Commercialisti e consulenti del lavoro diserteranno la riunione alle Entrate sull’accesso ai contributi a fondo perduto

I Consigli nazionali dei Consulenti del lavoro e dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili diserteranno la riunione convocata per domani presso l’Agenzia delle entrate sul tema del contributo a fondo perduto previsto dal Dl “Rilancio” a favore degli esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario e titolari di partita IVA. Dal contributo sono stati esclusi all’ultimo minuto i professionisti ordinistici.

Alla riunione, convocata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sono state invitate, assieme a commercialisti e consulenti del lavoro, le rappresentanze del mondo dell’impresa, del commercio, dell’agricoltura, dell’edilizia e degli artigiani.

“L’incredibile esclusione dei liberi professionisti dalla norma del Dl Rilancio sui contributi a fondo perduto”, scrivono in una nota congiunta il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, e quello dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone, “ci impone di disertare la riunione convocata dal direttore della Agenzia delle Entrate Ruffini. Le nostre due categorie, assieme a tutte le professioni ordinistiche italiane, si batteranno in ogni modo affinché si ponga rimedio a questa inaccettabile discriminazione perpetrata ai danni di un settore trainante dell’economia italiana. Centinaia di migliaia di lavoratori, senza alcuna spiegazione logica, vengono esclusi da un importante provvedimento in una fase in cui, come tutto le realtà del mondo del lavoro, stanno patendo pesantemente gli effetti della crisi”. “Proprio in questi mesi di emergenza Coronavirus”, proseguono Miani e Calderone, “le attività delle nostre due professioni sono state giudicate “essenziali” dal Governo. Non abbiamo mai smesso di essere al fianco di imprese e contribuenti in settimane di grande difficoltà per il Paese. Ma è opportuno sottolineare come i nostri studi siano in sofferenza come le aziende. La politica non può ignorare questa realtà. La norma sull’accesso ai crediti a fondo perduto va modificata in sede di conversione parlamentare del Dl Rilancio”.

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