Malasanità: progressi legislativi, ma ancora aree di incertezza

Alessio Bombaci, Founder di Studio Legale Bombaci & Partners, affronta le questioni normative ancora irrisolte nel campo della malasanità e offre un’analisi dei fattori chiave che portano ai casi di malpractice medica.

Nella sua opinione, crede che ci siano ancora questioni normative in sospeso per quanto riguarda la malasanità?

Assolutamente sì. La legge Gelli-Bianco ha rappresentato un significativo avanzamento nella regolamentazione della responsabilità sanitaria, ma le questioni normative in sospeso persistono. Il recente decreto attuativo n. 232/2023 – intervenuto a distanza di 7 anni dall’entrata in vigore della citata legge – rappresenta sicuramente un passo in avanti, introducendo norme che chiariscono i requisiti minimi delle polizze assicurative e rendendo finalmente operativo il regime dell’azione diretta prevista dall’art. 12 della legge medesima (azione che consentirà ai danneggiati di rivolgersi direttamente alle compagnie assicuratrici, al pari di ciò che avviene nella RC auto). Tuttavia, restano ancora dei nodi irrisolti. Rimane, ad esempio, ancora sospesa l’operatività del Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria, lasciando una lacuna significativa nella tutela dei pazienti danneggiati. La recente riforma Cartabia, poi, ha introdotto ulteriori sfide procedurali. Ad esempio, con l’abrogazione dell’art. 702-bis c.p.c., emergono dubbi sull’iter giudiziario post ATP o mediazione e sull’adeguatezza del nuovo giudizio semplificato rispetto alle controversie per responsabilità medica. La necessità di interventi normativi futuri si focalizza, quindi, sulla piena attuazione della legge esistente e su una più chiara definizione dei percorsi di risarcimento per le vittime di malasanità.

Secondo la sua esperienza professionale, quali sono i principali fattori che portano a casi di malpractice medica?

I casi di malpractice medica sono, purtroppo, una realtà con cui il nostro studio si confronta frequentemente. Tra i fattori chiave ci sono la scarsa comunicazione tra medici e pazienti, il mancato rispetto dei protocolli di prevenzione delle infezioni da parte delle strutture sanitarie e l’errore umano, spesso legato alla stanchezza del personale sanitario, specialmente in reparti ad alta intensità come il pronto soccorso.

Il suo studio è specializzato nel risarcimento danni, inclusi quelli dovuti alla malpractice medica. Come affrontate la consulenza in questo particolare settore?

L’approccio del nostro studio ai presunti casi di malasanità che ci vengono quotidianamente prospettati inizia con una valutazione preliminare e scrupolosa della vicenda sanitaria. È fondamentale distinguere tra eventi sfortunati, ma non colposi, e veri casi di malasanità. A questo scopo, ogni situazione viene sottoposta all’analisi di consulenti medici specializzati, selezionati in base al campo specifico di competenza richiesto. Questo passaggio iniziale ci permette di determinare se siamo effettivamente di fronte ad un caso di malpractice, riducendo il rischio per i nostri assistiti di intraprendere azioni legali infondate, che potrebbero portare a una soccombenza e a pesanti condanne alle spese. Una volta verificata la sussistenza di una potenziale colpa medica, forniamo ai nostri clienti un’assistenza legale e medico legale altamente qualificata. Il nostro obiettivo è non solo quello di ottenere il giusto risarcimento per il danno subito, ma anche di garantire che il percorso legale sia il meno gravoso possibile per i nostri assistiti, con i quali siamo soliti instaurare un rapporto diretto, fornendo supporto e chiarimenti durante tutto l’iter.

Quali step deve seguire chi è vittima di malasanità per fare richiesta di risarcimento danni?

Il primo passo è sicuramente quello di raccogliere tutta la documentazione medica pertinente, in particolare la cartella clinica, che costituisce una prova cruciale del percorso di cura seguito e delle decisioni prese dal personale sanitario. È, poi, essenziale rivolgersi a un avvocato esperto in risarcimento danni da malasanità, che – con l’ausilio di un medico legale di parte ed eventuali medici specialisti – valuterà il caso e fornirà una consulenza adeguata su come procedere. Di regola, se dalla valutazione preliminare emerge una colpa medica, il nostro studio effettua anzitutto un tentativo stragiudiziale con la controparte finalizzato a comporre bonariamente la controversia. Se ci sono i presupposti per una risoluzione amichevole, viene formalizzata la transazione con una scrittura privata e il danneggiato viene subito risarcito. Diversamente si procede, come previsto dalla legge, con una mediazione o con un accertamento tecnico preventivo (ATP) in Tribunale a scopo conciliativo e, in caso di mancato accordo, si avvia la causa civile. In alcuni casi – se la gravità dei fatti lo richiede – si può valutare di agire in sede penale sottoponendo il caso alla competente Procura, per far luce su eventuali reati commessi nel corso del trattamento medico. Data la complessità della procedura di risarcimento in casi di malasanità, è di fondamentale importanza adottare una strategia legale ben strutturata e condivisa con l’assistito. È per questo che è necessario rivolgersi ad uno studio legale esperto in materia.

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