Opportunità da digitalizzazione e nuovi rischi

Le nuove opportunità di sviluppo per il settore assicurativo derivano dalla digitalizzazione, diretta conseguenza della crisi sanitaria ancora in atto. Più precisamente, dalle implicazioni in termini gestionali che hanno avuto sulle imprese assicuratrici la diffusione dello smart working e la spinta alle transazioni elettroniche, così come dai sempre più crescenti rischi derivanti dagli attacchi cyber. Lo afferma Maria Bianca Farina, presidente di Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), intervistata da Le Fonti Legal.

Qual è lo stato attuale del settore assicurativo e quale l’impatto della Pandemia sulla natura dei rischi per le imprese?
Il settore assicurativo italiano ha dimostrato un’ottima capacità di resilienza durante la crisi pandemica ed è ora in grado di dare un contributo significativo alla ripresa e alla resilienza del Paese.
La pandemia ha dato il via – o ha accelerato – una serie di mutamenti di rilievo sul piano economico, sociale, tecnologico. Il panorama dei rischi si è modificato in misura sostanziale, con implicazioni di grande rilievo.
Mi riferisco, in primo luogo, alla digitalizzazione, che ha registrato un’accelerazione come diretta conseguenza delle misure di distanziamento sociale. La diffusione del lavoro da remoto e la spinta alle transazioni elettroniche sono alcuni degli aspetti più evidenti di tale evoluzione. Ne derivano, per le imprese assicuratrici, importanti implicazioni in termini gestionali (processi di business, relazioni con la clientela, tipologie di prodotti e servizi), con nuove opportunità di sviluppo ma anche l’accresciuto rilievo dei rischi cyber (basti pensare ai sempre più frequenti attacchi di ransomware).
Penso, poi, alla maggiore consapevolezza, in materia di rischi sanitari, resi particolarmente evidenti nei mesi della pandemia, che hanno accentuato la domanda di protezione. Per le imprese, lo scoppio della pandemia e l’introduzione di misure di lockdown hanno portato all’emergere di significativi rischi di interruzione dell’attività e delle supply chain.
Una terza importante forza di cambiamento – che prescinde dalla pandemia – è rappresentata dal cambiamento climatico, i cui effetti più evidenti sono l’intensificarsi e l’aggravarsi delle calamità naturali, che richiede interventi mirati e decisi se si vuole garantire un futuro al nostro Pianeta.

Quale il ruolo dell’assicurazione a supporto delle imprese nella gestione dei rischi?
Un’adeguata protezione contro i rischi cui sono esposte le aziende riveste, nella fase attuale, un’importanza cruciale.
Un elemento chiave per poter tornare a crescere è, infatti, stimolare le imprese a investire per aumentare la propria competitività e intraprendere nuovi progetti. Un’offerta di protezione completa, innovativa da parte del settore assicurativo riguarda tutte le diverse categorie di rischi.
Nell’ambito dei rischi tradizionali, nonostante un aumento della diffusione delle coperture assicurative negli ultimi anni, l’Italia rimane poco protetta rispetto agli altri Paesi europei, specialmente con riguardo alle PMI. È poi necessario affrontare la protezione dai nuovi rischi emergenti, quali quelli di Business Interruption, di calamità naturale, di attacchi cyber/ransomware o che possono riguardare asset intangibili come i dati, la proprietà intellettuale, il software, le professionalità aziendali.
Gli assicuratori sono attivamente impegnati per far crescere la diffusione sia delle coperture tradizionali sia di quelle innovative, con iniziative di sensibilizzazione al rischio, e con un dialogo serrato col legislatore, il regolatore e le associazioni industriali. In ogni caso, l’evoluzione dei rischi e della tecnologia fa sì che l’industria assicurativa sia chiamata a un ruolo più ampio, non più solo di risarcimento del danno, bensì di gestione globale dei rischi di un’azienda, con attenzione su tutti gli aspetti, a partire dalla prevenzione.

Quali le novità in ambito normativo che hanno riguardato il settore assicurativo in ambito italiano ed europeo e con quali effetti?
L’evoluzione normativa in ambito assicurativo è stata negli ultimi anni molto rapida e intensa e non accenna a rallentare. Qui vorrei citare due aspetti che avranno un grande impatto nel prossimo futuro per l’operatività delle nostre imprese.
Il primo riguarda l’introduzione del nuovo principio contabile internazionale per i contratti assicurativi (IFRS 17), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2023. Si tratta di un cambiamento radicale nelle logiche di rilevazione contabile dell’attività assicurativa, con importanti ricadute sul piano operativo e di business (ripensamento prodotti e adozione nuove metriche di valutazione delle performance).
Il secondo aspetto concerne la revisione di Solvency II, in corso proprio in questi mesi a livello europeo. Introdotto nel 2016, Solvency II ha rafforzato la stabilità delle imprese e favorito l’adozione di strumenti e processi più evoluti di risk management. Vi sono, tuttavia, alcuni aspetti che richiedono una modifica, soprattutto per tutelare il modello di business assicurativo, orientato al lungo termine, preservandolo dagli effetti deteriori della volatilità di breve termine dei mercati finanziari. La revisione, dunque, rappresenta un’opportunità unica per rafforzare la stabilità dell’industria assicurativa, facendo in modo che possa sostenere con maggior vigore gli investimenti di lungo termine nell’economia reale, particolarmente importante nell’attuale contesto post pandemico e di transizione verso una crescita più sostenibile.

Previsioni per il 2022 per il mercato assicurativo?
Dopo il calo registrato nel 2020 a seguito dello scoppio della pandemia, il mercato assicurativo italiano ha segnato nell’anno corrente una pronta ripresa. Stimiamo che la raccolta premi complessiva possa superare a fine 2021 i 144 miliardi, con un incremento dell’ordine del 7%. I rami vita sono attesi crescere dell’8,5%, grazie alla forte dinamica dei prodotti unit-linked; il settore danni dovrebbe crescere del 2,8%, conseguenza di un calo del 4,5% nella r. c. auto e di una crescita del 7,1% negli altri rami danni.
Per quanto riguarda il 2022, le attese sono positive, sia per l’assicurazione vita sia per i rami danni, anche se molto dipenderà dal contesto economico e finanziario, in particolare dalla capacità dell’economia di crescere in modo stabile e strutturale, dopo il rimbalzo del 2021, e dalla dinamica dell’inflazione.

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