tribunale

Giorgio Perroni ottiene l’archiviazione per i Fratelli Panzironi

Il 6 luglio scorso il GIP del Tribunale di Roma ha archiviato il procedimento per truffa pendente a carico di Adriano e Roberto Panzironi.

GR Legal vince a Milano per l’azienda produttrice dei Profumi di D’Annunzio della famiglia veneziana Vidal

Mavive e The Merchant of Venice società controllate dalla famiglia veneziana Vidal che opera con successo nel settore dei prodotti per la cura alla persona da oltre cent’anni, hanno ottenuto un’importante vittoria di fronte alla Sezione Imprese del Tribunale di Milano in relazione al profumo Aqua Nuntia.

La fragranza appartiene alla linea di profumi “I Profumi di D’Annunzio” ispirata al Vate e lanciata nel 2017 in concerto con la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani ed è al centro di una battaglia giudiziaria tutt’ora in corso intrapresa da una erede di un collaboratore di D’Annunzio.

Il nome Aqua Nuntia, la formula della fragranza e la stessa bottiglia erano stati ideati dal Poeta.  Mavive e The Merchant of Venice hanno rivisitato gli stessi in chiave contemporanea nell’ambito della loro collaborazione con Il Vittoriale. Le due società sono però state convenute in giudizio per contraffazione e concorrenza sleale dalla erede del collaboratore del Vate.  Quest’ultima aveva registrato il marchio denominativo “Aqua Nuntia” dapprima in Italia, nel 2010, e successivamente a livello UE, nel 2012, senza tuttavia mai immettere in commercio il prodotto e limitandosi ad attività di natura preparatoria alla sua commercializzazione. Il Tribunale di Milano ha rigettato tutte le pretese dell’attrice e accertato in via riconvenzionale la decadenza per non uso del marchio italiano, dopo che anche l’EUIPO (l’ufficio dell’unione europea per la Proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell’unione europea) aveva dato ragione alle due società veneziane e disposto la cancellazione della registrazione del marchio a livello Ue.

GR Legal ha assistito Mavive e The Merchant of Venice sia di fronte all’autorità europea sia di fronte al Tribunale di Milano con un team composto dal socio Luca Giove e dal senior associate Andrea Comelli.

Sul piano giuridico la sentenza si segnala per essere una delle non frequenti pronunce giurisprudenziali relative alla (ir)rilevanza degli atti preparatori al lancio di un prodotto al fine di evitare l’insorgere dei presupposti per la decadenza per non uso di un marchio. Ciò in quanto, come stabilito dal giudice meneghino, non sono atti rivolti al pubblico. La sentenza ha anche stabilito l’irrilevanza di impedimenti personali soggettivi dell’imprenditore a interrompere la maturazione del periodo di non uso del segno. L’erede del collaboratore di D’Annunzio infatti aveva eccepito problemi di salute quale legittimo impedimento all’uso del marchio.

Crisi di impresa, le nuove norme rimandano i fallimenti. Serve un intervento strutturale

Roberto Limitone, partner dello studio legale e tributario Legalitax, commenta gli interventi del Governo in materia di crisi di impresa, che non fanno altro che rinviare il problema: il fallimento di migliaia di imprese per causa di forza maggiore.

“Le imprese sono in difficoltà per colpe non proprie. Fino al 30 giugno le istanze fallimentari sono bloccate. Ma dal 1° luglio cosa succede? È necessario un intervento strutturale che potrebbe essere la modifica dell’art. 5 della Legge Fallimentare che vada a coprire il periodo luglio 2020-agosto 2021 escludendo la dichiarazione di fallimento ove l’inadempimento alle proprie obbligazioni sia stato determinato da causa di forza maggiore”.

La richiesta degli avvocati di Milano: rinvio delle cause non urgenti per Coronavirus

L’Ordine degli avvocati di Milano ha diramato una nota in seguito alla notizia della positività al test sul Coronavirus da parte di due magistrati del tribunale meneghino.

Chiedendo il rinvio delle cause civili e penali non urgenti in calendario nel mese di marzo. “La notizia del contagio di due magistrati desta grande attenzione e apprensione e a loro va l’augurio di pronta guarigione da parte dell’Ordine degli Avvocati di Milano”, recita la nota, “dal 21 febbraio abbiamo profuso il nostro impegno nel tradurre in azioni concrete e iniziative di comunicazione tutti i provvedimenti che a ritmo sincopato sono giunti dalle autorità nazionali e locali. Il nostro obiettivo è stato quello di continuare a garantire, per quanto di nostra competenza, la piena operatività del Tribunale di Milano”.
Il presidente del Coa di Milano, Vinicio Nardo, ha dichiarato: “Siamo fermi sostenitori della necessità che la giustizia non si fermi sia perché crediamo nell’importante funzione sociale che svolge, sia per non aggiungere un ulteriore e dirompente messaggio negativo ai tanti che, in questi giorni, vengono lanciati verso la collettività nazionale e internazionale. Ritengo tuttavia che adesso non basti rinviare di qualche giorno le cause civili non urgenti, ma si debba dar luogo al rinvio di tutti i procedimenti civili e penali del mese di marzo che non abbiano ragioni di oggettiva urgenza”.

