Italia e Germania nel segno dell’innovazione

PARLA ALESSIO ROSSI DI ALEGIS
I due paesi sono accumunati da imprese con un alto tasso tecnologico. Ma cresce l’attenzione dei tedeschi per alimentare e moda, agevolati da una certa uniformità legislativa

L’intensità dei legami economici e commerciali con l’Italia, il forte apprezzamento del made in Italy nel consumatore medio tedesco, il quadro politico, giuridico ed economico stabile e affidabile.
[auth href=”https://www.lefonti.legal/registrazione/” text=”Per leggere l’intero articolo devi essere un utente registrato.
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Le aziende italiane interessate a sviluppare con la Germania rapporti di affari solidi e duraturi dispongono di un terreno e di condizioni di partenza fortemente favorevoli. 
Ma dal punto di vista della consulenza legale e fiscale? Prosegue il viaggio di Legal tra gli Italian Desk. A questo e ad altri quesiti sulle opportunità offerte del mercato tedesco ha risposto Alessio Rossi, partner e responsabile dell’Italian Desk di Alegis, studio con sede in Germania e Lussemburgo specializzato in fiscalità internazionale, controllo e servizi di consulenza aziendale.
Quali sono le maggiori esigenze da parte delle aziende italiane che vogliono investire in Germania?
Cercano soprattutto consulenza e supporto affinché le loro attività siano conformi alla legge. Forniamo assistenza su questioni di contabilità, per la redazione del bilancio d’esercizio e per la revisione contabile annuale. La consulenza fiscale è molto richiesta. Ma il nostro Italian Desk offre ai clienti italiani anche una consapevolezza culturale nell’affiancamento delle loro attività per combinare efficacemente le peculiarità italiane e tedesche. Sempre più imprenditori riconoscono il valore di questo tipo di conoscenze. Comprendere gli aspetti comunicativi e relazionali di un’altra nazione è diventato essenziale, sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di lavoro. 
Quali sono le opportunità garantite dal mercato tedesco a un’impresa italiana? 
La Germania è la più grande economia in Europa ed esporta ogni mese beni e servizi per oltre 100 miliardi di euro: il Paese è un’ancora di stabilità e, per molti settori, un mercato importante. Inoltre, è il luogo ideale per stringere partnership strategiche. È un periodo particolarmente favorevole per l’interscambio: l’economia tedesca è solida e per le aziende italiane ci sono grandi opportunità di crescita. Proprio come in Italia, in Germania le imprese vantano un alto tasso di innovazione e investono significativamente nei dipartimenti Research and Development. Le operazioni tra i due mercati sono quindi estremamente sinergiche. Il nostro consiglio è quello di puntare sulla qualità e sull’affidabilità per non disattendere le aspettative del mercato e degli investitori. 
Ci sono state ripercussioni dopo il voto sulla Brexit? 
Visto che la procedura di uscita non è iniziata, non possiamo ancora sapere quali saranno le conseguenze della Brexit. Dobbiamo prima attendere che il Consiglio europeo, su mandato della Commissione, negozi con il Regno Unito un Accordo sul recesso, che dovrà poi essere approvato dal Parlamento europeo a maggioranza qualificata. Insomma, i tempi sono lunghi e l’iter complesso. Tuttavia, per supportare al meglio i nostri clienti e fronteggiare tempestivamente ogni cambiamento, teniamo sotto stretta osservazione lo sviluppo del settore finanziario e la libera circolazione dei lavoratori. 
La sua attività si concentra sul diritto fiscale. Ci sono molte differenze tra la legislazione tedesca e quella italiana in questa materia? 
La legislazione europea si sta uniformando sempre di più. Resta comunque fondamentale l’assistenza sul territorio da parte di un professionista che conosca le procedure e sappia consigliare l’imprenditore su molteplici aspetti del business.
Qual è il ruolo dell’Italia nella vostra strategia? 
Assolutamente importante. Perché l’Italia ha connessioni molto strette con l’economia tedesca e in particolare con la regione Renania Settentrionale-Vestfalia. L’industria della moda, la lavorazione dei metalli, la meccanica e anche la produzione alimentare e la ristorazione sono i principali settori in cui una cooperazione è auspicabile e necessaria. La collaborazione con i nostri partner di Noda Studio è quindi continua, focalizzata su tutti gli ambiti produttivi di rilievo delle rispettive economie. 
Facendo parte di Andersen Global, in Italia vi rapportate con Noda Studio. Come si articola questa partnership? 
Ci coordiniamo strettamente su temi di attualità, discutiamo attività di marketing e sviluppo congiunto del business. Tra tutti gli studi membri di Andersen Global c’è notevole coordinamento non solo sulla gestione degli incarichi cross-border e sulla valorizzazione delle azioni sinergiche, ma anche nell’analisi delle problematiche che possono danneggiare il business degli imprenditori. 
Alegis e Noda Studio, infine, lavorano insieme per formare risorse per entrambi i desk al fine di avere un partner di riferimento competente e professionale come interlocutore per i clienti direttamente sul territorio. Il nostro Italian Desk resta l’elemento di contatto nella gestione della clientela, organizza gli incontri e a breve coordinerà la consulenza tecnica su questioni specifiche. Naturalmente, il desk si occupa anche dei rapporti interpersonali e delle relazioni culturali che vanno oltre il supporto tecnico. 

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