Siniscalco & Partners: la consulenza internazionale sull’asse Italia-USA

L’asse Italia-USA sta diventando sempre più strategico con il cambiamento dello scenario geo-politico mondiale. In quest’ambito, la consulenza di natura fiscale diventa cruciale sia per le aziende italiane che scelgono il mercato US per internazionalizzarsi, sia per le company americane che puntano verso il Belpaese.

Lo sa bene Paolo Siniscalco, socio fondatore di Siniscalco & Partners, che in questa intervista con Le Fonti Legal racconta l’attività e gli obiettivi di una realtà che rappresenta un “unicum” nell’ambito dei servizi di consulenza internazionale. Vediamo perché.

Qual è l’attività principale del suo studio?
Siniscalco & Partners, di cui sono il socio fondatore, rappresenta una realtà molto particolare – e, a costo di peccare di presunzione, oserei dire quasi unica – nell’ambito dei servizi di consulenza internazionale che vengono proposti a chi vuole fare business in Italia e negli Usa. La mia presenza non soltanto in Italia, con le nostre sedi di Roma, Milano e La Spezia, ma anche in varie città statunitensi oltre che a New York, dove lavoro da dieci anni e sono attualmente a capo dell’Italian Desk di Grassi & Co., una tra le più note firm di consulenza in Usa, ha fatto sì che lo studio italiano acquisisse nel tempo una clientela sempre più internazionale, che attualmente rappresenta circa l’80 per cento del fatturato italiano, e competenze orientate al supporto in operazioni transfrontaliere. Tra i nostri clienti vantiamo start-up di eccellenza, aziende fiore all’occhiello del made in Italy, multinazionali con oltre 1 billion in revenues che operano nei settori più svariati, che vanno dalla meccanica, alle costruzioni, al food & fashion, all’ITC, alle energie rinnovabili.
Le attività dello studio, sono prevalentemente incentrate su tematiche fiscali, societarie e aziendali e si rivolgono ad imprese che hanno interessi in entrambi i paesi o, comunque, all’estero: dalla compliance fiscale delle società e delle persone fisiche alla realizzazione dell’impianto contabile e della reportistica coerenti con gli standard necessari, tanto per fare qualche esempio. E non solo: una fetta di clienti richiede servizi di consulenza in materia di M&A, ma offriamo servizi di consulenza e internazionalizzazione dedicati anche alle persone fisiche. D’altronde, viviamo in un’epoca in cui la globalizzazione ha cancellato le distanze e c’è chi, pur vivendo in Italia, ha un interesse patrimoniale da gestire negli Usa o viceversa, deve risolvere problemi di doppia tassazione od ottimizzare i redditi in funzione della propria residenza fiscale. Ho elencato queste ipotesi, ma gli aspetti cross border in realtà sono molti di più.

Come si struttura la consulenza sull’asse Italia-Usa nell’ambito fiscale?
Essendo fisicamente presenti sia negli Usa che in Italia, i nostri professionisti conoscono entrambe le normative e sono in grado di offrire una consulenza di livello qualitativo senza dubbio superiore. L’approccio è naturalmente diverso a seconda delle esigenze del cliente: ci contattano aziende italiane che si affacciano per la prima volta sul mercato Usa, per le quali ci occupiamo di curare la costituzione e l’avvio del business anche attraverso servizi offerti da nostri partner di riferimento (banche, assicurazioni, studi legali, etc.), ma ci vengono richieste anche operazioni più complesse: recentemente, diversi gruppi aziendali ci richiedono di spostare in Usa il proprio centro di interessi e il nostro compito è predisporre il percorso più rapido e meno gravoso sotto il profilo procedurale e fiscale, anche per evitare fenomeni di doppia imposizione. Per le start-up, solitamente veniamo coinvolti nella ricerca di capitali in Usa. In ogni caso il nostro team, muovendosi con agilità tra i due sistemi, è in grado di offrire soluzioni rapide e performanti: chi mi conosce dice che sono sempre stato un problem solver; in realtà da quando lavoro a New York lo sono ancora di più e mi piace snellire procedure e velocizzare percorsi. Diciamo che ho preso esempio dagli Americani, che in questo sono maestri.

Quali le esigenze delle imprese italiane che puntano il mercato US e quali quelle delle americane che investono in Italia?
Le aziende italiane sono molto ricercate negli Usa per la qualità dei loro prodotti e servizi. Si trovano però ad affrontare una realtà diversa da quella italiana e difficilmente trovano consulenti in grado di supportarli e seguirli “sul campo” con agilità e competenza. Le aziende statunitensi, invece, si perdono in un labirinto di burocrazia, lontano anni luce dal loro modo di fare business. Il nostro compito è quello di agevolare entrambe le due realtà imprenditoriali.

In che modo l’attuale situazione geopolitica sta influenzando l’internazionalizzazione delle imprese sull’asse Italia-Usa?
Sia la pandemia che la guerra in Ucraina hanno penalizzato le imprese italiane e ciò ha dato una forte spinta all’internazionalizzazione verso il mercato americano, diventato sempre più quello di riferimento.

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