assoluzione

Assoluzione Eni Nigeria, i legali coinvolti

Assolti perché il fatto non sussiste tutti gli imputati del processo per corruzione internazionale Eni Nigeria, che si è concluso ieri davanti al Tribunale di Milano.

Luca Ponti ottiene l’assoluzione del presidente della Sampdoria

Luca Ponti, founding partner dello studio Ponti & Partners di Udine, ha assistito il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma che un anno fa aveva chiesto il rinvio a giudizio per il presidente, accusato, assieme ad altri, di appropriazione indebita, autoriciclaggio, utilizzo di fatture false e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Secondo l’accusa Ferrero e la figlia si sarebbero appropriati “in particolare indebitamente delle somme accreditate con bonifico estero” per la vendita nel 2015 del calciatore Pedro Obiang, per un totale di 1.159.000 euro, “con le aggravanti di aver cagionato alla Uc Sampdoria spa un danno patrimoniale di rilevante entità e di aver commesso il fatto abusando di relazioni d’ufficio e di tutta una serie di altri reati collegati e connessi”.

L’indagine della Guardia di finanza aveva portato ad un sequestro di beni per circa 2,6 milioni di euro, poi parzialmente annullati dal Tribunale del Riesame.

Il tribunale di Roma, con il GUP Alessandro Arturi, ha invece accolto la tesi della difesa fatta valere in udienza dall’avv. Ponti e ha prosciolto in sede di udienza preliminare Ferrero da tutte le accuse e per tutti i reati “perché i fatti non sussistono”, revocando anche i residui sequestri.

Un importante risultato ottenuto dall’avv. Ponti in favore del cliente che, in caso di esito diverso, avrebbe potuto seriamente compromettere la sua positiva esperienza alla Sampdoria, e che ha finalmente visto invece esclusa ogni ipotesi di reato nei suoi confronti.

Luca Ponti ottiene l’assoluzione del presidente della Sampdoria

Luca Ponti, founding partner dello studio Ponti & Partners di Udine, ha assistito il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma che un anno fa aveva chiesto il rinvio a giudizio per il presidente, accusato, assieme ad altri, di appropriazione indebita, autoriciclaggio, utilizzo di fatture false e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Secondo l’accusa Ferrero e la figlia si sarebbero appropriati “in particolare indebitamente delle somme accreditate con bonifico estero” per la vendita nel 2015 del calciatore Pedro Obiang, per un totale di 1.159.000 euro, “con le aggravanti di aver cagionato alla Uc Sampdoria spa un danno patrimoniale di rilevante entità e di aver commesso il fatto abusando di relazioni d’ufficio e di tutta una serie di altri reati collegati e connessi”.
L’indagine della Guardia di finanza aveva portato ad un sequestro di beni per circa 2,6 milioni di euro, poi parzialmente annullati dal Tribunale del Riesame.
Il tribunale di Roma, con il GUP Alessandro Arturi, ha invece accolto la tesi della difesa fatta valere in udienza dall’avv. Ponti e ha prosciolto in sede di udienza preliminare Ferrero da tutte le accuse e per tutti i reati “perché i fatti non sussistono”, revocando anche i residui sequestri.

Selex/Leonardo, con Aiello Avvocati Associati, assolta dall’accusa di illecito 231

La società, difesa dagli avvocati Domenico Aiello e Lorenzo Bertacco, è stata assolta dalla seconda sezione penale del Tribunale di Roma con la formula più ampia perché il fatto non sussiste, in relazione all’accusa di illecito ex art. 25 D.Lgs. 231/2001 per la corruzione aggravata contestata ai vertici Selex dell’epoca.

Il Tribunale di Roma presieduto dalla Dottssa Sabrina Lorenzo al termine di un lungo dibattimento ha accolto le conclusioni della difesa, che aveva contestato la sussistenza dell’illecito 231, nonostante le sentenze di patteggiamento emesse nei confronti di alcune Società coinvolte e di diversi dirigenti imputati di gravi reati contro la pubblica amministrazione. Nel corso delle indagine la Procura di Roma dispose un sequestro per equivalente di diverse decine di milioni di euro, dopo mesi annullato dalla cassazione. I fatti si riferiscono ad una nota maxi gara d’appalto del 2010 per la fornitura di materiale informatico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, aggiudicata all’allora Selex Service Management spa.

Assoluzione per i proprietari del broker inglese Enigma Securities difesi da Giarda

Enrico Giarda, Giarda Avvocati Associati, ha assistito davanti al Tribunale penale di Siena i proprietari del broker inglese Enigma Securities accusati di aver posto in essere operazioni finanziarie che avrebbero permesso di ottenere guadagni personali a Baldassarri, Toccafondi e Pontone, Sinopoli e Filippetto, tutti manager dipendenti di MPS. Sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste.

Giarda: “Dopo 7 anni di battaglia, giustizia è fatta. L’esistenza della cosiddetta Banda del 5% si è rivelata un teorema accusatorio privo di fondamento.”