Neolaureati, strada in salita per lo stage in studio

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Essere scelti per svolgere uno stage dopo la laurea in uno studio legale non è cosa facile. Tantomeno lo è restarci dopo il periodo di tirocinio.

È quanto emerge da un’indagine di Le Fonti Legal che ha chiesto alle insegne il numero di neolaureati inseriti e confermati nell’ultimo triennio. Delle nove rispondenti, infatti, solo in tre i neolaureati, finito lo stage, hanno continuato a svolgere la loro attività in struttura. In due studi, tale possibilità è stata riservata a pochi: nel 2018 in DLA Piper sono stati inseriti 37 neolaureati e solo 15 hanno proseguito l’esperienza in studio; in BonelliErede, nello stesso anno, a fronte di 56 ingressi, sono stati confermati 16 praticanti. Ancora più remota è la possibilità che un neolaureato resti in studio fino alla partnership: cinque insegne su nove contano soci entrati subito dopo la laurea. Per quanto riguarda il compenso iniziale dei neolaureati, solo sette studi hanno deciso di renderlo noto: in tre casi supera i 1.500 euro, in due casi oscilla tra 1.000 e 1.500 e in altri due casi si attesta sotto i 500 euro mensili.
Esaminando le modalità di selezione comunicate dagli studi, i requisiti minimi che deve avere il candidato ideale risultano ben chiari. È necessario, innanzitutto, che abbia concluso il percorso di laurea nei tempi stabiliti e con un voto elevato; deve avere un’ottima conoscenza dell’inglese e, possibilmente, di un’altra lingua straniera. Condizione, quest’ultima, che diventa imprescindibile se si aspira ad entrare in una law firm internazionale.
L’aver svolto esperienze di studio o di lavoro all’estero costituiscono un plus e in molti casi a fare la differenza sono anche le abilità personali, come quella relazionale o di mediazione. Alcune insegne danno molta importanza agli hobby e alle attività extrascolastiche, come sport e volontariato.
I canali di reclutamento utilizzati sono numerosi, ma quello che prediligono la maggior parte degli studi legali è la pagina web dove raccolgono le candidature spontanee. Una volta superate le selezioni e varcata la porta di ingresso, ai neolaureati vengono assegnate mansioni che si dividono tra l’attività di ricerca, spesso connessa alle practice di punta dell’insegna, e la stesura di documenti, di atti giuridici e della due diligence.
I più fortunati vengono coinvolti nelle riunioni con i clienti, anche internazionali, o prendono parte a casi concreti che lo studio sta seguendo. In parallelo gli studi predispongono numerosi programmi di formazione che permettono al neolaureato di ampliare le proprie nozioni e di aggiornarsi sulle normative di settore; nelle insegne internazionali, in particolare, è fondamentale partecipare a sessioni di studio riguardanti non solo la normativa italiana, ma anche quella relativa a giurisdizioni diverse.

Requisiti del candidato
In Latham & Watkins, come spiega Giancarlo D’Ambrosio, partner, «ai neolaureati viene richiesto che il percorso di laurea si sia svolto nei tempi, un voto non inferiore a 105/110, un’ottima conoscenza della lingua inglese; sono gradite le eventuali esperienze di studio e di lavoro all’estero». Gli stessi requisiti incidono nella selezione di DLA Piper, «dove viene prevista anche una pre-selezione con test sia di grammatica sia di legal english», dice Marco Clausi, chief operating officer. In De Berti Jacchia non è sufficiente la conoscenza della lingua inglese ma viene richiesta «almeno un’altra lingua straniera», dice Guido Callegari partner, «oltre a tener conto del settore del diritto e dell’argomento della tesi». Anche in Littler la conoscenza delle lingue e il percorso di studio contano e, come afferma Edgardo Ratti, socio, conta che quest’ultimo sia stato concluso nei tempi corretti. Ratti aggiunge ai requisiti fondamentali anche «l’approccio, la passione e la voglia di fare». Annalisa Reale, socio di Chiomenti, spiega che il candidato ideale si deve laureare con il massimo dei voti in tempi rapidi, deve conoscere almeno due lingue e, conformemente alla seniority, deve aver effettuato esperienze di studio o professionali all’estero, «cerchiamo persone con curiosità culturale e riserviamo grande attenzione alle competenze digitali». Per Lexant, invece, non è necessario un ottimo voto di laurea per poter essere selezionati: «oltre alle conoscenze», puntualizza Andrea Arnaldi, socio, «verifichiamo l’esistenza di determinate abilità di base come quella relazionale, interna ed esterna, di problem solving, di mediazione e le conoscenze in nuove Ict dedicate». In Molinari e Associati il profilo ideale vanta un’eccellente carriera universitaria, sia in termini di voto (non inferiore a 105/110) sia in termini di rapidità nel conseguimento della laurea e un’eccellente conoscenza della lingua inglese. Le eventuali esperienze di carattere tradizionale o svolte all’estero, vengono considerate un plus. Norton Rose parte dal voto di laurea per selezionare i candidati che, come nelle altre insegne, non deve essere inferiore a 105/110; «altro requisito imprescindibile», continua Attilio Pavone, partner, «è la conoscenza della lingua inglese. Altro aspetto da non sottovalutare sono le esperienze extracurriculari dei candidati e i loro hobby: al di là del profilo più propriamente accademico, infatti, ritengo che gli interessi che un candidato coltivi al di fuori della vita professionale siano indicativi del suo carattere, della sua capacità di affrontare le sfide lavorative, dell’inclinazione che lo stesso ha nel relazionarsi con i suoi potenziali colleghi e, guardando più in grande, con i clienti». «I principali requisiti che in BonelliErede richiediamo ai neolaureati», spiega Andrea Carta Mantiglia, partner, «sono il voto di laurea e gli anni impiegati a conseguire il titolo; la conoscenza della lingua inglese e valutiamo come un plus la conoscenza di altre lingue; le eventuali esperienze maturate all’estero, sia esse lavorative che di specializzazione (erasmus, LL.M., ecc.). Contano per noi anche le esperienze extrascolastiche quali lo sport, interessi di natura artistica e culturale o verso il mondo della tecnologia e della digitalizzazione, volontariato. Tra le caratteristiche che ricerchiamo possiamo annoverare apertura mentale, organizzazione, problem solving, team working, intelligenza emotiva, ambizione, capacità relazionali, affidabilità».