Le udienze in tempi di Coronavirus: a due metri dal giudice

L’udienza ai tempi di Coronavirus? A due metri di distanza dal giudice.

Lo si legge in un avviso appeso alla porta della stanza di un giudice del territorio bresciano, dove dispone che l’accesso “sia limitato a coloro i quali debbono partecipare alle udienze, i quali si fermeranno all’ingresso della stanza in modo che sia osservata la distanza minima di metri due dallo scrivente”.
La comunicazione è in ottemperanza a quanto previsto dal provvedimento del presidente della Corte d’appello di Brescia del 24 febbraio scorso, che invita il personale di magistratura e amministrativo a “limitare l’accesso all’aula di udienza delle persone strettamente necessarie e comunque evitando di far affluire troppe persone contemporaneamente, mantenendo prudenzialmente la distanza consigliata di due metri, oltre alle generali indicazioni del ministero della salute”.
Dello stesso tenore le indicazioni date agli avvocati di Milano: “le udienze saranno svolte con accorgimenti per evitare che ci siano contatti a distanza inferiore ai due metri. Questo vorrà dire che ci sarà un ingresso nelle aule di udienza contingentato e, riteniamo, sarà valutata la possibilità di svolgere attività nei processi che per numero di parti interessate non consentano il rispetto delle regole igieniche precauzionali”.

Sì, perché la giustizia non si può fermare, neanche in tempi di Coronavirus. L’importante è che sia a due metri di distanza.

Nunziante Magrone assiste vittoriosamente FB Mondial per la tutela del marchio

Lo studio legale Nunziante Magrone ha ottenuto davanti alla Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Genova un accoglimento totale delle ragioni di FB Mondial assistita dal socio Niccolò Ferretti.

La disputa vedeva contrapposte FB Mondial a due praticamente omonime società di un gruppo italo-inglese, le quali utilizzavano indebitamente il marchio Mondial oltre che nelle rispettive ragioni sociali anche sul web. La sentenza ha, tra le altre cose, inibito l’uso del segno Mondial, fissando una penale in caso di violazione dell’ordine.

“Il caso si presenta particolarmente interessante sia per ragioni di carattere tecnico-legali inerenti alla interpretazione del requisito dell’urgenza nell’ambito dei procedimenti cautelari, sia dal punto di vista economico-imprenditoriale, confermando il trend di rilancio dei marchi storici dell’automotive italiano”, ha spiegato Niccolò Ferretti, socio dello Studio legale Nunziante Magrone e responsabile del dipartimento di Proprietà industriale.

BonelliErede al fianco di BPVI per l’improcedibilità delle c.d. “operazioni baciate”

BonelliErede, con un team composto dal partner Manuela Malavasi e dall’associate Roberta Moretti, ha ottenuto dal Tribunale di Trieste un’importante sentenza a favore di Banca Popolare di Vicenza (BPVI) in liquidazione coatta amministrativa in merito alla questione dell’improcedibilità delle domande giudiziali formulate nei confronti della Banca da suoi azionisti che contestano a vario titolo la validità dell’investimento in azioni, asseritamente effettuato grazie a provvista concessa da BPVI (c.d. “operazioni baciate”).

Dopo aver ottenuto dal Tribunale di Vicenza numerose sentenze a favore della tesi dell’improcedibilità – per effetto dell’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa – di tutti i giudizi nei confronti di BPVI (anche quelli in cui il petitum è stato circoscritto al mero accertamento negativo del credito vantato dalla Banca per effetto dei finanziamenti “correlati” agli investimenti azionari), BonelliErede ha ottenuto l’accoglimento delle sue tesi anche dal Tribunale di Trieste, Sezione Imprese che – con decisione n. 507/2019 – ha aderito all’orientamento del Tribunale di Vicenza e si è discostato apertamente da alcune decisioni del Tribunale di Venezia, che avevano dichiarato improcedibili solo alcune delle domande formulate nei confronti della Banca.

 

[usr 3]

Un “modello Milano” per la giustizia

Un “modello Milano” anche all’interno del Palazzo di Giustizia. Per favorire l’attrattività della città a livello internazionale, che trova il suo apice nella candidatura a una delle tre sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti, in sostituzione di Londra in caso di Brexit. A questo proposito, l’Ordine degli avvocati, d’intesa con la Corte d’appello, ha istituito un tavolo di lavoro con il comune di Milano e la regione Lombardia. È solo una delle prossime sfide che affronterà il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano, che si è rinnovato a inizio aprile con l’elezione a presidente di Vinicio Nardo, subentrato a Remo Danovi per il quadriennio 2019-2022. Tra le priorità del suo mandato, la regolamentazione contrattuale dell’attività di monocommittenza, la riduzione dei tempi di pagamento nel patrocinio a spese dello stato, l’aggiornamento dei protocolli con gli uffici giudiziari per l’adeguamento dei compensi degli avvocati, l’attività di vigilanza sull’applicazione dell’equo compenso. È quanto ha sottolineato il nuovo presidente, Nardo, intervistato da Le Fonti Legal.

