Energy, start-up e digitale tra esigenze e sfide per il futuro

Settore energy e start-up rappresentano due leve imprescindibili per lo sviluppo economico, ma in Italia serve un cambio di passo. A sottolinearlo è Francesco del Bene, senior partner dello studio legale internazionale Avocom Law Firm LLP, che sulle pagine di Le Fonti Legal ha fornito una overview sulla situazione attuale e sui desiderata per il futuro.

Quali sono le principali novità emerse nel corso degli ultimi mesi nei vostri settori di riferimento?
Da tempo siamo leading law firm internazionale nel settore delle energie rinnovabili, assistendo investitori, sviluppatori e sponsor su tutti gli aspetti dei progetti di energia alternativa. Nel settore energy il 2022 è stato un anno senz’altro complesso, con i ripetuti colpi di coda della pandemia a cui si sono aggiunte tensioni e circostanze avverse per certi versi inattese sul mercato dell’energia, ma è ormai davvero urgente e improcrastinabile riprendere a intensificare l’installazione di nuovi impianti alimentati da energie rinnovabili perché, ad oggi, la fotografia del mercato energy italiano è impietosa: le installazioni sono ripartite con la ripresa post-pandemica, ma la quantità di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici è solo di poco superiore a quella del 2019.
Un altro settore in cui lo studio è molto attivo è quello delle start-up, settore in cui l’Italia rappresenta un mercato relativamente piccolo, che non consente di raggiunge facilmente la massa critica di utenti necessaria per sviluppare al suo massimo le idee di business e soprattutto a capire se la propria proposta sul mercato è valida. A questo si aggiungono una limitata propensione ad investire da parte dei finanziatori italiani e una certa difficoltà a realizzare un’exit degna dell’innovazione proposta. In questo settore, quindi, emerge con sempre più forza la sfida della globalizzazione.

Quali sono le prospettive di sviluppo per il 2023 in riferimento a questi settori?
Nel settore energy le prospettive di sviluppo saranno date dalla concreta possibilità di mettere in atto soluzioni ad hoc, così come sono a disposizione di policy maker e operatori del settore studi e analisi, ad esempio sul ruolo che le energie rinnovabili potrebbero avere nel mitigare il prezzo dell’energia. È indispensabile una programmazione integrata e coerente, perché le azioni previste per i prossimi anni determineranno il nostro posizionamento strategico nel futuro sistema economico globale.
Per quanto concerne le start up, ritengo che sarà necessario impostare lo sviluppo della start-up come “born global”, pensata fin dalla nascita per una presenza e un’operatività internazionale. Le sfide della globalizzazione e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie hanno fatto emergere questo nuovo fenomeno di imprese capaci di processi di internazionalizzazione significativi in breve tempi, dalla nascita della realtà. Le start-up born-global, ormai diffuse a livello internazionale, rappresentano una quota sempre più rilevante delle nuove imprese, in particolare modo nei settori manifatturiero e high-tech. L’ecosistema “Italia” delle startup deve essere considerato ormai come un’eco-sistema delle startup italiane nel mondo.

Quali, invece, le prospettive per il vostro studio per i prossimi mesi? Si sente di anticipare qualche novità?
Vediamo nella digital transformation e nella tecnologia (con l’implementazione finale del progetto metaverso) due driver di cambiamento sui quali continueremo ad investire per migliorare prestazioni, efficienza e produttività.
La pandemia globale ha accelerato la trasformazione digitale anche nella professione legale, segnando un passo importante soprattutto per alcune tecnologie fondamentali nella gestione del business e nel contenimento dei costi ed è in quella direzione che bisogna continuare a muoversi con sempre maggiore convinzione e investimento di risorse finanziarie, organizzative, umane.
Quanto all’espansione nei mercati che consideriamo core per il nostro business, continueremo a focalizzare la nostra attenzione sugli Emirati Arabi, sulla Cina, l’Africa e sul Far East soprattutto nei settori dell’energy e del project finance. Da ultimo, una sempre crescente attenzione vi è verso il settore del luxury fashion con un progetto importante di sostegno allo sviluppo di brand innovativi e in rapido consolidamento soprattutto nel mercato UK.

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