Tutte le priorità per il mercato del lavoro

Dare efficacia alla nuova legge sulla parità salariale e agli interventi contenuti nell’ultima legge di Bilancio sulle pari opportunità. Si tratta infatti di passaggi strategici che possono essere decisivi per la tenuta sociale del paese. Ne è convinta Tatiana Biagioni, presidente Agi (Avvocati giuslavoristi italiani), che in questa intervista con Le Fonti Legal illustra quali sono gli effetti dell’emergenza sanitaria sul mercato del lavoro, ma anche gli scenari futuri e le attuali criticità per le imprese e i lavoratori. Tra le normative in sospeso, secondo Biagioni, si parte della riforma del processo civile, che passa dalla definizione della delega con l’auspicio che si sviluppi un adeguato dibattito con avvocate e avvocati giuslavoristi per evitare applicazioni inefficaci.

Quali sono gli effetti della fine dell’emergenza sanitaria sul mercato del lavoro?
Finita l’emergenza faremo i conti con la perdita di produttività del paese, oggi aggravata dalla guerra e dal problema energetico. Una situazione che può essere foriera di disagio e conflitto sociale per cui sarà sempre indispensabile tenere alta l’attenzione sulla protezione dei diritti sociali.
Ma è altrettanto vero che alcuni cambiamenti significativi rimarranno nelle nostre vite lavorative. Il lavoro agile è stato tra le novità più impattanti della pandemia. Molte imprese, soprattutto nei servizi, hanno considerato questa necessità contingente come una opportunità per riorganizzare il lavoro, ridurre costi e aumentare la produttività delle lavoratrici e dei lavoratori. Crediamo che questa tipologia di contratto rimarrà in uso dopo la fine dell’emergenza e che sarà importante l’impegno delle parti per la stipula degli accordi individuali. Rimane una criticità rispetto all’abuso che si è fatto dello strumento del telelavoro, che ha caratteristiche profondamente diverse dal lavoro agile. Crediamo che questo sarà uno dei nodi da affrontare con il ritorno alla normalità, oltre al tema importante della disconnessione.
Con la fine dell’emergenza finiranno anche le restrizioni per i non vaccinati e quindi il ritorno ai loro posti di lavoro. Anche su questi aspetti attendiamo gli sviluppi del contenzioso e la decisione della Corte Costituzionale innanzi alla quale il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione siciliana ha di recente rimesso la questione di legittimità.
Altro nodo: il mantenimento del fondo nuove competenze che ha permesso di valorizzare, almeno parzialmente, l’occupazione. Anche le politiche di sostegno al reddito dovranno essere oggetto di rinnovato esame in particolare a tutela del lavoro delle e dei giovani e in generale delle donne.
Tra le note positive prodotte dall’emergenza, segnalo il profondo rinnovamento della pubblica amministrazione sia per l’introduzione delle innovazioni tecnologiche sia per la copertura di molti organici carenti nei settori strategici quali giustizia, sanità e scuola. Si pensi, solo come esempio, all’implementazione del processo telematico e della certificazione medica elettronica. Cessata l’emergenza sarà importante capire se si confermeranno o potenzieranno questi settori, o se invece assisteremo al processo inverso. Già in sanità si hanno segnali preoccupanti in questa direzione con la mancata conferma di personale medico e sanitario.

Quali le questioni normative ancora in sospeso?
Per le normative in sospeso partirei dalla riforma del processo civile che passa ora dalla definizione della delega: auspichiamo che nell’iter possa essere condivisa e discussa con le avvocate e gli avvocati giuslavoristi per evitare applicazioni parziali o inefficaci.
Si deve immediatamente dare efficacia alla nuova legge sulla parità salariale e agli interventi contenuti nell’ultima Legge di Bilancio sulle pari opportunità: è un passaggio strategico per la tenuta sociale del Paese.
Altro nodo importate l’attuazione della direttiva europea sul lavoro su piattaforme digitali, e la definizione di una normativa organica su questi settori.

Quali gli scenari futuri del mercato del lavoro e le attuali criticità per imprese e lavoratori?
L’obiettivo è creare lavoro, e di qualità. Due banchi di prova: la crisi di impresa e la assoluta necessità di garantire salute e sicurezza dei posti di lavoro.
Importanti sono i profili che nascono dagli organismi di gestione della crisi d’impresa e tutti gli aspetti giuslavoristici in materia di licenziamenti.
Urgente rafforzare l’attività di ispezione e di controllo per la lotta al lavoro nero e al caporalato.
Quindi dare effettiva attuazione alla direttiva sull’accoglienza delle e dei migranti per garantire loro l’inclusione del mondo del lavoro. Altro fronte i contratti collettivi di lavoro non rinnovati, l’applicazione dei principi di parità e le relative tutele.

Quale il ruolo dei legali in questo scenario economico di grande incertezza?
Garantire come sempre la tutela dei diritti di lavoratrici, lavoratori e la libertà di impresa. Nei momenti di grave crisi, il nostro compito, per vocazione sociale e ruolo Costituzionale, è quello di essere un punto di riferimento per il Paese.
In questo scenario una importante novità arriva dalla riforma del processo civile che prevede l’estensione della negoziazione assistita alle avvocate e agli avvocati nelle controversie di lavoro. Uno strumento (che ha già avuto risultati positivi in altri ambiti) strategico in chiave deflattiva per imprese, lavoratrici e lavoratori. La funzionalità di conseguire risposte in tempi certi e brevi rispetto alla giustizia ordinaria è un’efficace soluzione contro l’inasprimento dei conflitti, il che è particolarmente auspicabile in questo periodo di difficoltà e potenziale crescita delle tensioni sociali. In tal senso, un altro passo in avanti (sempre nella riforma del civile) è il superamento del Rito Fornero che tante incertezze e problemi aveva prodotto nei Tribunali.
In questo contesto è fondamentale anche valorizzare l’ormai imminente messa a regime delle specializzazioni forensi che vede l’Avvocatura proiettata nel futuro: vengono così premiate la formazione e la competenza specifica, un cambiamento che porterà risultati anche in tema di prevenzione dei conflitti e in funzione deflazionistica del contenzioso.

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