Principali canali di reclutamento
La percentuale maggiore di neolaureati proviene da candidature spontanee inviate ai siti web delle insegne. «Quasi sempre riceviamo i cv direttamente dai candidati. Il canale privilegiato di recruitment di Littler è perciò quello dell’autocandidatura», conferma Ratti. Se Linkedin è il motore di ricerca più utilizzato da Lexant, Molinari e Associati seleziona il 50% dei neolaureati tramite job fair organizzate dai principali atenei milanesi, il 40% tramite le candidature spontanee e il 10% tramite pubblicazioni di annunci specifici sui portali delle Università dedicati al recruitment. In DLA Piper il canale più utilizzato è il career day (40%), a cui segue il career service delle università (30%), i workshop sponsorizzati dalle università (20%) e il portale online Taleo (10%). «Latham & Watkins riceve numerose candidature spontanee all’indirizzo mail dedicato (60%); è inoltre presente ai career day organizzati dai principali Atenei milanesi (25%)», afferma D’Ambrosio. De Berti Jacchia seleziona i neolaureati perlopiù attraverso centri di orientamento universitari e di vari istituti post-universitari di formazione giuridica superiore (60%) e in percentuale poco inferiore (40%) tramite curricula pervenuti allo studio. Sebbene prevalgano le candidature spontanee (60%) e ai career day universitari (40%), Norton Rose Fulbright fa riferimento anche agli annunci di ricerca sui siti dedicati e sui social network, linkedin in prevalenza. Nell’ultimo anno in Chiomenti la percentuale maggiore di neolaureati (45%) è stata selezionata tramite candidature spontanee e tramite il network; «lo studio è presente alle principali job fair del paese e ogni anno a New York alla job fair degli LLM, da dove proviene il 40% dei candidati. Nel corso degli ultimi mesi», aggiunge Reale «linkedin è diventato un importante canale di ricerca e selezione, portando ottimi risultati». Anche a detta di Carta Mantiglia linkedin risulta uno strumento efficace: «utilizziamo il nostro account non solo attraverso la pubblicazione sul profilo di BonelliErede delle vacancy ma anche facendo scouting attivo dei profili dei professionisti che più sono adatti alle figure che stiamo ricercando». Nel ricercare i candidati BonelliErede si avvale di career day e law fair organizzate dalle Università, in Italia e all’estero, di piattaforme di placement, di segnalazioni interne e di un indirizzo email dedicato.

