Bonetti & Delia nell’annullamento dello Statuto della Stazione Zoologica Nazionale “Anton Dohrn”

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Michele Bonetti & Santi Delia, soci fondatori dello studio legale Bonetti & Delia, nell’annullamento dello Statuto della Stazione Zoologica Nazionale “Anton Dohrn” al TAR Napoli.

Michele Bonetti e Santi Delia, soci fondatori dell’omonimo studio legale, hanno guidato un team composto dal senior Silvia Antonellis e da diversi junior legal, in difesa l’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori, che avevano chiesto l’annullamento di parte dello Statuto della Stazione Zoologica Nazionale Anton Dohrn (di seguito per brevità SZN) nella parte in cui esclude dal Consiglio d’Amministrazione i ricercatori.

Il TAR, con ampia motivazione, ha accolto il ricorso valorizzando la Carta Europea dei ricercatori, deliberata con la raccomandazione della Commissione europea dell’11 marzo 2005, n. 2005/251/CE, ed evidenziando che la scelta non di rappresentatività dei ricercatori si pone in “contrasto con la normativa primaria e comporta di conseguenza l’annullamento dell’art. 8 e dell’art. 12 dello statuto della SZN, nella parte in cui non prevedono la “rappresentanza elettiva” di ricercatori e tecnologi interni all’ente e in particolare la possibilità di “eleggere almeno un membro del consiglio di amministrazione” e dell’art. 9 dello Statuto, laddove esclude la possibilità di eleggere almeno un membro del consiglio scientifico, tra ricercatori e tecnologi interni all’Ente.

“Conseguentemente”, conclude il TAR partenopeo, “vanno adottati tutti gli strumenti idonei a non mortificare una professionalità che, per affrancarsi in maniera soddisfacente dalle influenze governative dei singoli Paesi, trainando così gli Enti verso l’effettivo raggiungimento delle finalità istituzionali e del libero mercato europeo, coinvolga la ricerca in senso stretto, ma anche tutte quelle attività ad essa correlate, tra le quali anche quella più strettamente amministrativa. Diversamente non si riuscirebbe a garantire ai lavoratori la valorizzazione adeguata poiché dovrebbero comunque sottostare ad una governance composta da soggetti estranei all’Ente, né si assicurerebbe l’autonomia auspicata dell’Ente di ricerca. E’ evidente inoltre come una disciplina favorevole alla maggiore rappresentatività dei ricercatori, e conseguentemente mirata all’effettivo sfruttamento delle risorse –umane ed economiche- offerte, possa incentivare i singoli esperti a dedicarsi alla ricerca nazionale, disincentivandoli dal ricercare ulteriori strade professionali all’estero”.

La Stazione Zoologica Nazionale, che comprende anche il più antico acquario d’Italia (e secondo più antico d’Europa, primo tra quelli ancora esistenti), è stata difesa dagli Avv.ti Prof. Italo Spagnuolo Vigorita e Veronica De Michele .

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (M.I.U.R.), il quale esercita poteri di monitoraggio sulle attività dell’Ente, dall’Avvocatura Distrettuale di Napoli.

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