La sfida di Police, un anno dopo

Poco meno di un anno fa, a fine agosto 2020, Aristide Police ha lasciato la partnership e la carica di responsabile dell’amministrativo in Clifford Chance per aprire a Roma Police & Partners. Le Fonti Legal lo ha intervistato per capire il posizionamento dello studio e i temi caldi del diritto amministrativo.

In un periodo particolarmente complesso, come intendete posizionarvi nel mercato dei servizi legali?
La domanda è significativa, Lei mi chiede della evoluzione del mercato dei “servizi legali”, qualche anno fa si sarebbe parlato di “professione forense”, la distinzione non è lessicale e segna una importante trasformazione che non può essere ignorata. La funzione sociale e professionale dell’avvocatura è profondamente mutata per rispondere alla domanda che viene dalla società e del mercato. La domanda di tutela degli interessi dei singoli e delle imprese, come accade in tutti i grandi Paesi occidentali (e non solo), è fortemente anticipata e si indirizza in primo luogo verso l’esigenza di evitare il conflitto innanzi ad un giudice, di prevenire il rischio (ed il costo) di un giudizio, da considerarsi oggi l’ultima risorsa. L’evoluzione della professione forense in servizi legali è ben racchiusa nei processi di trasformazione degli Studi in questi anni, con l’affermarsi di realtà più strutturate o specializzate per meglio rispondere alle esigenze di clienti, anche internazionali, che richiedono un’assistenza flessibile ed una maggiore consapevolezza delle dinamiche del mercato, in aggiunta all’approfondita conoscenza del diritto.

Su quali settori intendete puntare?
In questa prospettiva, da avvocati amministrativisti, noi puntiamo ad assicurare un servizio di consulenza volto a guidare ed assistere il cliente sin dalla pianificazione di iniziative strategiche di investimento, ancor prima del formale avvio di rapporti con le Amministrazioni pubbliche, seguendolo poi nello sviluppo dei procedimenti amministrativi, siano essi di pianificazione e di fattibilità, di autorizzazione all’avvio di nuove attività di impresa in settori regolati, di concessione di beni o infrastrutture pubbliche, alle procedure per l’assegnazione di contratti pubblici e ancora nei procedimenti di regolazione e di vigilanza per le attività economiche svolte in settori regolamentati. Questo non esclude, ma anzi trova suo complemento necessario, e la sua garanzia di risultato, nella eventuale assistenza in giudizio così da accompagnare il cliente attraverso tutte le fasi direttamente o indirettamente connesse all’esercizio dei pubblici poteri.

A suo avviso, su quali tematiche si concentrerà il diritto amministrativo nei prossimi mesi?
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza indica al Paese e quindi anche a noi legali la strada: da un lato le grandi infrastrutture, dall’altro investimenti e progetti nella transizione digitale ed in quella ecologica. Temi nei quali un rapporto trasparente e leale tra pubbliche Amministrazioni ed imprese è vitale per assicurare risultati sia nell’interesse collettivo, sia nel legittimo interesse degli attori economici alla massimizzazione del profitto. In questo rinnovato contesto, si auspica che il legale possa fungere da interprete per agevolare il dialogo tra autorità e libertà.

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