Mansioni assegnate al neolaureato
Una volta inseriti in studio, Molinari e Associati assegna ai neolaureati l’attività di ricerca con focus sulle materie del diritto societario, bancario, assicurativo e dei mercati finanziari; il monitoraggio e approfondimento delle novità normative e delle prassi applicative e attività collegate alle operazioni straordinarie di volta in volta gestite dallo studio, dalle fasi iniziali alle attività di post-closing.
In DLA Piper i neolaureati hanno l’opportunità di lavorare a stretto contatto con professionisti più senior: «le mansioni assegnate possono andare dalla ricerca su banche dati normative e giurisprudenziali, al supporto nella stesura di documenti, atti, due diligence e contratti, fino al coinvolgimento al fianco del partner di riferimento durante le riunioni con clienti, anche internazionali», afferma Clausi. BonelliErede assegna ai neolaureati attività di ricerca volte a risolvere problemi concreti legati alle operazioni in corso, redazione di prime bozze e atti giuridici semplici e attività di due diligence. In De Berti Jacchia i neolaureati si occupano prevalentemente di ricerca giuridica applicata e supporto a associate, senior associate o partner, mentre in Lexant lavorano alla redazione di atti e alla gestione delle procedure concorsuali. Anche in Norton Rose Fulbright l’attività di ricerca, il supporto nella redazione di pareri e contratti, l’assistenza nella preparazione di presentazioni ed articoli e l’assistenza durante le riunioni e redazione di documenti di sintesi delle stesse, sono le mansioni principali. Latham & Watkins affida ai neolaureati attività di due diligence, ricerca e approfondimenti, assistenza e predisposizione della documentazione relativa a signing e closing nell’ambito di operazioni straordinarie di acquisizione, finanziamento ed emissione di strumenti finanziari sul mercato internazionale dei capitali. «I team di lavoro comprendono generalmente un gruppo limitato e coeso di professionisti e ciò consente al neolaureato di avere una maggiore visibilità su tutti gli aspetti di un’operazione, lavorando a stretto contatto con senior associate e partner» spiega D’Ambrosio. Littler offre ai neolaureati la possibilità di entrare in contatto sia con l’attività di consulenza che con quella giudiziale, mentre in Chiomenti il neolaureato è coinvolto nello svolgimento di differenti pratiche, sempre sotto il coordinamento del socio responsabile e di un tutor.

Programmi di formazione
In DLA Piper il piano di formazione di base, che interessa trasversalmente tutti i neolaureati, comprende un’induction relativa agli aspetti finanziari, organizzativi e It dello studio; «parallelamente, dal punto di vista professionale», spiega Clausi «la nostra funzione di knowledge management organizza corsi tecnici su tematiche sia generali a livello di studio, sia speciali a livello di singolo dipartimento di appartenenza».
Chiomenti affida il neolaureato a un tutor che, in coordinamento con il socio responsabile del collaboratore, ha anche il compito di assicurare l’assidua partecipazione del giovane alle attività formative; come specifica Reale, «organizziamo percorsi di formazione che permettano loro di sviluppare sia competenze hard che soft, eventi formativi su vari temi legati alla professione legale tenuti da professionisti e docenti universitari validi ai fini del riconoscimento dei crediti formativi obbligatori (Lectio Brevis)».
Molinari e Associati prevede un confronto diretto e quotidiano (formazione day by day) con i soci: il metodo di lavoro prevede la collaborazione in team eterogenei costituiti ad hoc per le singole operazioni straordinarie (m&a, private equity, real estate, banking, ristrutturazione del debito) e composti da almeno un socio e una o due figure intermedie, a seconda della complessità dell’operazione. A ciò si aggiungono gli eventi di formazione interna, ovvero incontri tenuti da soci su tematiche afferenti le operazioni straordinarie di corporate m&a e approfondimenti svolti da praticanti e/o associate su novità normative e relative prassi applicative ed esposti nel corso di incontri dedicati. Arnaldi racconta che in Lexant i neolaureati accendono ai piani formativi che organizza periodicamente lo studio tramite la sua Academy. Di formazione interna parla anche Pavone: «Norton Rose organizza corsi di e-learning e webex, corsi di formazione forniti da colleghi esperti e un training on the job in affiancamento ai team». In Latham & Watkins viene data molta importanza anche alle tematiche internazionali: «prevediamo sessioni di formazione che riguardano sia temi specificamente relativi al diritto italiano sia questioni di interesse multi-giurisdizionale. È inoltre prevista da parte dei neolaureati la partecipazione obbligatoria a tre cicli di incontri formativi, in cui vengono presentate nel dettaglio le principali practice dello studio (m&a, capital markets e finance)», sottolinea D’Ambrosio. I neolaureati in Littler partecipano agli eventi internazionali di team building dove si possono confrontare con la realtà internazionale e con i colleghi stranieri, operano sotto la supervisione dei professionisti dello studio e gli vengono assegnati incarichi sia in campo stragiudiziale che giudiziale», dice Ratti. Anche De Berti Jacchia investe su stage e visitorship presso studi stranieri con cui l’insegna intrattiene rapporti professionali; Callegari parla anche di «tutoraggio professionale ad opera di un associate o senior associate o partner, avviamento a convegni, seminari, conferenze interne ed esterne nel settore di riferimento e avviamento a master e ad iniziative di formazione post-universitaria nel settore di riferimento». BonelliErede offre ai praticanti molteplici e diversi programmi di formazione. «Solo per fare qualche esempio», specifica Carta Mantiglia «mettiamo a disposizione un ciclo di cinque lezioni dedicate al metodo di lavoro, le pillole formative (preparazione articolata sulle materie più utili al percorso del singolo, dipartimentali ed extra dipartimentali), corsi di legal english. È possibile usufruire inoltre di alcune iniziative formative a cura del dipartimento, come approfondimenti e ricerche su novità giurisprudenziali o normative e dell’iscrizione al corso di preparazione all’esame di Stato scritto».

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