finanziaria/fiscale. Da aprile, inoltre, anche consulenza in tema di fatturazione elettronica e conservazione sostitutiva rispetto alle quali, avendo lo studio sempre investito in modo massivo sulla tecnologia, siamo perfettamente attrezzati già da otto anni a questa parte». «La ditigal tax», continua Pagani, «ha poco senso se è solo italiana. Se è applicata ad un solo paese comporta, oltre alla minore attrattività del paese, anche problemi di doppia tassazione dei soggetti stranieri, di non tassazione di tutte le modalità alternative di “ricavo”. Una tassazione adeguata delle imprese di più grandi dimensioni è necessaria. La via è europea, o se nazionale solo se su ampia scala. Altrimenti si rischia di fare la fine della Tobin tax che ha avuto come risultato solo il far trasferire all’estero piattaforme e transazioni o come la supertassa sulle barche di lusso che ha visto spostare di pochi chilometri la spesa per rimessaggio, manutenzioni, porti, ristoranti, mettendo in crisi intere aree costiere in cambio di un effimero introito per le casse dell’erario».

A cura di Gabriele Ventura

La Forgiatura ottiene un finanziamento di 60 milioni da Credit Suisse

Lo Studio Legale Tributario Di Tanno e Associati ha assistito la Forgiatura, Credit Suisse è stata affiancata da Gitti & Partners. Con il finanziamento RealStep proseguirà lo sviluppo del progetto di riqualificazione immobiliare.

Il complesso immobiliare La Forgiatura – un campus integrato di oltre 25.000 mq di rigenerazione urbana ad elevata efficienza energetica in Zona Certosa (Via Varesina), Nord-Ovest di Milano – ha ottenuto da Credit Suisse un finanziamento di complessivi 60 milioni di euro. La nuova erogazione verrà utilizzata a supporto dello sviluppo del complesso immobiliare, nonché per una migliore e più efficiente gestione finanziaria.

L’ex complesso industriale – una delle più antiche forge milanesi – è stato riprogettato e rigenerato da RealStep – società di investimento immobiliare – che ha coadiuvato un gruppo di professionisti guidato dell’architetto Giuseppe Tortato L’originale impianto produceva componenti speciali in acciaio, realizzati con tecnologia propria.

Pezzi unici, esportati in tutto il mondo, che sono ancora oggi il cuore di complessi macchinari come sommergibili, centrali elettriche, transatlantici, arrivando anche a fornire pezzi di centrali nucleari. Il progetto di rigenerazione ha visto, in primis, il recupero di circa 15.000 mq di archeologia industriale, ai quali si sono aggiunti altri 10.000 mq di nuove costruzioni. Successivamente, il campus ha annesso un’area di 3.000 mq sulla quale sorgerà un nuovo edificio su palafitte di circa 4.000 mq attualmente in costruzione. Lo sviluppo complessivo include spazi comuni e aree a verde per circa 10.000 mq, oltre ad un parcheggio sotterraneo con più di 430 posti auto.

La Forgiatura è un centro multifunzionale con una forte impronta internazionale. Innovazione tecnologica, ottimizzazione dei consumi (tra i più efficienti a Milano), grande flessibilità e ampi spazi verdi caratterizzano il progetto. L’intera area è stata progettata per ospitare le più moderne ed esigenti aziende del panorama mondiale medicale, della moda e dell’ICT. Nove edifici contemporanei sono stati pensati sia per reparti produttivi e uffici, che per showroom con facciate di architettura industriale inframezzate da colline artificiali. Una vera e propria oasi urbana carbon free, dove ogni giorno circa 1.100 persone godono di una giornata lavorativa stimolante e di
qualità. Una storia di eccellenza che continua.

Di Tanno e Associati – Studio Legale Tributario, con un team composto da Marco Carbonara e da Domenico Patruno, nonché Three Stars capital partners con Mauro Savoia (quale advisor finanziario), hanno assistito La Forgiatura nell’operazione, mentre il team UH di Milano di Credit Suisse è stato affiancato dallo Studio Legale Gitti and Partners, che ha seguito la banca in relazione a tutti gli aspetti legali dell’operazione, con un team guidato da Daniele L. Cusumano, quanto ai profili di banking and finance, e con un team guidato da Carlo Bruno, quanto ai profili di real estate.

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