Presidente, quali sono le priorità del suo mandato?
Il manifesto con il quale ci siamo presentati indica temi e azioni specifiche, che si possono sintetizzare in due propositi: sintonizzarsi con la città e le necessità della professione e dei colleghi, soprattutto giovani; vigilare e promuovere la tutela dei diritti e la buona amministrazione della Giustizia. È fondamentale che ci sia disponibilità all’ascolto, al confronto, al dialogo sia nel Consiglio sia con la società, anche consultando i colleghi e le realtà associative e rappresentative.

Quali i punti salienti del suo programma?
Il nostro intento è quello di costruire un Consiglio dell’Ordine aperto alla società, dialogante con le istituzioni e le forze economiche della città, realmente internazionale, utile e concreto nel sostenere la crescita professionale dei giovani avvocati e di tutta l’avvocatura. Vogliamo portare il “modello Milano” anche dentro il Palazzo di Giustizia. Milano è pienamente inserita nelle dinamiche internazionali ed europee. L’Ordine può contribuire a rendere comprensibile la realtà giudiziaria italiana ai colleghi stranieri e ai loro clienti, che vogliono investire e operare qui ma sono spesso intimoriti dai tempi e dalle incertezze normative e interpretative. Vogliamo favorire l’attrattività della città, perciò condividiamo la candidatura, in sostituzione di Londra in caso di Brexit, a una delle tre sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti. D’intesa con la Corte d’appello abbiamo appena istituito un Tavolo di lavoro, coinvolgendo Comune di Milano e Regione Lombardia.

Quali sono le principali problematiche che sta vivendo l’avvocatura? E in che modo l’Ordine si rivolgerà alle varie anime dell’avvocatura milanese, composta anche dai cosiddetti avvocati d’affari?
Il numero obiettivamente elevato degli iscritti e la situazione economica non florida, nel Paese ma anche in Europa e nel mondo, certamente non aiutano. Ai professionisti si richiedono competenze molto specifiche, per contribuire al sapere complessivo di una squadra di avvocati o di un team interprofessionale. Per questo vedo una complementarietà, non un insanabile contrasto, tra le difficoltà e le esigenze dei giovani avvocati e quelle dei grandi studi associati, nei quali la maggior parte dei giovani opera. Una realtà da approfondire, per conciliare l’autonomia e l’indipendenza di ciascun avvocato con la definizione anche contrattuale di modalità sempre più frequenti di svolgimento dell’attività, come la monocommittenza, che riguarda soprattutto i giovani colleghi attivi nei grandi studi. Ci sono poi situazioni apparentemente minori, ma importanti per migliaia di avvocati. Bisogna ridurre i tempi di pagamento nel patrocinio a spese dello Stato; aggiornare i Protocolli con gli uffici giudiziari per adeguare i compensi; vigilare sull’applicazione dell’equo compenso; sollecitare procedure semplificate per il recupero dei crediti professionali. Senza dimenticare, attraverso la Fondazione Onlus, le situazioni di disagio personale e familiare di molti colleghi.

Il seguito dell’intervista è pubblicato sul numero di maggio di Le Fonti Legal

VINCENZO JOSE’ CAVALLARO VINCE PER IL TRANSFER PRICING DEI COMPRO ORO

<div align=”justify”><strong>Vincenzo Jos&eacute; Cavallaro</strong>, name partner dello studio legale tributario Stufano Gigantino Cavallaro, ha assistito vittoriosamente la Aur SRL,

[auth href=”https://www.lefonti.legal/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
Clicca qui per registrarti gratis adesso o esegui il login per continuare.”]all&rsquo;epoca franchisee del gruppo Orocash, in una controversia con il fisco italiano per le annualit&agrave; 2010 e 2011 in materia di Transfer Pricing relativamente alla fissazione del prezzo dell&rsquo;oro usato ceduto ad una controllata estera del gruppo Orocash. La Commissione Tributaria di Taranto ha, in particolare, annullato gli atti dell’Agenzia delle Entrate, accogliendo in toto le prospettazioni difensive e confermando la correttezza del comportamento assunto dal gruppo in materia di transfer pricing sulle cessioni di articoli di oro usato. Si tratta di un precedente importante perch&eacute;, per la prima volta, la Giurisprudenza delle Commissioni Tributarie affronta la delicata questione dei prezzi di trasferimento nel settore dei compro oro. <br /></div> [/auth]

Iscriviti alla newsletter